Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo le lancette vanno spostate in avanti di un’ora: torna infatti l’ora legale. Ebbene, non c’è tema che divida come questo: è un vantaggio che si traduce in risparmio energetico e più ore di luce, o una pericolosa sottrazione di preziose ore di sonno?
“Ho sempre ritenuto che il ritorno dell’ora legale fosse per tutta la popolazione, ma in particolare per bambini e adolescenti, una giornata ok. Questo perché, con l’allungamento delle ore di luce, si ha un vantaggio non solo a livello di permanenza all’aria aperta ma anche in termini di attività fisica. Due aspetti importanti anche per la socializzazione”. A dirlo a LaSalute di LaPresse è il pediatra Italo Farnetani.
Lo specialista, professore ordinario di Pediatria Libera Università degli Studi di Scienze Umane e Tecnologiche United Campus of Malta, associa il ritorno dell’ora solare con il contrasto alla sedentarietà e all’uso eccessivo degli schermi che contagia adulti e bambini.
Con l’ora legale più tempo per giocare dopo lo studio
“Se ci rifacciamo ai ritmi cronobiologici, le ore ideali per lo studio pomeridiano vanno dalle 15 alle 18, quando prevale la memoria a lungo termine che permette di ‘incamerare’ le nozioni scolastiche”. Il fatto che dopo i compiti si possa trovare ancora luce e temperature gradevoli “consente ai ragazzini di uscire per fare movimento, ossigenarsi e sfidarsi nei giochi di squadra: un’occasione preziosa per socializzare”, dice il pediatra.
Non solo, “anche i genitori all’uscita dall’ufficio potrebbero ritagliarsi del tempo all’aria aperta insieme ai figli, mettendo così un freno alle maratone al chiuso incollati a telefonini, pc e video”.
Ora legale tutto l’anno?
Non dimentichiamo poi, prosegue Farnetani, che “le malattie si trasmettono stando al chiuso. Quindi l’ora legale è un aiuto anche per ridurre l’esposizione ai virus. E dal momento che mantenere l’ora legale tutto l’anno sarebbe un vantaggio anche dal punto di vista del consumo energetico, speriamo che questa sia la volta buona per mettere un freno allo spostamento delle lancette”, aggiunge il pediatra, fautore dell’ora legale tutto l’anno.
Il lato negativo del cambio dell’ora
Ma attenzione: non tutti gli specialisti sono favorevoli. Un’ora in meno di sonno sarebbe responsabile di un aumento degli infarti miocardici acuti, della crescita degli incidenti stradali e degli infortuni sul lavoro.
“Il nostro organismo è regolato da ritmi circadiani molto precisi, sincronizzati principalmente dalla luce naturale – spiega Cristina Tomasi, human metabolist e medico specialista in medicina interna e angiologia – Con il passaggio all’ora legale ci troviamo improvvisamente a svegliarci quando, per il nostro orologio biologico, sarebbe ancora” il momento di dormire. “Questo crea una forma di jet-lag sociale che può disturbare sonno, metabolismo e sistema cardiovascolare”, avverte la specialista.

