Torna il freddo, ecco cosa succede a cuore e articolazioni

Torna il freddo, ecco cosa succede a cuore e articolazioni
AP Photo/Jeff Roberson

Colpo di coda dell’inverno: l’abbassamento delle temperature ha un impatto su cuore e articolazioni. L’analisi dell’esperto.

Marzo è notoriamente un mese che regala sorprese dal punto di vista climatico. Così, quando la primavera sembrava ormai iniziata, ecco il colpo di coda dell’inverno: tra oggi e domani è atteso un drastico calo delle temperature, con neve anche a bassa quota, vento forte e mareggiate.  

La reazione dell’organismo al freddo 

Ma cosa succede al nostro corpo quando fa freddo? “L’organismo lavora per mantenere la temperatura corporea ideale, cioè poco sotto i 37 gradi. Si ha quindi la vasocostrizione delle arterie periferiche e l’aumento della pressione arteriosa: l’afflusso di sangue a mani e piedi si riduce per conservare il calore degli organi interni”, spiega a LaSalute di LaPresse Giorgio Sesti, ordinario di Medicina interna alla Sapienza.

I rischi per gli ipertesi

Gli ipertesi rischiano di andare incontro a un improvviso innalzamento dei valori della pressione arteriosa, mentre “chi ha patologie cardiache può sviluppare una sofferenza cardiaca o addirittura un’ischemia, soprattutto se l’abbassamento della temperatura è repentino e di molti gradi. Il freddo, quindi, influenza in modo significativo il sistema cardiocircolatorio”, prosegue l’esperto. 

Gli sbalzi repentini sono più pericolosi rispetto a un abbassamento graduale delle temperature. “Il nostro corpo ha una grande capacità di adattamento, che però deve avvenire in modo progressivo, sia al caldo sia al freddo. Quando si passa all’improvviso da una temperatura primaverile a una invernale, l’organismo ne risente molto di più rispetto a un calo graduale, e lo stesso vale per il caldo”, chiarisce Sesti.

I dolori articolari 

Per molti un clima più freddo è sinonimo di dolore alle articolazioni. “Per combattere il freddo i muscoli scheletrici si contraggono in modo involontario, anche i brividi sono movimenti muscolari finalizzati a produrre calore”, spiega il professor Sesti. Una contrazione che “sollecita maggiormente le articolazioni, che risultano più rigide, generando così un fastidio articolare”. 

Non solo. Il freddo, inoltre, “rende più denso il liquido sinoviale, presente nelle articolazioni. La minore fluidità fa sì che l’attrito tra le cartilagini venga percepito con maggiore intensità, sotto forma di dolore”. 

Il freddo, infine, rende le terminazioni nervose più sensibili, abbassando la soglia del dolore: anche il minimo fastidio viene percepito con maggiore intensità. “Tutti questi fattori combinati – conclude – rendono le articolazioni più rigide, meno mobili e più dolenti”.

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