Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha chiamato giovedì sera il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu “per comunicargli una notizia che questi non voleva sentire: prevedeva di firmare un accordo con l’Iran nel giro di pochi giorni. ‘Questo è l’accordo. È un ottimo accordo, ed è ora di porre fine a questa guerra’, ha detto Trump a Bibi, secondo quanto riferito da un alto funzionario statunitense”. È quanto scrive in un post sui social il giornalista di Axios Barak Ravid.
Punti chiave
- Media, firma digitale perché Vance non sarebbe tornato in tempo per partenza Trump
- Netanyahu convoca per domani sera Gabinetto sicurezza
- Pasdaran: "Firma accordo non domani, da Trump insolita insistenza"
- Pakistan: "Firma elettronica accordo domani"
- Trump: "Ssperiamo no intoppi, altrimenti abbiamo alternativa definitiva"
- Trump: "Al momento opportuno entreremo e recupereremo polvere nucleare"
- Trump: "Accordo sarà firmato domani, subito dopo riapre Hormuz"
- Trump: "Accordo con Teheran è muro contro arma nucleare"
- Tajani: "Ottimista ma aspettiamo firma definitiva"
- Trump incontrerà leader di Egitto, Qatar ed Emirati a margine G7
Citando funzionari ben informati, la Cnn riporta che i piani per una firma virtuale del memorandum d’intesa fra Usa e Iran hanno preso forma nell’ultima giornata per consolidare rapidamente l’accordo ed evitare eventuali intoppi dell’ultimo minuto, nonostante la scorsa settimana il presidente Usa Donald Trump avesse dichiarato di aspettarsi che la firma avvenisse di persona in Europa, con la partecipazione del vicepresidente JD Vance. Secondo la Cnn, ciò è dovuto in parte a complicazioni relative al calendario visto che il presidente e il vice presidente non viaggiano all’estero contemporaneamente per motivi di sicurezza e continuità, e Trump dovrebbe partire lunedì mattina presto per il vertice del G7 in Francia. Far arrivare e tornare Vance da un evento di firma in Europa in tempo per la partenza di Trump sarebbe stato difficile, riferisce l’emittente. Per questa è stata in alternativa proposta una firma elettronica per finalizzare l’accordo. Il timore di alcuni mediatori è che più a lungo l’accordo rimane senza firma, maggiore è la probabilità che qualcosa ne comprometta i progressi o che una o entrambe le parti si tirino indietro, secondo una persona informata sulla questione citata sempre dalla Cnn. Allo stato attuale, Washington e Teheran hanno fornito versioni in qualche modo contrastanti sul contenuto dell’accordo, compreso il tipo di sgravi finanziari di cui beneficerà l’Iran. Non è ancora chiaro se tali controversie siano semplicemente differenze nella comunicazione pubblica o riflettano qualcosa di più profondo che potrebbe far saltare l’accordo.
Alla luce dell’accordo fra Usa e Iran il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, riunirà domani alle 19.30 ora locale, le 18.30 in Italia, il Gabinetto di sicurezza. Lo riferisce Ynet.
I Guardiani della rivoluzione dell’Iran, i cosiddetti Pasdaran, hanno smentito che la firma dell’accordo fra Iran e Usa si terrà domenica e hanno criticato quella che definiscono una “insolita insistenza” da parte del presidente Usa Donald Trump sulla firma domani. In una dichiarazione rilanciata dalla Cnn, i Pasdaran affermano che l’annuncio di Trump di una firma in programma per domenica giunge “nonostante i negoziatori iraniani abbiano dichiarato esplicitamente che il memorandum non è ancora stato finalizzato e che la firma domenica non avverrà sicuramente”. La Guardia rivoluzionaria suggerisce che Trump volesse programmare la firma in modo che coincidesse con il suo compleanno, il 14 giugno. “Alcuni osservatori ritengono che la sua insistenza possa essere motivata dal desiderio di sfruttare simbolicamente l’occasione e trasformarla in un evento di pubblicità personale”, recita la dichiarazione.
Il ministero degli Esteri del Pakistan ha affermato che la cerimonia di firma elettronica dell’accordo fra Usa e Iran è prevista per domenica, ma non ha fornito dettagli.
