Auto: atteso ritorno eco-bonus, elettrico resta vantaggioso ma caro-energia pesa su colonnine

Auto: atteso ritorno eco-bonus, elettrico resta vantaggioso ma caro-energia pesa su colonnine
La piu’ grande stazione di ricarica auto elettriche al mondo e’ a Shanghai

Motus-E, rischi mercato Italia. Serve uno strumento semplice, strutturale e pluriennale

C’è attesa nel mondo industriale dell’automotive per il ritorno dell’eco-bonus. Che è ormai prossimo, con l’inserimento di misure ad hoc nel nuovo decreto cui lavora il governo per contrastare l’impennata dei prezzi delle bollette. Ma proprio il caro-energia inizia a farsi sentire, almeno nella ‘percezione’ dei cittadini, anche sulla ricarica alle colonnine delle auto elettriche, sia pur rimanendo in netto vantaggio rispetto alle quotazioni del petrolio e alla volatilità del gas.
Nel pacchetto di interventi destinato all’automotive, e ora allo studio di Palazzo Chigi, si ipotizza una cifra intorno a un miliardo. Il ritorno dell’eco-bonus è auspicato dal segretario generale di Motus-E (l’associazione che raggruppa tutti gli stakeholders della mobilità elettrica) Francesco Naso, anche perché – spiega – “l’Italia è un mercato a rischio che potrebbe esser tagliato fuori. Abbiamo chiesto in tutti i modi, per via del momento cogente, un supporto alla domanda; cosa che tutti i Paesi hanno”. Inoltre – continua Naso – “c’è anche un problema legato alla produzione: se cala la domanda e si scende sotto una certa soglia, il mercato italiano potrebbe perdere di interesse per le case automobilistiche”. Sul punto, il segretario generale di Motus-E ricorda che la produzione a Mirafiori, e che la 500 elettrica è stata la più venduta del 2021.
Ma la situazione congiunturale impone anche di guardare il contesto, e sui prezzi impazziti dell’energia Naso fa presente come sia pur in un momento complicato per l’auto elettrica “rimane netto il vantaggio” rispetto a quelle a combustione interna; tanto che guardando ai fatti si annulla subito quella “percezione” di spesa in più attaccarla alla colonnina: alcuni operatori stanno continuando a vendere in perdita, qualcun altro potrebbe ora aumentare di poco, “comunque niente in paragone agli aumenti del prezzo petrolio e del gas”; e poi – rileva Naso – per esempio ricaricare a casa è comunque “un vantaggio”. Quindi “il differenziale del vantaggio si mantiene tra endotermica e elettrica”.
La crisi della filiera è ampia; e ne fa parte, oltre all’industria tutta la catena della componentistica e dell’approvvigionamento delle materie prime. Soprattutto si avverte in uno dei settori (tra i primi) a esser colpito in modo orizzontale dalle trasformazioni portate dalla transizione ecologica. Una questione aperta – cui il governo ha già dedicato da ultimo un tavolo specifico a Palazzo Chigi nelle ultime ore – che è sempre alto nelle priorità dei sindacati: “Un Piano straordinario dell’automotive è necessario – osserva il segretario generale della Cgil Maurizio Landini – per aprire un ragionamento sulla riconversione sostenibile, verso un investimento sulle competenze e la formazione dei lavoratori, e la creazione di una infrastruttura per la creazione di una rete capillare di ricarica”.
“Adesso è necessario uscire da questo momento emergenziale – fa presente Naso – dopodiché bisognerà aumentare di molto la capacità delle rinnovabili”.
La speranza del segretario generale di Motus-E è che lo strumento cui sta lavorando il governo sia “semplice: basterebbe che facessero una riproposizione dell’eco-bonus, anche perché se c’è di mezzo l’Isee – come dicono alcuni rumors – poi la misura non la si usa”. Inoltre, il quadro si completa con alcune proposte: “Non servono incentivi troppo grandi, quello che serve è la strutturalità e la pluriennalità”, con bonus “magari declinati con una formula di dacalage ‘anno per anno’ proprio per accompagnare il mercato”; insieme a questo “una rivisitazione delle regole legate all’immatricolazione e la reintroduzione del credito d’imposta al 50% sulle infrastrutture private di ricarica”. In generale poi – conclude Naso – “dovrebbero esserci contemporaneamente delle politiche industriali adeguate, che al momento non sono mirate all’automotive”.
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