Terremoto in Venezuela, aeroporto distrutto: “Non sappiamo come mandare aiuti”

Terremoto in Venezuela, aeroporto distrutto: “Non sappiamo come mandare aiuti”
Un edificio in macerie a Caracas (Foto AP/Adrian Naranjo)

La parole della presidente dell’Associazione ‘Insieme per il Venezuela’: “Sono 27 anni che viviamo in dittatura, manutenzione edifici è quella che è”

Dopo il forte terremoto che ha sconvolto il Venezuela nella notte, è forte l’apprensione dei venezuelani in tutto il mondo. In Italia, l’Associazione ‘Insieme per il Venezuela’, con sede a Milano, manifesta le sue preoccupazioni. “È stato un terremoto molto forte: sono crollati palazzi e ci sono ancora persone sotto le macerie. È terribile. Sono riuscita a parlare con i miei parenti e con alcuni amici, ma altri amici risultano dispersi e non so dove siano. Molte delle persone che vivevano sulla costa di Caracas sono scappate per il rischio tsunami. Le scosse continuano, anche questa mattina. L’aeroporto è distrutto e noi, come associazione, ci stiamo organizzando per canalizzare gli aiuti umanitari, ma dobbiamo capire come farli arrivare. In Venezuela manca tutto, bisognerebbe portare di tutto”, dice a LaPresse Mercedes Enea, presidente dell’associazione.

Associazione: “Anni di dittatura e carenze nella manutenzione degli edifici”

“Sono 27 anni che viviamo in dittatura e, per questo, la manutenzione degli edifici è stata quella che è: non c’è stata la necessaria cura di ospedali, aeroporti e infrastrutture. Sono anni di carenze che oggi riemergono con quello che sta accadendo. Secondo me, tra un po’ arriveranno gli aiuti internazionali. Noi come associazione stiamo aspettando di capire se l’aeroporto sarà di nuovo operativo, perché abbiamo scatole di medicinali già pronte e, insieme al corriere con cui spediamo gli aiuti umanitari in Venezuela, stiamo verificando se potrà partire. Siamo tutti in attesa, anche alla luce di quanto è successo. Qui a Milano la comunità venezuelana è numerosa, circa 1.500-2mila persone. Di solito inviamo medicinali di ogni tipo, vestiti per bambini e scarpe: principalmente beni di prima necessità come vestiti, scarpe e medicinali”, ha aggiunto ancora Mercedes Enea.

Offerto aiuto da molti Paesi: soccorritori da Qatar, Messico, El Salvador

Dopo il doppio forte terremoto che ha colpito il Venezuela, i governi di diversi Paesi hanno offerto il proprio aiuto: dagli Usa all’Argentina, passando per Bolivia, Brasile, Cile, Ecuador, El Salvador, Messico, Panama e Uruguay, oltre che Italia, Qatar, India. La presidente ad interim Rodríguez ha dichiarato che il Qatar ha già inviato soccorritori, il cui arrivo in Venezuela è previsto per domani, insieme a personale di soccorso proveniente dal Messico e da El Salvador. Il presidente di El Salvador Nayib Bukele, un tempo diametralmente opposto al governo venezuelano, ha dichiarato in un post su X mercoledì sera di aver offerto aiuti. “Vi inviamo tutta la nostra solidarietà e le nostre preghiere. Siate forti, Venezuela”, ha scritto Bukele.

 Il presidente ecuadoriano Daniel Noboa ha dichiarato di aver ordinato la consegna immediata di aiuti umanitari per contribuire a rispondere all’emergenza. Il presidente boliviano Rodrigo Paz, che meno di una settimana fa ha dichiarato lo stato di emergenza nel suo paese a seguito di settimane di proteste antigovernative, ha affermato che il suo Paese è pronto a fornire tutta l’assistenza necessaria. L’amministrazione del presidente brasiliano Luiz Inácio da Silva ha espresso solidarietà e ha dichiarato che nessun brasiliano ha segnalato di essere rimasto ferito.

Germania mette a disposizione sei aerei da trasporto dell’esercito

Il ministero della Difesa tedesco ha reso noto che la Bundeswehr è pronta a mettere rapidamente a disposizione fino a sei aerei da trasporto A400M per sostenere le operazioni di soccorso, qualora venga avanzata una richiesta di assistenza internazionale. “La notizia delle molte migliaia di morti in Venezuela mi ha profondamente colpito”, ha dichiarato il ministro della Difesa Boris Pistorius. “I due terremoti sarebbero tra i più gravi registrati dall’inizio dell’anno. Ora è fondamentale fornire aiuti nel più breve tempo possibile”. Pistorius ha sottolineato che le forze armate tedesche sono in grado di mobilitare nel giro di poco tempo fino a sei velivoli A400M.  L’Agenzia federale per il soccorso tecnico della Germania (Thw), la Protezione civile tedesca, ha preallertato la propria Unità di intervento rapido per operazioni di soccorso internazionale, in vista di un’eventuale operazione di assistenza in Venezuela a seguito del violento terremoto che ha colpito il Paese. Lo ha detto a LaPresse un portavoce della Thw. 

Macron: “Francia dispiegherà subito 85 soccorritori”

La Francia dispiegherà immediatamente “una squadra di 85 soccorritori francesi specializzati in operazioni di salvataggio e sgombero” in Venezuela a seguito delle due fortissime scosse di terremoto che hanno colpito il Paese. Lo ha annunciato il presidente francese, Emmanuel Macron, riferendo di avere parlato con la presidente ad interim venezuelana Delcy Rodriguez. “Ho appena sentito Delcy Rodriguez a seguito del violento terremoto che ha colpito Caracas e diverse regioni del Paese. Ho espresso la solidarietà della Francia al popolo venezuelano e ho rivolto i nostri pensieri alle vittime e ai loro cari. La Francia è pronta, insieme ai suoi partner europei, a fornire assistenza alle popolazioni colpite in risposta alle esigenze espresse dalle autorità venezuelane. Verrà immediatamente dispiegata una squadra di 85 soccorritori francesi specializzati in operazioni di salvataggio e sgombero”, ha scritto Macron su X.

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