“Non vediamo l’ora di lavorare con l’Iran e l’intero Medioriente per molto tempo a venire. Speriamo che questo processo si svolga in modo rapido, facile e senza intoppi. Se così non fosse, abbiamo l’alternativa definitiva, che speriamo di non dover mai più utilizzare!”. Lo scrive il presidente Usa, Donald Trump, in un post sul suo social Truth in cui ha annunciato che la firma dell’accordo con l’Iran “è in programma per domani e, subito dopo la firma, lo Stretto di Hormuz sarà aperto a tutti”. Secondo quanto scrive Trump nel suo post, l’accordo che dovrebbe essere firmato sarà “un muro contro l’arma nucleare”.
“Al momento opportuno, quando tutto sarà calmo, entreremo e recupereremo la polvere nucleare, sepolta in profondità sotto le possenti montagne di granito sommerse, grazie ai nostri splendidi bombardieri B-2 e ai loro brillanti piloti, e la diluiremo e distruggeremo, che sia in Iran o negli Stati Uniti”. Lo scrive il presidente Usa, Donald Trump, in un post sul suo social Truth in cui ha annunciato che la firma dell’accordo con l’Iran “è in programma per domani e, subito dopo la firma, lo Stretto di Hormuz sarà aperto a tutti”. Secondo quanto scrive Trump nel suo post, l’accordo che dovrebbe essere firmato sarà “un muro contro l’arma nucleare”.
La firma dell’accordo con l’Iran “è in programma per domani e, subito dopo la firma, lo Stretto di Hormuz sarà aperto a tutti”. Lo scrive il presidente Usa, Donald Trump, in un post sul suo social Truth. “Il nostro rapporto con l’Iran è molto diverso e migliore rispetto a quello che hanno avuto le amministrazioni precedenti. A differenza delle centinaia di miliardi di dollari che Obama ha versato loro, inclusi 1,7 miliardi di dollari in contanti, non ci sarà alcuno scambio di denaro”, aggiunge Trump.
“L’accordo di Barack Hussein Obama con l’Iran, il Jcpoa, era una strada facile, bella e spianata verso l’arma nucleare, che l’Iran avrebbe avuto già 6 anni fa e avrebbe utilizzato molto tempo fa. Il mio accordo con l’Iran è l’esatto opposto: un muro contro l’arma nucleare!”. Lo scrive il presidente Usa, Donald Trump, in un post sul suo social Truth. “Infatti non vogliono più un’arma nucleare, né ne avranno una, né tramite acquisto, né tramite sviluppo, né tramite qualsiasi altra forma di approvvigionamento”, aggiunge Trump.
“Sulla situazione in Medioriente voglio essere ottimista, mi pare che i segnali che stanno arrivando sono tutti positivi, però aspettiamo la firma definitiva”. Lo ha detto a Cagliari, a margine del congresso regionale di Forza Italia, il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “La tregua deve portare alla libera circolazione di Hormuz, per noi fondamentale per evitare un’impennata del costo del petrolio, e quindi dei carburanti”. Deve poi essere rimessa in circolazione tutta la produzione di fertilizzanti, “fondamentali per la nostra agricoltura, ma anche per l’agricoltura dei popoli africani e per scongiurare nuovi flussi migratori, che l’Italia è riuscita comunque a ridurre del 60%”.
Il presidente Usa, Donald Trump, a margine del G7 della prossima settimana in Francia intende incontrare i leader di Egitto, Qatar ed Emirati Arabi Uniti per discutere degli sforzi volti a porre fine alla guerra con l’Iran. Lo riferisce un alto funzionario dell’amministrazione Usa, che ha informato i giornalisti a condizione di rimanere anonimo secondo le regole stabilite dalla Casa Bianca, mentre cresce la fiducia per un accordo di pace con l’Iran.
Il presidente Usa, Donald Trump, durante il vertice del G7 della prossima settimana in Francia discuterà con gli alleati i piani per lo sminamento dello Stretto di Hormuz. Lo riferisce un alto funzionario dell’amministrazione Usa, mentre cresce la fiducia per un accordo di pace con l’Iran. Regno Unito e Francia, entrambi membri del G7, hanno espresso interesse ad assistere nella bonifica dello Stretto una volta che il conflitto sarà sospeso. Il vertice inizia lunedì.
