Il ministro della Salute Speranza: "Nessun cedimento alla Lega, non si fa politica sull'emergenza"

La linea di Mario Draghi non cambia. Andare avanti, a tappe, per arrivare “gradualmente” all’estensione del Green pass per tutte le categorie di lavoratori, in un crescendo che parte dai settori più a rischio e arriva alla meta intorno alla fine di ottobre. Il premier lo ribadisce ai ministri nel corso del Cdm, ripercorrendo l’iter già anticipato in conferenza stampa la scorsa settimana. Negli stessi minuti in cui la Lega alla Camera (dopo aver votato alcuni emendamenti insieme a FdI e nonostante tantissime assenze) annuncia il suo sì al primo decreto sulla certificazione verde, al tavolo del Governo nessuno replica. Nessuno eccepisce. E il nuovo decreto viene approvato all’unanimità, in un Consiglio dei ministri che più di un partecipante definisce “rapido e indolore”. Si parte da scuole, università e Rsa. Il testo estende l’obbligo vaccinale, a partire dal 10 ottobre e fino al 31 dicembre, data fino alla quale è stato decretato lo stato di emergenza, ai dipendenti, interni o esterni, delle strutture residenziali, socio-assistenziali e sociosanitarie. Certificazione verde obbligatoria, poi, per “chiunque accede a tutte le strutture delle istituzioni scolastiche, educative e formative” – fatta eccezione per i bambini e gli studenti e i soggetti esentati dalla campagna vaccinale per motivi di salute – con multe fino a mille euro per chi è senza.

Nessuna frenata, insomma. E la conferma arriva anche da Roberto Speranza. Il ministro della Salute nega che l’aver rimandato l’estensione del Green pass ai lavoratori pubblici e privati sia un cedimento al pressing messo in atto da Matteo Salvini. “Assolutamente no – taglia corto – Le nostre sono valutazioni sanitarie su scelte di merito, con una grande attenzione alla scrittura delle norme”. L’avviso ai naviganti però è chiaro:”Non si fa politica sul Covid, sull’emergenza, sulla salute. E pensare di prendere qualche voto assumendo certe posizioni fa solo male al Paese”. Il leader di Leu, quindi, conferma la rotta: l’utilizzo della certificazione verde verrà esteso “nelle prossime settimane” perché per il Governo “costituisce lo strumento per chiudere questa fase e aprirne una nuova”. Non è l’unico, però. Il ministro della Salute conferma che quella dell’obbligo vaccinale resta “un’opzione in campo”, consentita dalla Costituzione. In questo senso Speranza mette in evidenza come l’averlo esteso anche a tutti i lavoratori (e non solo medici o sanitari) della Rsa costituisca “un passaggio importante” perché “dice che si può fare, essendo previsto dall’art. 32 della Carta”. Sulla base dei dati epidemiologici e attraverso il confronto continuo con la comunità scientifica il Governo valuterà e “già dall’autunno ci faremo un’idea compiuta“. Del resto, fatta salva ogni valutazione su curve e plateau, l’autunno darà risposte anche in termini di risultati elettorali e – comunque vada – potrebbe restituire alla maggioranza una navigazione più tranquilla.

Intanto, le posizioni restano cristallizzate. Il Carroccio esulta per l’approvazione di alcuni ordini del giorno che impegnano il Governo su tamponi a prezzo simbolico per i minorenni e famiglie in difficoltà, estensione della validità a 72 ore del test molecolare, riconoscimento del tampone salivare rapido, risarcimento per eventuali danni da vaccino, esclusione di obblighi estesi e generalizzati, ma Salvini & Co. sanno che l’imposizione all’interno delle Rsa apre un varco a futuri provvedimenti specifici. Il centrodestra di Governo resta spaccato. Esultano infatti Mara Carfagna e Renato Brunetta: “Libertà fa rima con responsabilità”, sintetizza il ministro per la Pa. Schierato con Draghi il Pd: ” Tutto quello che si può fare per evitare nuove chiusure sarà fatto”, assicura Andrea Orlando, mentre Dario Franceschini chiede a Draghi e Speranza di valutare la possibilità di aumentare la capienza di cinema, teatri e concerti.

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