Continuano gli attacchi degli Stati Uniti sull’Iran. Nella notte i militari di Washington hanno colpito le postazioni radar di sorveglianza costiera iraniane a Goruk e sull’isola di Qeshm “per difendersi da ulteriori attacchi”. Nel frattempo Teheran lancia nuovi missili verso Kuwait e Bahrein, mentre dalla Casa Bianca Donald Trump torna a far sentire la propria voce e accusa: “I leader iraniani non hanno ancora chiuso l’accordo perché sono forti e orgogliosi”.
Punti chiave
- Nyt, Washington sospetta che Witkoff sia sotto sorveglianza Israele
- Iran, media: rumori di esplosioni intorno a isola di Kharg
- Idf, colpiti 150 siti Hezbollah nel sud del Libano
- Beirut: "3.593 morti in attacchi israeliani in Libano dal 2 marzo"
- Teheran condanna attacco Israele a esercito Beirut
- Nyt, a maggio 100 navi hanno attraversato Hormuz con aiuto Usa
- Teheran: "Attacchi Usa sono chiara violazione cessate il fuoco"
- Libano: "Bilancio vittime dei raid israeliani sale a 9"
- Media, Trump ai mediatori: "Non più di 60 giorni per i negoziati"
- Kuwait condanna attacchi di Teheran: "Pericolosa escalation"
Gli Stati Uniti sospettano che Israele abbia intensificato gli sforzi per spiare alti funzionari americani, tra cui l’inviato speciale del presidente statunitense Donald Trump, Steve Witkoff, coinvolto nei negoziati con l’Iran. Lo riporta il New York Times, citando rapporti dell’intelligence statunitense, secondo cui Washington è anche preoccupata per il fatto che Israele stia cercando di intercettare le comunicazioni del sottosegretario alla Difesa per le politiche, Elbridge Colby, e di uno dei suoi vice, Michael P. DiMino IV. Un portavoce dell’ambasciata israeliana ha smentito le accuse, dichiarando al Times of Israel che “Israele non spia gli Stati Uniti”. In precedenza, la Nbc aveva riferito che nelle scorse settimane il Pentagono aveva innalzato il livello di allerta per il controspionaggio nei confronti di Israele al massimo livello.
Rumori di esplosioni sono stati uditi nei dintorni dell’isola di Kharg, nel sud dell’Iran. Lo riferisce l’agenzia di stampa semiufficiale iraniana Tasnim, spiegando che potrebbero essere collegati a un’operazione di detonazione di munizioni. Anche l’agenzia di stampa Fars, ripresa da Sky Arabic, ha segnalato un’esplosione vicino all’isola, sottolineando che la posizione esatta e l’origine dell’esplosione sono ancora sconosciute. Secondo il corrispondente di Fars, l’esplosione si sarebbe verificata al largo dell’isola.
Le Forze di Difesa Israeliane affermano di aver colpito circa 150 siti infrastrutturali di Hezbollah nel sud del Libano durante il fine settimana. Secondo l’Idf, gli obiettivi includevano depositi di armi, centri di comando, lanciarazzi e altre infrastrutture.
In Libano 3.593 persone sono morte e 10.990 sono rimaste ferite negli attacchi israeliani dal 2 marzo. Lo riferisce il ministero della Salute di Beirut.
E’ la “conferma che l’entità occupante considera il Libano e tutte le sue componenti come un territorio senza limiti”. Lo scrive su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, in merito alla morte in un raid israeliano di alcuni membri dell’esercito libanese. L’attacco “costituisce un crimine grave contro il Libano, il suo esercito e la sua sovranità, e rappresenta un chiaro messaggio aggressivo: Israele non desidera per il Libano né sicurezza, né stabilità, né prosperità”, ha aggiunto.
Le forze statunitensi, a maggio, hanno contribuito a coordinare il passaggio di oltre 100 navi mercantili attraverso lo Stretto di Hormuz, in entrata e in uscita dal Golfo Persico, nonostante la navigazione rimanga rischiosa a causa dello stallo nei negoziati per porre fine alla guerra. Lo scrive il New York Times, citando un funzionario statunitense.
L’Iran “condanna fermamente l’attacco militare da parte dell’esercito statunitense” “alle strutture radar e di sorveglianza costiere nella regione di Sirik e sull’Isola di Qeshm, il cui compito è proteggere la sicurezza dei confini del paese e la sicurezza della navigazione nelle vie d’acqua internazionali, considerandolo una chiara violazione del cessate il fuoco raggiunto l’8 aprile e un’aggressione militare contro la sovranità nazionale e l’integrità territoriale della Repubblica Islamica”. E’ quanto si legge in un comunicato del ministero degli Esteri di Teheran, citato dall’agenzia Mehr. “Questa azione esecrabile, compiuta in continuità del comportamento ostile e provocatorio terroristico degli Stati Uniti nei confronti della Repubblica Islamica, dimostra il totale disprezzo del governo statunitense per i principi fondamentali del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite”, sottolinea ancora il ministero iraniano.
