Roma, 30 lug. (LaPresse) – “Oggi in commissione di Vigilanza è stata fatta una forzatura. Il Pd e la maggioranza hanno deciso di votare con la vecchia legge il rinnovo del Consiglio di amministrazione della più grande azienda culturale del Paese ad agosto. Visto che il consiglio è scaduto da due mesi non si capisce questa improvvisa accelerazione. Sel e le altre opposizioni hanno votato contro”. Lo afferma il coordinatore nazionale di Sinistra Ecologia Libertà, Nicola Fratoianni, membro della commissione parlamentare di vigilanza, al termine dell’ufficio di presidenza della Commissione. “Si poteva evitare questo blitz improvviso ed eleggere il nuovo consiglio a settembre – chiarisce Fratoianni – anche con la Gasparri se la nuova legge non è pronta, magari dando il tempo di presentare i curriculum e rendere possibile l’accesso a cariche così importanti anche a chi non ha un rapporto diretto con le forze politiche. In poche parole si poteva fare un’operazione più trasparente. Quanto fatto mi pare un errore che non fa un buon servizio alla politica, al suo ruolo, al rapporto con la società”.

Secondo il coordinatore nazionale di Sinistra Ecologia Libertà “si poteva fare un’altra cosa più trasparente e più efficace. Lo abbiamo detto in modo netto e per questo ci siamo opposti a questa scelta. In queste settimane, prosegue il coordinatore nazionale di Sel, il leitmotiv è stato: ‘fuori i partiti e fuori la politica dalla Rai’. Uno slogan, appunto, contraddetto già nella proposta del governo, dove in realtà non ci sono solo i partiti ma c’è soprattutto il governo, con uno sbilanciamento di poteri evidente. Infatti al Senato è stata approvata una norma transitoria per permettere al direttore generale, anche con il rinnovo del consiglio di amministrazione con la vecchia legge, di avere gli stessi poteri dell’amministratore delegato. Cioè avremo un consiglio di amministrazione dove la politica sarà presente esattamente come prima, lo elegge la vigilanza con le norme della ‘Gasparri’, con in più lo sbilanciamento a favore del governo. Non proprio un cambio di verso”.

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