Venezuela, nuove sanzioni dagli Usa. Procura generale vieta a Guaido di lasciare il Paese

L'attuale leader dell'Assemblea nazionale guidata dall'opposizione ha dichiarato che prenderà il controllo delle attività estere del Venezuela per impedire a Maduro di sequestrarle

Il presidente venezuelano, Nicolas Maduro, ha promesso di agire contro gli Stati Uniti per le nuove sanzioni alla compagnia petrolifera statale Pdvsa. "Ho dato istruzioni specifiche al capo della Pdvsa per avviare azioni politiche e legali, nei tribunali statunitensi e internazionali, per difendere la proprietà e il patrimonio di Citgo", ha detto Maduro facendo riferimento alla controllata della compagnia venezuelana negli Stati Uniti. "Con questa mossa, stanno cercando di rubare Citgo al popolo venezuelano: stai attento, Venezuela!", ha aggiunto il presidente durante una cerimonia, parlando ai diplomatici venezuelani richiamati da Washington dopo la decisione degli Stati Uniti di riconoscere il leader dell'opposizione, Juan Guaido, come presidente.

Guaido, attuale leader dell'Assemblea nazionale guidata dall'opposizione - che Maduro non riconosce -, ha dichiarato che prenderà il controllo delle attività estere del Venezuela per impedire a Maduro di sequestrarle nel caso dovesse uscire di scena definitivamente. Intanto il procuratore generale ha vietato a Guaido di lasciare il Paese e ha deciso di congelare i suoi conti correnti. Quella del procuratore Tarek William Saab è una richiesta, sulla quale dovrà decidere la Corte suprema, ed è stata motivata con l'apertura di "un'indagine preliminare" su Guaido, per cui le misure sarebbero una "precauzione".

Raggiunto telefonicamente da Repubblica, il leader dell'opposizione ha dichiarato di auspicare ancora una soluzione politica, ma che non si presterà "a una nuova farsa elettorale come quella del 2018". Secondo Guaido, infatti, Maduro ha "usurpato il potere" perché "nel 2018 non ci sono state presidenziali. Lo Stato di diritto è stato fatto a pezzi, le autorità pubbliche sono bloccate, la libertà di espressione non esiste più, gli oppositori subiscono persecuzioni. In questo momento in Venezuela ci sono 140 prigionieri politici e più di mille responsabili politici sono stati costretti all'esilio". "La crisi - ha aggiunto Guaido a Repubblica - si risolve con la fine dell'usurpazione del potere, un governo di transizione e elezioni veramente libere. La questione è come avviare questo processo".

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