Lo slogan ‘Credo nell’Italia e nella Lega’ del raduno della Lega di Pontida di domenica 18 settembre “mi fa l’impressione che è quella di utilizzare una parola che nell’ambito religioso ha un suo spessore molto forte”. Matteo Salvini “dice di usarla in un ambito laicale, però quando noi religiosamente crediamo, crediamo in qualcuno, Gesù Cristo, che ha dato la vita per tutti noi. Ecco, utilizzare una parola del genere vuol dire impegnarsi seriamente. Lo speriamo. Se sia una forzatura? Abbastanza, sì. Ma ognuno in campagna elettorale utilizza slogan che sono un po’ forzati, insomma”. Così a LaPresse don Giordano, parroco di Pontida (Bergamo) dal 2013, dove ha appena concluso il suo mandato. “Perché va di moda così, poi bisogna vedere all’atto concreto dopo cosa succede, ma sappiamo già che succede una parte, perché in qualche modo le cose sono più complesse di come uno pensa di fare. In politica, nella vita, in tutte le cose”, aggiunge.
“Io – racconta don Giordano – sono parroco dal 2013, ne ho vissuti diversi in questi anni” di raduni leghisti. “È un evento dove si raduno tante persone, una piccola parte rispetto alle migliaia che ci sono partecipano anche alla celebrazione eucaristica, in genere con ordine. I primi anni non proprio nel senso che entravano anche con le bandiere aperte, poi piano piano li abbiamo educati su questo aspetto. In genere, sono persone che si muovono con una certa educazione”. “È capitato – entra nel dettaglio – i primi anni. Come tutti passeggiavano in piazza, sono entrati in Chiesa anche così. Noi con gentilezza gli abbiamo detto: ‘Guardate, quando siamo in Chiesa, siamo tutti uguali, non dobbiamo dividerci in partiti e, quindi, invitiamo ad arrotolare le bandiere o a metterle sotto i banchi o se potete lasciarle fuori, addirittura’. Qualcuno l’ha arrotolata, qualcun altro l’ha messa sotto il banco. Non ci sono mai stati scontri da questo punto di vista, credoche chi entrava già era religioso e partecipava di domenica alla messa. Secondo me, non ci hanno pensato. Comunque, li abbiamo fatti riflettere e si sono adeguati”.

