Referendum, Meloni: “La magistratura ha perso autorevolezza ed efficacia. Ci sono storture da correggere”

Referendum, Meloni: “La magistratura ha perso autorevolezza ed efficacia. Ci sono storture da correggere”
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Palazzo Chigi (Foto Roberto Monaldo / LaPresse)

“La giustizia è uno dei tre poteri fondamentali dello Stato, è indispensabile per far funzionare l’Italia. Se non è efficiente, efficace, meritocratica, una parte fondamentale del meccanismo che definisce il nostro benessere si inceppa, e i cittadini lo pagano. Tutti i cittadini. Non solo quelli che hanno a che fare direttamente con la giustizia, perché i giudici decidono su moltissimi aspetti della nostra vita: sulla sicurezza, sull’immigrazione, sul lavoro, sulla salute, sulla libertà personale”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video diffuso via social. “È un potere enorme – sottolinea la premier -, ma è anche l’unico caso in cui, a questo potere, quasi mai corrisponde un’adeguata responsabilità. Perché se un magistrato sbaglia, se è negligente, se ad esempio, come purtroppo è accaduto, si dimentica in carcere un imputato per quasi un anno oltre la scadenza del termine, nella maggior parte dei casi non accade assolutamente nulla. Quel magistrato fa carriera, e chi subisce questa sventura può essere qualsiasi cittadino onesto”. “Sono storture che in 80 anni di storia repubblicana non siamo mai riusciti a correggere – sottolinea Meloni -. Noi abbiamo riformato il Parlamento, il governo, la pubblica amministrazione, le Regioni, moltissimi ambiti. La giustizia mai in modo sostanziale. Perché a ogni tentativo la reazione è stata totalmente sproporzionata. E il risultato è stata una magistratura che ha perso molta della sua autorevolezza, ma anche della sua efficacia. La riforma interviene esattamente su questo”.

“Riforma riguarda tutti italiani, importante votare Sì”

“Il 22 e il 23 marzo sarete chiamati a votare al referendum per confermare o meno la riforma della giustizia che il governo ha proposto. Negli ultimi mesi, in modo ancora più intenso, ovviamente nelle ultime settimane, attorno a questo referendum si è creato un clima di forte confusione. Si sono sovrapposte polemiche, semplificazioni, slogan, e in molti casi informazioni parziali o, peggio, completamente distorte. Per questo ho deciso di provare a spiegare in modo più possibile chiaro alcuni punti fondamentali della riforma che gli italiani saranno chiamati a confermare o meno con il loro voto, e di spiegare perché considero importante che si vada a votare e che si voti sì, cioè per confermare la riforma. Perché questa è una riforma molto importante, se vogliamo modernizzare l’Italia, ed è importante per tutti gli italiani. E li riguarda tutti, più di quanto pensino”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video diffuso via social accompagnato da un post in cui la premier scrive: “Cosa c’è davvero nella riforma della Giustizia: 13 minuti per fare chiarezza e rispondere alle banalizzazioni e alle troppe bufale messe in circolazione”.

“Con riforma processi più giusti e cittadini più garantiti”

La riforma della giustizia “fa sostanzialmente tre cose semplici, modificando alcuni, pochi, articoli della nostra Costituzione. Prima novità: introduce la separazione delle carriere tra chi accusa e chi giudica. Perché? Perché se chi ti accusa e chi ti giudica sono due colleghi di lavoro con percorsi di vita e lavorativi che si incrociano di continuo, è possibile che chi ti giudica abbia, diciamo così, un occhio di riguardo per quello che dice chi ti accusa. Noi pensiamo di sì. E siccome, giustamente, la Costituzione dice che il giudice deve essere terzo e imparziale, noi rafforziamo quella imparzialità rendendo le carriere separate tra giudice e pubblici ministeri, per evitare commissioni. Il processo diventa più giusto, il cittadino diventa più garantito“. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video diffuso via social.

“Riforma avvicina Italia a Ue ma sinistra contro modernizzazione”

“Visti i toni apocalittici che sto ascoltando da parte di chi non sembra avere molti argomenti contro questa riforma” della giustizia, “tipo l’accusa di scivolamento verso un sistema illiberale, io penso che sia utile che gli italiani abbiano questo dato: nella gran parte dei paesi europei, la separazione delle carriere già esiste. Allora, l’anomalia è rappresentata da loro o da quello che resiste ancora in Italia, cioè sono tutti gli altri illiberali o siamo noi che siamo rimasti indietro? Mettiamola così: una volta tanto siamo noi che vogliamo avvicinare l’Italia all’Europa, ma come sempre, qualcun altro, in particolare la sinistra, si oppone a qualsiasi forma di modernizzazione di questa nazione”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video diffuso via social.

