Vaccini, Schillaci scioglie la commissione dopo le polemiche su esperti ‘no vax’

Vaccini, Schillaci scioglie la commissione dopo le polemiche su esperti ‘no vax’
(foto LaPresse/Mauro Scrobogna)

Il ministro: “Tutela salute pubblica richiede massima attenzione”. Plauso bipartisan per la decisione

Il ministero della Salute fa marcia indietro sulla nomina dei membri del Gruppo Tecnico Consultivo Nazionale sulle Vaccinazioni (Nitag). Il titolare del dicastero, Orazio Schillaci, ha infatti firmato sabato il decreto di revoca che riguarda tutti i componenti della commissione, ritenendo necessario avviare un nuovo procedimento di nomina dei suoi membri al fine di coinvolgere tutte le categorie e gli stakeholder interessati. Schillaci pone fine in questo modo alle polemiche sollevatesi nei giorni scorsi a seguito dell’inclusione nel gruppo di due esponenti con posizioni contrarie al vaccino.

Schillaci: “Tutela della salute pubblica richiede la massima attenzione”

“La tutela della salute pubblica – ha osservato il ministro della Salute – richiede la massima attenzione e un lavoro serio, rigoroso e lontano dal clamore. Con questo spirito abbiamo sempre lavorato e continueremo ad agire nell’esclusivo interesse dei cittadini“. La decisione di Schillaci è stata accolta con unanime apprezzamento sia dal centrodestra che dal centrosinistra. Per Luana Zanella, capogruppo di Avs alla Camera, si è trattato di “un passo indietro doveroso”, “una vittoria della scienza. Resta purtroppo integro il grave vulnus di un ministro che assume decisioni spesso a seguito di pressioni di lobby screditate”. Da Forza Italia, la vice presidente del Senato Licia Ronzulli ha parlato di “atto di responsabilità e di tutela verso i cittadini. È fondamentale che chi siede in organismi così delicati sia coerente con l’evidenza scientifica”.

I nomi oggetto delle polemiche

I nomi che avevano innescato forti perplessità nei confronti del Gruppo erano stati quelli del veronese Paolo Bellavite e del pediatra Eugenio Serravalle. La loro presenza aveva portato prima alla rinuncia alla nomina da parte dalla dirigente del Dipartimento prevenzione della Regione Veneto, Francesca Russo, e quindi alla mobilitazione di esperti, con una lettera di protesta e una petizione che aveva raccolto oltre 16mila firme, incassando anche il sostegno da parte del Premio Nobel per la fisica, Giorgio Parisi.

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