È duro a morire, lo stigma sociale che colpisce chi soffre di obesità: secondo i risultati di un’indagine condotta da Novo Nordisk a livello europeo, l’88% degli intervistati ritiene che le persone affette da questa condizione sono vittime di stigma a causa del proprio peso.
L’indagine
Ad alimentare il pregiudizio è molto spesso la scarsa conoscenza in materia. Quasi un’intervistato su tre (31%) ignora che l’Organizzazione mondiale della Sanità riconosce l’obesità come una malattia cronica.
In troppi sono ancora convinti che l’obesità sia esclusivamente conseguenza di un approccio sbagliato all’alimentazione e all’attività fisica, piuttosto che una condizione complessa legata a fattori genetici, fisiologici, psicologici, sociali e ambientali. Appena il 56% delle persone con obesità intervistate, infatti, ritiene che la società consideri questa condizione per ciò che è – una patologia cronica – e non una scelta di vita.
Dall’indagine – condotta in Italia, Spagna, Francia, Germania e Polonia – è emerso anche che, per il 53% degli intervistati, la mancanza di sostegno rappresenta la difficoltà principale quando intraprendono un percorso di perdita di peso. “Gestire l’obesità è un percorso coraggioso e lungo, che non andrebbe affrontato da soli”, commenta Eligio Linoci, vicepresidente Fiao, Federazione italiana associazioni obesità.
Una sfida da vincere
L’obesità rappresenta una delle maggiori sfide sanitarie a livello europeo. Secondo le stime, in Italia circa il 47% degli adulti (23,3 milioni) è in eccesso di peso, mentre circa il 12% convive con l’obesità (5,8 milioni), con conseguenze importanti sulla salute e sulla qualità della vita.
Accrescere la consapevolezza
Novo Nordisk – balzata ogni onori delle cronache per i suoi farmaci anti-diabete a base di semaglutide, rivelatisi efficaci nel favorire la perdita di peso – ha lanciato l’anno scorso Novo IO.
Nel portale online è possibile trovare strumenti e risorse utili, ma anche prenotare un consulto virtuale o in presenza con team medici multidisciplinari, in grado di offrire percorsi di cura personalizzati. L’obiettivo, sottolinea l’azienda, è promuovere una maggiore consapevolezza in materia e offrire un aiuto concreto a chi è affetto da questa condizione.

