Il ministro della Salute segue i consigli del Cts, mettendo di fatto fine a una stagione mai iniziata

Niente sci fino al 5 marzo. Il provvedimento del ministro della Salute, Roberto Speranza, mette di fatto fine a una stagione sciistica mai iniziata. La decisione sarebbe stata adottata in base alle informazioni fornite dal Cts e condivisa con il premier Mario Draghi, secondo quanto apprende LaPresse.

Una scelta, dunque, presa dopo il parere del Cts che sconsigliava il via libera “alla luce dei nuovi dati delle varianti e di quelli diffusi dall’Iss di venerdì, condivisi con le Regioni”. Il Comitato demandava poi la scelta “alla politica e ai governatori”. Il responsabile della Salute non ha perso tempo emanando l’ordinanza e, allo stesso tempo, assicurando gli operatori del settore che il governo “si impegna a compensare al più presto con adeguati ristori”. Ma questo non basta a calmare la rabbia degli interessati. “E’ tutto ridicolo, solo in Italia accadono queste cose”, si sfoga Giovanni Brasso proprietario della Sestriere Spa. “Solo lo sci infetta?”, si chiede ironico il presidente della Fisi, Flavio Roda. Ma gli attacchi a Speranza arrivano anche dal mondo politico, pure dall’interno della nuova maggioranza allargata. “Non si può continuare con il ‘metodo Conte’, annuncio la domenica e chiusura il lunedì. Aldilà di Speranza, appena riconfermato ministro, è necessario un cambio di squadra a livello tecnico”, tuona la Lega mentre Italia Viva parla della necessità di risposte “immediate e chiare”.

Salvini : “Rivedere la squadra dei tecnici”

“Un eccesso di zelo sulla chiusura degli impianti sciistici? La cosa importante è comunicare per tempo. Se dieci giorni fa qualcuno ha detto a migliaia di imprenditori ‘organizzatevi per ripartire’ e poi qualche ora prima della ripartenza dice no o ha sbagliato prima oppure è arrivato in ritardo dopo”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, fuori dal Senato. “Questi sono gli strascichi del governo Conte, vediamo di dare in cambio di passo – aggiunge -. I ministri nominati da Draghi hanno la nostra fiducia, l’importante in alcuni casi è cambiare la squadra dei tecnici. Gli italiani di allarmi a reti unificate ne hanno sentiti fin troppi”. “Se proporremo qualcuno? Diciamo che nella comunità scientifica è pieno di bravi medici che non sentono la necessità di parlare tutti i giorni terrorizzando gli italiani. Se ho già mente qualcuno? Ne parleremo con il presidente Draghi che avrà ovviamente totale libertà di scelta”, conclude.

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