La prossima settimana in Svizzera è previsto un incontro diretto fra due personalità di alto livello di Usa e Iran. Lo riporta l’emittente francese Bfmtv riferendo di informazioni in suo possesso.
Una delegazione iraniana di cui farà parte il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi arriverà in Pakistan domenica. Lo riporta Al-Arabiya, citando alcune fonti. L’emittente aggiunge che la delegazione supervisionerà i colloqui tecnici relativi a un accordo fra Washington e Teheran.
Il presidente degli Stato Uniti Donald Trump ha ripostato su Truth il post del premier pakistano Shehbaz Sharif in cui si parla della finalizzazione entro 24 ore di un accordo tra Iran e Stati Uniti per la fine della guerra.
Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato di aver incontrato e discusso con gli ambasciatori cinese e russo a Teheran in merito ai negoziati tra Iran e Stati Uniti. Gharibabadi ha scritto in un post sul social X: “Durante questo incontro, sono stati discussi e scambiati gli ultimi sviluppi relativi alla bozza del Memorandum d’intesa di Islamabad”. “Il partenariato strategico tra Iran, Cina e Russia, nonché il coordinamento e le interazioni tra i tre Paesi, proseguiranno con rinnovato vigore”, ha aggiunto.
Secondo quanto riferito dalla polizia di Israele, un colono israeliano ha sparato e ferito un palestinese che lo aveva minacciato con una pietra. L’uomo sarebbe arrivato in una fattoria isolata vicino al villaggio di Douma, nella Cisgiordania settentrionale, “già armato di una grossa pietra e ha iniziato a comportarsi in modo strano e sospetto, e a un certo punto…”, ha riferito la polizia, aggiungendo che a quel punto, il colono si è sentito minacciato e ha sparato, “neutralizzando” l’uomo. L’agenzia di stampa ufficiale palestinese Wafa, che cita i medici della Mezzaluna Rossa, ha riferito che l’uomo, di 29 anni, è affetto da disabilità mentale ed è stato colpito da proiettili allo stomaco e a una gamba.
Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) affermano di aver colpito oltre 70 siti di Hezbollah nel Libano meridionale nelle ultime 24 ore. Secondo quanto riferito dai militari, tra gli obiettivi figurano lanciarazzi ed edifici utilizzati dal gruppo sciita per sferrare gli attacchi. L’Idf aggiungono di aver ucciso anche diversi militanti di Hezbollah identificati in aree del Libano meridionale dove operano le truppe di Israele.
“Dobbiamo aspettare e vedere per quanto riguarda il momento esatto della firma del memorandum. Anche se non avverrà domani, la possibilità che accada nei prossimi giorni non può essere esclusa. Tuttavia, dobbiamo essere prudenti”. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baqaei. Lo riporta Ynet.
L’esercito libanese ha ritirato le proprie truppe dalla caserma di Kfar Tebnit situata nel sud del Libano in seguito all’avanzata delle truppe israeliane in una zona vicina. Lo ha riferito un alto ufficiale militare libanese all’Associated Press. Probabilmente le truppe israeliane stanno cercando di conquistare la collina strategica di Ali Taher, ai margini di Kfar Tebnit, che domina gran parte di Nabatiyeh e alcune delle strade che collegano la città ai villaggi vicini.
Una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato al largo delle coste dell’Oman. Lo ha dichiarato l’ente britannico per le operazioni di commercio marittimo Ukmto che ha reso noto di aver ricevuto una segnalazione di un incidente avvenuto a sei miglia nautiche a est dell’Oman, dove la petroliera è stata colpita sulla prua di sinistra. L’agenzia ha precisato che l’equipaggio è al sicuro e che non si sono registrati impatti ambientali. La petroliera sta proseguendo verso il suo prossimo porto di scalo.
Ali Khamenei sarà sepolto il 9 luglio a Mashhad, nel nord-est dell’Iran, secondo quanto riportato dalla televisione di stato iraniana. I funerali di Khamenei, che ha governato l’Iran per quasi 37 anni prima di essere ucciso il 28 febbraio scorso negli attacchi israelo-american , si svolgeranno nell’arco di sei giorni, a partire dal 4 luglio nella capitale Teheran. Seguiranno poi cerimonie nelle città sante di Qom (a nord) e a Mashhad, sua città natale, dove sarà sepolto. I funerali erano inizialmente previsti a marzo ma sono stati rinviati a causa della guerra.