“Riforma non è contro toghe, ma contro degenerazioni sistema bloccato”

“La riforma della separazione delle carriere “ha come obiettivo” quello di “rendere la giustizia più moderna, più meritocratica, più autonoma, più responsabile, e soprattutto libera dai condizionamenti della politica”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video diffuso via social. “A differenza di quello che si dice – sottolinea la premier – non è una riforma contro i magistrati, è una riforma contro le degenerazioni di un sistema bloccato, che non è mai stato adeguato a un mondo che intorno cambiava. Ed è per questo che è sostenuta con convinzione da moltissimi magistrati, anche molti più di quanti lo dichiarino pubblicamente, e forse ci si dovrebbe interrogare sul perché alcuni preferiscano non dichiararlo”. “È una riforma che serve a far recuperare alla magistratura un prestigio compromesso, e quindi ad aumentare la fiducia dei cittadini verso la giustizia”, conclude Meloni.

“Con sorteggio membri Csm liberi, varrà solamente merito”

“La seconda novità” inserita nella riforma della giustizia prevede la modifica del “meccanismo di selezione dei membri del Consiglio superiore della magistratura, l’organo di autogoverno dei magistrati, quello che decide le carriere dei magistrati, le promozioni. E’ quello che giudica i magistrati quando dovessero sbagliare. Il problema è che attualmente il Csm viene eletto per due terzi dagli stessi magistrati, che poi tra l’altro deve giudicare, che deve promuovere o non promuovere, e viene eletto sulla base di liste organizzate dalle correnti ideologizzate, come se fossero dei partiti all’interno della magistratura, e per un terzo viene eletto dal Parlamento con logiche che chiaramente sono di spartizione politica“. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video diffuso via social. “La riforma – spiega la premier – sostituisce questo modello, che è un modello in mano alle correnti ideologizzate e ai partiti politici, con un sorteggio. Ovviamente un sorteggio tra quelli che hanno i requisiti per ricoprire quell’incarico. Significa che noi avremo domani due Csm, uno per la magistratura inquirente, uno per la magistratura giudicante, composti da persone che non hanno dovuto chiedere il voto a chi poi devono decidere se promuovere o meno, trasferire o meno, e che non sono stati scelti dai partiti”. “Con il sorteggio quindi i membri del Csm non dovranno dire grazie a nessuno per essere lì, e potranno esercitare il loro ruolo liberamente, senza alcun tipo di condizionamento – sottolinea -. Varrà solamente il merito e la coscienza di persone che sono libere. A chi dice che il sorteggio è un salto nel buio perché manderebbe al Csm il primo che capita, io devo ricordare che viene fatto su una platea qualificata, che è formata da persone che normalmente decidono della libertà dei cittadini, della sorte delle famiglie, dell’economia italiana. Mi volete dire che le stesse persone non sarebbero capaci di decidere chi va a fare il procuratore della Repubblica o il presidente di un tribunale?”.

“Con Alta corte disciplinare mai più toghe negligenti impunite”

“La terza novità importantissima” presente nella riforma della giustizia è l’istituzione “dell’Alta corte disciplinare, cioè una corte per giudicare i magistrati che sbagliano, compito che quindi non spetterà più al Csm, composta anch’essa di magistrati e membri laici che vengono anche loro estratti a sorte tra persone altamente qualificate, quindi ancora una volta tra chi ha i criteri per poterlo fare, ma senza logiche di corrente o di partito”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video diffuso via social. “Significa che finalmente, dopo 80 anni, anche i magistrati verranno giudicati da un organismo terzo, cosa che accade già per tutti gli altri. Forse non vedremo più quei casi di giudici che sono stati palesemente negligenti, senza che questo avesse alcuna conseguenza”, sottolinea la premier.

“Con riforma toghe libere da politica, è questo vero problema sinistra”

“Dicono che la riforma rischi di indebolire il potere giudiziario rafforzando il controllo che l’esecutivo, quindi il governo, la politica, può esercitare su di esso. E qui voglio essere chiara: siamo quasi alla fantascienza. Questa è una menzogna, perché la riforma fa l’esatto contrario ed è stata fatta anche per liberare i magistrati dal controllo della politica, perché è nell’attuale sistema che i giudici sono spesso costretti a rispondere a una logica politica, atteso che le loro carriere sono decise da persone scelte da partiti in Parlamento o da correnti ideologizzate interne alla magistratura”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video diffuso via social. “Io penso che dobbiamo dirci la verità: il vero problema che ha la sinistra con questa riforma è che noi liberiamo i magistrati da quel controllo e da quel condizionamento perché la sinistra ha sempre usato la giustizia quando non riusciva a vincere le elezioni e questa riforma rompe quel meccanismo, ma non per sostituirlo con magistrati controllati dalla destra, tutt’altro, per sostituirlo con magistrati liberi da tutti, che potranno finalmente fare carriera perché sono bravi, e non perché sono di destra o di sinistra”, sottolinea Meloni.

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