All'Onu scontro a distanza Trump-Rohani. Platea ride al discorso del tycoon

Il presidente Usa dal podio dell'Assemblea generale delle Nazioni unite a New York usa toni duri contro l'Iran

"Rispettare la sovranità dell'America". È questo che Donald Trump ha chiesto a gran voce dal podio dell'Assemblea generale delle Nazioni unite a New York, minacciando che gli Stati Uniti daranno "aiuti all'estero solo a chi ci rispetta, a chi è francamente nostro amico".

Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, rivedrà i contributi in quest'ottica gli aiuti ai Paesi stranieri. "L'America è governata dagli americani. Respingiamo l'ideologia del globalismo e sposiamo la dottrina del patriottismo", ha rivendicato Trump. Come atteso ha usato : è una "dittatura, che ha portato distruzione e caos" in Medioriente, ha tuonato, scandendo che gli Usa sono pronti ad adottare nuove sanzioni e chiedendo "a tutte le nazioni di isolare il regime dell'Iran finché continuerà con questo atteggiamento aggressivo".

Poco dopo gli ha replicato dallo stesso podio dell'Onu il presidente iraniano Hassan Rohani: Trump prova a "rovesciare" la leadership iraniana, ha accusato, definendo "assurdo" il discorso del tycoon. Fra Rohani e Trump non ci sarà alcun bilaterale a margine, e il leader di Teheran ha smentito l'inquilino della Casa Bianca chiarendo alla Cnn di non avere mai chiesto un meeting. Anche Emmanuel Macron ha risposto a Trump a distanza, lanciando un appello a risolvere la crisi iraniana con "il dialogo e il multilateralismo" e invitando a non firmare accordi commerciali con chi non rispetta l'accordo di Parigi sul clima (leggasi gli Usa).

Per Trump era la seconda volta sul podio dell'Onu, ma stavolta il suo intervento è stato accolto dalla platea con una risata. "Oggi sono davanti all'Assemblea generale delle Nazioni unite per condividere il progresso straordinario che abbiamo fatto. In meno di due anni la mia amministrazione ha raggiunto più di quasi nessun'altra amministrazione nella storia del nostro Paese", ha esordito vanitoso. Sentendo le risate in sala si è fermato: "Bene. Non mi aspettavo questa reazione, ma ok". A quel punto una risata ancora più forte, poi il magnate ha ripreso l'intervento. A un anno di distanza da quando, sempre all'Assemblea Onu, aveva definito Kim Jong Un "rocket man" minacciando di "distruggere totalmente" la Corea del Nord, Trump ha voluto "ringraziare il generale Kim per gli sforzi fatti", sottolineando comunque che le "sanzioni resteranno in vigore fin quando la denuclearizzazione non sarà completa".

Non sono mancati poi i riferimenti alla guerra di dazi con la Cina e alla crisi dei migranti. Lo squilibrio commerciale con la Cina "non può essere tollerato", ha detto il presidente Usa, chiedendo scambi commerciali "giusti ed equilibrati". Quanto ai migranti, per lui la crisi globale dell'immigrazione può essere risolta rendendo ogni Paese "di nuovo grande". Un calco del suo slogan elettorale 'Make America great again'. L'unico modo per evitare che le persone lascino i loro Paesi è "rendere di nuovo grandi i loro Paesi", ha affermato Trump, chiarendo che gli Usa "riconosceranno il diritto di ogni nazione in questa stampa a fissare la loro propria politica". 

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