Prima dell'incontro con il leader della Lega, Letta vede anche il capo politico del M5S, Vito Crimi, affrontando in sostanza gli stessi argomenti

Il comune sostegno al governo Draghi abbinato al condiviso interesse per temi come salute e lavoro, fondamentali per mettersi alle spalle l’emergenza coronavirus e far ripartire il paese. C’è questo alla base della ‘tregua’ siglata da Enrico Letta e Matteo Salvini, faccia a faccia per oltre un’ora negli uffici dell’Arel, dove il segretario del Pd è di casa. “Alle elezioni, come è giusto che sia, saremo su fronti contrapposti”, ricorda Letta, ma adesso le priorità sono altre. E quindi “tutto il resto viene dopo, dall’Europa alla legge elettorale, di cui non abbiamo parlato”, spiega il leader della Lega, aggiungendo però che a lui “va bene quella che c’è”. L’attualità comunque impone di marciare compatti e, “nonostante Lega e Pd abbiano storie, tradizioni e idee differenti su tanti fronti”, questo non è il momento di dividersi. Anzi, evidenzia Salvini, “su alcuni punti la battaglia è comune”. In primis entrambi ribadiscono di sostenere e tifare per il governo Draghi. “Lavoriamo insieme per il suo successo, per far uscire l’Italia dalla pandemia – aggiunge Letta -, per far sì che le vaccinazioni avvengano e ci sia il successo della ripresa economica che tutti auspichiamo”.

Ripresa economica che tiene a lungo banco nel colloquio, anche perché il Pd non ha nessuna intenzione di lasciare il pallino in mano alla Lega e alla destra. “Con Salvini abbiamo convenuto sulla necessità, dopo aver ascoltato le parti sociali, che il governo faccia un importante Decreto Imprese che aiuti il mondo dell’economia in questo momento molto in difficoltà” annuncia Letta. Le risorse disponibili con il prossimo scostamento di bilancio dovranno quindi essere indirizzate ai ristori, a coprire costi fissi, a rendere disponibili finanziamenti e a prorogare la moratoria in essere. Per Salvini quello all’orizzonte dovrà essere “un imponente e coraggioso decreto imprese“, dedicato esclusivamente a partite Iva, commercianti, artigiani, piccole e medie imprese, “da fare entro aprile con diverse decine di miliardi investiti”. Restano al momento in disparte temi divisivi come ad esempio Ius soli e ddl Zan, invisi ai leghisti. “Siglata una tregua? È quello che ho chiesto – confessa Salvini -. Dividersi adesso su temi che non sono prioritari e fanno litigare il Parlamento non serve a nessuno”. Tra i temi affrontati, poi, quello delle riaperture, “che dovranno essere fatte in base a dati scientifici e medici”, con Salvini che ipotizza un possibile ritorno delle zone gialle già da lunedì 19 aprile per quelle Regioni messe meglio sul fronte contagi e vaccinazioni.

Prima dell’incontro con il leader della Lega, Letta vede anche il capo politico del M5S, Vito Crimi, affrontando in sostanza gli stessi argomenti, con l’aggiunta però del discorso legato alle elezioni amministrative, appuntamento su cui Pd e Movimento studiano possibili alleanze. Nel pomeriggio, poi, il segretario si reca a Palazzo Chigi per discutere col premier Draghi della situazione economica e di Pnrr, ribadendo le priorità dem: giovani, donne e Sud nella prospettiva della sostenibilità sociale e ambientale.

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