Giorno della Memoria delle vittime del terrorismo, Mattarella in Senato per le celebrazioni

Giorno della Memoria delle vittime del terrorismo, Mattarella in Senato per le celebrazioni
Il Presidente Sergio Mattarella nel corso della cerimonia di commemorazione del Giorno della Memoria dedicato alle vittime del terrorismo. (Foto: Paolo Giandotti – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

La Russa: “Italia non dimentica, la memoria è lo scudo a presidio della libertà”

Al Senato è iniziata con l’inno di Mameli cantato dal coro degli studenti del Liceo Statale ‘Alessandro Manzoni’ di Latina la celebrazione del Giorno della Memoria dedicato alle vittime del terrorismo interno e internazionale e delle stragi di tale matrice. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al suo ingresso è stato accolto da un lungo applauso. Presenti, tra gli altri, il presidente del Senato Ignazio La Russa, il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana, il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il titolare del Viminale Matteo Piantedosi e il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.

Prima di recarsi al Senato, Mattarella ha deposto una corona di fiori in via Caetani a Roma, sotto la lapide dedicata ad Aldo Moro, in occasione del quarantottesimo anniversario dell’uccisione dello statista.

Meloni: “Non dimenticare le vittime è un dovere, difendere ogni giorno la democrazia”

“Il 9 maggio si celebra il Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo. In questa data, nel 1978, veniva ritrovato il corpo di Aldo Moro, assassinato dalle Brigate Rosse. Lo stesso giorno in cui perdeva la vita per mano mafiosa Peppino Impastato, dopo le sue denunce contro Cosa nostra. E nel 2021 Rosario Livatino, magistrato ucciso dalla Stidda, veniva proclamato beato”. Lo ha scritto su X la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“Oggi il nostro pensiero va a loro e a tutte le vittime di ogni forma di terrorismo. Non dimenticare è un dovere: per onorare chi ha sacrificato la vita per la libertà, per rispetto della nostra storia e per difendere ogni giorno la democrazia”, conclude.

La Russa: “Italia non dimentica, memoria è scudo a presidio della libertà”

“Rinnoviamo oggi il nostro comune sentimento di commozione e cordoglio verso le tante vite spezzate dal terrorismo. Furono rappresentanti delle istituzioni, politici, magistrati, militari, forze dell’ordine, pubblici funzionari, e poi anche docenti, giornalisti, studenti: tutti bersagli scelti per il loro valore civile, per il loro impegno di legalità, verità e giustizia o più semplicemente perché portatori di un’idea, di quel pensiero libero che il fanatismo e l’odio avrebbero voluto ridurre al silenzio attraverso la violenza. Attraverso la paura che la violenza provoca chi non soccombe. E con loro ricordiamo e rendiamo omaggio ai tanti, troppi cittadini che hanno incrociato il destino crudele delle stragi”, ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa. “Donne, uomini, bambini, colpiti nelle loro quotidianità, in una piazza o in una stazione: i loro nomi, i loro volti, le loro storie sono la nostra storia. La storia di un’Italia che non dimentica, perché la memoria non è solo un album del dolore, ma è anche uno scudo. È lo scudo più prezioso a presidio di quei diritti e di quelle libertà che sono il cuore della nostra democrazia“, ha aggiunto.

“Oggi il mondo è cambiato, ma il pericolo è sempre in agguato. Penso al conflitto in Medio Oriente e ai nuovi rigurgiti di intolleranza e alle guerre che minacciano la convivenza tra i popoli. Penso all’odio politico e a quello verso le donne e gli uomini in divisa, che vestono la divisa per proteggerci e diventano spesso bersaglio”, ha aggiunto il presidente del Senato. “E penso alle tante nuove insidie che corrono nel mondo digitale, dove prevalgono pericolosi linguaggi di odio e di divisione. Pericoli che non dobbiamo sottovalutare, perché il terrorismo non cerca solo il bersaglio umano. Il terrorismo cerca anche di avvelenare il pensiero e di trasformare le piazze in trincee di intolleranza: perché se il dissenso è un respiro di libertà, la violenza ne è la sua negazione più brutale”.

