L'Isin pubblica l'Inventario nazionale dei rifiuti radioattivi. ll Lazio è la Regione che ne ospita di più per 9.504 metri cubi pari al 29,93% del totale nazionale

 
Il totale del volume dei rifiuti radioattivi presenti in Italia è pari a 31.751,6 metri cubi. Questo quanto emerge dall’Inventario nazionale dei rifiuti radioattivi aggiornati al 31 dicembre 2020 messo a punto dall’Isin, l’Ispettorato nazionale per la sicurezza nazionale e la radioprotezione. Il Lazio è la Regione che ne ospita di più; il Piemonte la prima per radioattività.
   Secondo il bilancio dell’Isin il Lazio si conferma la regione con il volume maggiore di rifiuti radioattivi: 9.504 metri cubi, pari al 29,93% del totale nazionale. In termini di radioattività invece la regione che figura al primo posto è il Piemonte con 2.067.697 Gigabecquerel (GBq), pari al 73,09% del totale nazionale.
   I rifiuti radioattivi presenti in Italia, secondo la classificazione vigente sono: a vita molto breve (1291,41 metri cubi, con una diminuzione pari a 114,33 metri cubi rispetto al 2019), ad attività molto bassa (14.618,28 metri cubi, con un aumento di 545,88 metri cubi), a bassa attività (12.700,07 metri cubi, +178,88 metri cubi rispetto al 2019) e a media attività (3.141,83 metri cubi, +113,87 metri cubi).
   Il 99% del combustibile irraggiato delle quattro centrali nucleari nazionali dismesse – spiega l’Isin – non si trova più in Italia: è stato inviato in Francia e in Gran Bretagna, dove è stato sottoposto a riprocessamento. I rifiuti radioattivi generati faranno rientro in Italia.

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