Una fonte di alto livello ha riferito ad Al-Arabiya e Al-Hadath che la firma della Dichiarazione di Islamabad, nome con cui si intende il memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti per porre fine alla guerra, avverrà a distanza e che gli incontri di Ginevra, in Svizzera, saranno rinviati a data da destinarsi. In seguito si terranno riunioni a Islamabad, in Pakistan, per discutere questioni tecniche. In precedenza, una fonte di alto livello aveva riferito ieri sera ad Al-Arabiya che la firma del memorandum avrebbe potuto avvenire a distanza domenica.
“Siamo più vicini che mai a un accordo di pace. Poiché la sua finalizzazione è prevista nelle prossime 24 ore, il Pakistan si sta preparando alla firma digitale dell’accordo di pace subito dopo, seguita da colloqui a livello tecnico la prossima settimana”. È quanto annuncia in un post sul social X il primo ministro del Pakistan Shehbaz Sharif. “Desideriamo ringraziare gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran per il loro costante impegno durante i negoziati, ed esprimiamo il nostro sincero apprezzamento ai nostri fratelli della regione per il loro sostegno”, aggiunge, “siamo fiduciosi che questo storico accordo di pace costituirà una solida base per una pace duratura”.
Oltre al sindaco del comune di Rihan, altre 3 persone sono rimaste uccise negli attacchi israeliani lanciati oggi sul sud del Libano. Una persona è stata uccisa a Maarakeh, nel distretto di Tiro, mentre altre due persone sarebbero rimaste uccise in seguito a un raid aereo israeliano su Deir al-Zahrani, nel distretto di Nabatieh. L’attacco ha anche distrutto un edificio residenziale. Lo riporta Al Jazeera.
Secondo l’agenzia di stampa nazionale libanese (NNA), Ali Badie, sindaco del comune di Ar-Rihan, è stato ucciso in un attacco israeliano nella zona, nel distretto di Jezzine, nel sud del Libano.
L’agenzia di stampa statale libanese NNA riporta nuovi attacchi israeliani nel Libano meridionale. Un attacco aereo ha colpito la città di Khiam, nel distretto di Marjayoun, mentre droni hanno preso di mira la città di Qasiba, a Nabatieh. Diversi attacchi hanno preso di mira anche la città di al-Sarirah, a Jezzine, mentre sono stati segnalati bombardamenti di artiglieria a Majdal Zoun, nel distretto di Tiro. Secondo quanto riportato da Al Jazeera Arabic, l’esercito israeliano ha preso di mira con droni anche i comuni di Ar-Rihan e Kfar Hounah, nel distretto di Jezzine. Un furgone è stato attaccato a Kfar Hounah.
Secondo l’agenzia di stampa Wafa, un palestinese è stato ucciso e due sono rimasti feriti in un attacco di droni militari israeliani contro un gruppo di persone vicino all’ingresso del campo di Bureij, nella Striscia di Gaza centrale. Il Centro di informazione palestinese ha identificato la vittima come Muawiya al-Aydi, un lavoratore del comune di Bureij.
L’Iran ha intensificato drasticamente gli sforzi per sigillare le sue scorte di uranio quasi a livello di produzione bellica, facendo crollare deliberatamente tunnel e posizionando mine esplosive agli ingressi, nel timore di una possibile operazione statunitense per impossessarsi del materiale. Lo riporta la CNN, che cita cinque fonti a conoscenza dei servizi segreti statunitensi. Secondo la comunità internazionale, la maggior parte delle scorte sarebbe, situata nei tunnel crollati del complesso nucleare di Isfahan, mentre una parte del materiale sarebbe stoccata in altri siti.
“L’Iran ha lanciato diversi droni kamikaze da attacco nel tentativo di colpire navi mercantili in transito nello Stretto di Hormuz. Nelle ultime ore le forze statunitensi li hanno abbattuti tutti, mentre il traffico nello stretto prosegue senza ostacoli. Il corridoio commerciale internazionale rimane aperto al transito”. È quanto fa sapere in un post sul social X il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom).

