“Possiamo ancora sperare che il voto del 22-23 marzo si liberi dalle gabbie ideologiche in cui appare sempre più rinchiuso? La giustizia dovrebbe essere un patrimonio comune, non una logora bandiera identitaria da sventolare contro l’avversario politico. Sembra, invece, che buona parte del dibattito ruoti attorno a una sola domanda, tanto semplicistica quanto fuorviante: e cioè se vogliamo una giustizia “di destra” o “di sinistra”. Così il confronto finisce per irrigidirsi in contrapposizioni polarizzate, che impediscono di valutare in modo obiettivo il merito della riforma”. Lo scrive Marina Berlusconi in una lettera a ‘Repubblica’, riferendosi al referendum sulla giustizia. “Il rischio è quello di votare più con la pancia che con la testa, perdendo di vista ciò che conta davvero: i valori dell’equità davanti alla legge e del giusto equilibrio tra i poteri, la credibilità delle istituzioni e la qualità della nostra stessa democrazia”, prosegue. “Io invocherei un po’ di sano buon senso, per non lasciarci condizionare dal frastuono di un derby tra tifoserie”, sottolinea Marina Berlusconi. “Credo che la partita del referendum sia decisiva. E tocca a ciascuno di noi valutarne con serietà i pro e i contro, senza usare i rispettivi schieramenti politici come scorciatoia e senza lasciarci distogliere da slogan che poco c’entrano. Dobbiamo assolutamente riportare il dibattito sull’unica domanda che ha senso porsi: la riforma può davvero cambiarci in meglio? Può davvero rendere la nostra giustizia più libera e più credibile? Solo se riusciremo a interrogarci sul merito potremo dare una risposta responsabile. Come voterò io penso sia chiaro. Quale sarà l’idea prevalente nel Paese lo vedremo tra pochi giorni. Di una cosa, però, sono certa: se dovesse vincere il sì, non si tratterà di una vittoria del governo o di Forza Italia, né di una vittoria postuma di mio padre. Io penso semplicemente che sarà una grande vittoria degli italiani”, conclude.
Occhiuto: “Marina Berlusconi richiama tutti a confronto serio”
“Condivido pienamente le riflessioni di Marina Berlusconi al quotidiano ‘la Repubblica’. Il suo intervento ha il merito di riportare il dibattito sulla riforma della giustizia su un terreno di serietà e responsabilità, lontano da contrapposizioni ideologiche e da quella logica da derby che troppo spesso ha condizionato negli anni il confronto su questi temi. La riforma della giustizia non può e non deve essere affrontata con pregiudizi politici o con letture di parte, ma deve essere analizzata nel merito“. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vice segretario nazionale di Forza Italia. “Gli obiettivi della riforma – aggiunge – sono quelli di migliorare il funzionamento delle nostre istituzioni, rafforzare i principi dello Stato di diritto e del garantismo, assicurare sempre di più la centralità del giudice terzo. Separare le carriere, superare il correntismo nel Csm e contrastare ogni forma di politicizzazione della magistratura significa rendere la giustizia più credibile, più efficiente e più vicina ai cittadini. Per queste ragioni considero molto importante il contributo offerto, ancora una volta, da Marina Berlusconi: un invito, in vista del referendum del 22 e 23 marzo, a liberare il dibattito da schemi ideologici e a ragionare nell’interesse generale del Paese. L’Italia ha bisogno di una giustizia più giusta, moderna ed europea. Questa riforma rappresenta un passo decisivo in questa direzione”.