La Russa: “Italia non si è piegata e non si piegherà, serve coesione nazionale”

“È di fronte a questi pericoli che si misura la nostra capacità di essere una Nazione, uniti. La coesione nazionale non è un concetto astratto: è al contrario la sostanza stessa della nostra democrazia: è l’intimo orgoglio di riconoscerci comunità, rifiutando ogni logica di frammentazione e di odio. È stata questa forza collettiva a permettere all’Italia di restare in piedi nei momenti più bui. Ed è questa stessa unità, l’eredità più preziosa che abbiamo il dovere di custodire e affidare a chi verrà dopo di noi“, ha detto La Russa. “Ed è anche e soprattutto per i giovani, e ne vedo tanti in questa Aula, che sono state istituite ricorrenze come quella che celebriamo insieme oggi, affinché possiate essere consapevoli di ciò che è stato e diventare testimoni attivi di un futuro, voi giovani, che rifiuta la violenza e sceglie la strada della pace, della legalità e del rispetto”, ha aggiunto. “Un sentito ringraziamento lo voglio infine rivolgere ai rappresentanti delle Associazioni dei familiari delle vittime: il vostro coraggio, il vostro amore, l’instancabile impegno di sensibilizzazione e di ricerca della verità al fianco delle istituzioni, e la dedizione tenace con cui vi siete fatti custodi della memoria dei vostri cari, hanno trasformato il silenzio del dolore nel grido della dignità. La dignità di una Nazione che non si è piegata, non si è mai piegata e non si piegherà al vile ricatto della violenza e del terrorismo“, ha concluso La Russa.

La Russa: “Ricordo di Moro è il rifiuto a qualsivoglia violenza politica”

Prima di recarsi in Senato, La Russa ha lasciato un messaggio sui social. “In occasione del 48° anniversario dell’uccisione di Aldo Moro ricordiamo uno statista che ha servito la Nazione con equilibrio, senso delle istituzioni e profondo spirito di dialogo. La sua tragica morte segnò una delle pagine più buie e dolorose della nostra democrazia. Custodire la sua memoria significa riaffermare il valore della libertà, del confronto e il fermo rifiuto di ogni forma di terrorismo e violenza politica“, ha scritto il presidente del Senato.

Fontana: “Cieca ferocia, Repubblica seppe respingere deriva estremista”

Al termine dell’intervento in Senato di Ignazio La Russa, ha preso la parola il presidente della Camera, Lorenzo Fontana. “Siamo oggi riuniti nel ricordo delle vittime di una stagione di violenza che per troppo tempo ha insanguinato il nostro Paese. Erano donne e uomini delle Istituzioni, magistrati, appartenenti alle forze dell’ordine, operai, sindacalisti, giornalisti, ma anche cittadini inermi. È stata una cieca ferocia che non chiedeva motivazioni, solo nemici da annientare. Ma la Repubblica seppe respingere la deriva estremista senza mai tradire i principi sui quali si fonda la nostra democrazia“.

Il dialogo con i giovani è fondamentale, perché simili tragedie non si ripetano mai più“, ha aggiunto Fontana. “I nostri figli hanno il diritto di comprendere il significato profondo degli Anni di piombo e di essere messi in guardia contro i pericoli di ogni radicalismo. Solo così saranno in grado di difendere con responsabilità e determinazione le ragioni della democrazia e della libertà sancite nella Costituzione”.

Fontana: “Onorare ricordo delle vittime significa difendere la democrazia”

“Nella giornata dedicata alla memoria delle vittime del terrorismo, rinnovo la mia vicinanza e il mio pensiero commosso a tutte le persone innocenti colpite dall’odio e dall’estremismo. In questa data, anniversario dell’assassinio di Aldo Moro, mi stringo con vicinanza ai familiari delle vittime. Onorarne il ricordo significa difendere la democrazia, la libertà e la sicurezza della nostra comunità da ogni forma di violenza e da ogni minaccia ai valori fondamentali”. Così il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.

Crosetto: “Memoria delle vittime è responsabilità viva e impegno”

Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto ha lasciato il suo messaggio. “Oggi, nella giornata in cui il Paese si raccoglie nel ricordo delle vittime del terrorismo, rendiamo omaggio all’On. Aldo Moro, barbaramente ucciso 48 anni fa dalle Brigate Rosse. Statista e, prima ancora, Uomo delle Istituzioni: una figura la cui eccezionale statura morale, culturale e politica continua a parlare alla coscienza democratica del Paese. Il 9 maggio è anche memoria del tragico destino di Peppino Impastato, vilmente ucciso per il coraggio con cui seppe sfidare il potere mafioso e difendere la legalità e la libertà, con la forza della parola. Il nostro pensiero va inoltre ai tanti, troppi servitori dello Stato e cittadini comuni il cui nome è poco conosciuto, ma il cui sacrificio appartiene pienamente alla storia della Repubblica. La memoria di chi ha pagato con la vita la fedeltà alle istituzioni, alla verità e al bene comune non appartiene solo al passato: è responsabilità viva, fondamento della nostra democrazia e dell’impegno quotidiano a difesa dei nostri valori“, ha affermato il ministro.

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