Bollette: governo approva misure, risorse da extra-profitti delle rinnovabili

Bollette: governo approva misure, risorse da extra-profitti delle rinnovabili

Per il primo trimestre 2022 stanziato un totale di 5,4 miliardi

Risorse dagli extra-profitti delle rinnovabili, riduzione degli oneri di sistema, credito di imposta per le imprese che consumano più energia, con reindirizzamento dei proventi delle aste di CO2, rafforzamento della commissione tecnica per accelerare il processo autorizzativo per impianti di energia verde, e un taglio – sia pur simbolico, ma comunque il primo messo in atto – ai sussidi alle fonti fossili. Questi i capisaldi del pacchetto di misure anti-rincari delle bollette approvati dal governo con il via libera del Consiglio dei ministri al nuovo decreto Sostegni.

Con questo intervento per attenuare il costo dell’energia, le risorse stanziate dal governo per il primo trimestre 2022 arrivano a un totale di 5,4 miliardi: ai 3,8 miliardi già stanziati per mitigare il rincaro, in particolare per le famiglie, si aggiungono altri 1,6 miliardi in arrivo con le norme varate nell’ultimo Cdm, dedicate in particolare per fornire un aiuto alle aziende.

Il decreto ospita quindi le norme contro l’impennata dei prezzi delle bollette di luce e gas. Motivo alla base della scelta da parte di Palazzo Chigi di optare per un unico provvedimento ‘omnia-ristori’: in un primo momento infatti le misure contro i rincari delle bollette avrebbero dovuto trovar spazio in un testo più ampio, contenente misure strutturali nonché fiscali per l’energia. Poi, il pressing delle forze politiche di questi ultimi giorni deve aver pesato sull’accelerazione. La Lega e Matteo Salvini in testa che si intesta i 5 miliardi che, “almeno per l’inizio del 2022”, finiranno “nei conti correnti delle imprese. Abbiamo fatto il nostro dovere”. Mentre i ministri del carroccio – Giancarlo Giorgetti, Erika Stefani, e Massimo Garavaglia – fanno sentire la loro soddisfazione rilanciando subito per “uno scostamento di bilancio” che possa aprire ad altri interventi. Una richiesta già arrivata e rinnovata in primis dal Pd, con il segretario Dem Enrico Letta che parla un intervento sulla parte fiscale e di un lavoro da portare avanti con l’Europa come fatto con i vaccini. Proposta riscodellata con “forza” sul tavolo del Cdm dal M5s, tanto che il leader pentastellato Giuseppe Conte definisce il nuovo decreto come “un altro passo”, sì, ma “ancora troppo piccolo e insufficiente”. Mentre la ministra per gli Affari regionali di Forza Italia Mariastella Gelmini vede nel decreto “un’operazione importante per sostenere famiglie e imprese in difficoltà”.

In questa chiave però, specie in questo frangente storico con il timer che scandisce le ore mancanti all’elezione del prossimo inquilino del Quirinale, uno scostamento di bilancio non sarebbe proprio stato proprio possibile, tanto più se Mario Draghi dovesse poi prendere la direzione del Colle (era forse questo il motivo principale per cui si pensava a un decreto ad hoc per fine mese, presumibilmente quindi a capo dello Stato eletto). A questo si è sommata l’urgenza di sostenere le imprese ‘energivore’ che già, in tutta Italia, si trovano a rischio chiusura e che, come denunciato da Confindustria, devono far fronte a uno scenario “drammatico”.

Nel quadro delle misure, in particolare, gli aiuti derivanti dagli extra-profitti sulle rinnovabili da fotovoltaico sono riconosciuti da una tariffa fissa indipendente dal valore del prezzo di mercato dell’energia (gli effetti degli incentivi valgono sulla bolletta circa 6 miliardi all’anno), e vengono ritenuti ormai “superati, pur facendo salvi i diritti acquisiti”. Stessa cosa per gli impianti rinnovabili che non hanno un meccanismo di incentivazione. Con le disposizioni si punta a “stabilizzare” questo sistema vincolando “gli operatori a restituire gli extra-profitti”. L’intervento ha una durata limitata; parte il primo febbraio 2022 e arriva a coprire tutto il 2022. Il calcolo del meccanismo di compensazione viene affidato al Gse (Gestore dei servizi energetici).

Per quanto riguarda l’abbattimento degli oneri di sistema, l’Arera (l’Autorità dei servizi pubblici di energia, acqua e rifiuti) provvede ad annullare per il primo trimestre 2022 (con decorrenza dal primo gennaio 2022) le aliquote relative agli oneri generali di sistema applicate alle utenze con potenza da 16,5 Kw (kilowatt) in su. Il credito d’imposta per le aziende energivore serve per garantire la compensazione degli extra costi; a quelle che hanno subito un incremento del costo per KWh (kilowatt) superiore al 30% al medesimo periodo del 2019 viene riconosciuto un contributo straordinario a parziale compensazione dei maggiori oneri sostenuti (il beneficio è pari al 15% delle spese sostenute per la componente energetica utilizzata nel primo trimestre 2022). Questo anche grazie al reindirizzamento dei proventi delle quote delle aste di CO2. Infine il taglio ai Sad, i Sussidi ambientalmente dannosi, su cui il governo – anche per la presa di posizione del ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani – interviene per la prima volta. Arriveranno risorse simboliche per oltre 105 milioni a partire dal 2022, anche queste però destinate al finanziamento di contenimento delle bollette.

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