Le nostre “potenti Forze Armate, nell’ambito del diritto intrinseco alla legittima difesa e con piena vigilanza, determinazione e autorità, hanno dato una risposta proporzionata ed efficace a questo atto di aggressione, impedendo che gli scopi malvagi dei pianificatori di questa aggressione si realizzassero”, si legge. “La ripetuta violazione del cessate il fuoco da parte degli Stati Uniti dimostra ancora una volta che non solo il governo statunitense non ha la volontà di ridurre le tensioni e tornare sulla via della stabilità, ma rappresenta anche seri rischi per la sicurezza della regione con le sue azioni avventurose. La responsabilità di tutti gli effetti e delle conseguenze di queste azioni illegali, così come di qualsiasi possibile escalation delle tensioni, ricadrà sul governo statunitense”, dichiara la nota.
Nove persone, tra cui tre membri dell’esercito libanese, sono morte negli attacchi aerei israeliani di oggi nel sud del Libano, a pochi giorni dal nuovo accordo di cessate il fuoco tra le due parti. Lo riferiscono l’esercito e i media statali libanesi. Un raid aereo contro un veicolo su una strada che collega la città di Nabatiyeh alla località di Marjayoun ha ucciso un generale di brigata, un capitano e un altro soldato. Un altro raid sul villaggio meridionale di Saksakiyah, riferisce l’agenzia Nna, ha causato la morte di sei persone e il ferimento di altre quattro.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe informato i mediatori che i colloqui non devono durare più di 60 giorni e che Teheran deve rispondere rapidamente. Lo riferisce Al Arabiya, secondo cui sono stati compiuti progressi sulla questione dei beni congelati, ma permangono divergenze sull’ammontare e sulle tempistiche del loro sblocco.
Il Kuwait condanna gli attacchi iraniani verso il suo territorio con missili e droni di questa notte. Un “assalto sfacciato” che non rispetta le norme internazionali, lo ha definito il ministero degli Esteri in una nota ripresa da Al Jazeera. L’attacco “dimostra una totale indifferenza alla minaccia diretta che rappresentano per la vita dei cittadini e dei residenti, nonché per la sicurezza e la stabilità della regione” e “rappresenta anche una pericolosa escalation che spinge la regione verso ulteriori tensioni e disordini”, si legge.
Nove persone sono rimaste ferite in un attacco dei coloni alla città palestinese di Hawara, a sud di Nablus, nel nord della Cisgiordania. Secondo l’agenzia di stampa palestinese Wafa, tra i feriti figurano un consigliere locale colpito da schegge a una gamba, quattro persone picchiate e altre quattro colpite da gas lacrimogeni. Una delle persone aggredite ha riportato ferite alla testa. Un filmato pubblicato dai media palestinesi mostra un giovane disteso sulla strada, apparentemente sanguinante alla testa, mentre un paramedico della Mezzaluna Rossa gli presta soccorso.
Le Forze di Difesa Israeliane confermano di aver colpito un veicolo dell’esercito libanese nel sud del Libano questa mattina, affermando che il veicolo si trovava in una zona di combattimento attiva. Lo riporta il Times of Israel. Secondo le forze armate libanesi, l’attacco ha causato la morte di un generale di brigata, un capitano e un altro soldato. Le Forze di Difesa Israeliane affermano di aver individuato un veicolo che si muoveva “in modo sospetto” verso le forze israeliane nei pressi del villaggio di Kfar Tebnit. “Il veicolo si trovava in una zona di combattimento attiva e successivamente evacuata”, ha affermato l’esercito israeliano spiegando che le truppe dell’Idf presenti nell’area erano in stato di allerta per possibili attacchi da parte di Hezbollah. L’esercito ha affermato che i movimenti in quell’area di combattimento richiedono “il coordinamento” con l’esercito israeliano. “A seguito dell’identificazione, e a causa delle informazioni di allerta e del pericolo per le forze, il veicolo è stato colpito”, ha spiegato l’Idf.
Se l’Aiea vuole essere “parte di una soluzione diplomatica” in Iran deve “astenersi dal trasformare i rapporti tecnici in strumenti di pressione politica”. Lo ha scritto su X il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi. Il funzionario iraniano accusa l’Aiea di aver sfruttato le conseguenze degli attacchi congiunti tra Stati Uniti e Israele per creare “ambiguità” sul programma nucleare di Teheran.
Il ministro degli Interni del Pakistan, Mohsin Raza Naqvi, è atteso oggi in visita a Teheran. Lo riposta l’agenzia iraniana Tasnim. Islamabad è il principale mediatore fra Iran e Stati Uniti.
Il presidente della Repubblica libanese, Joseph Aoun, ha “condannato fermamente” l’attacco israeliano che questa mattina ha preso di mira una pattuglia dell’esercito libanese sulla strada Khardali-Nabatieh dove sono morti due ufficiali e un soldato. Il Presidente Aoun ha definito l’attacco “una flagrante violazione della sovranità libanese e delle leggi e norme internazionali, che si inserisce nel contesto della continua escalation che minaccia la stabilità e la sicurezza nel Sud, nonostante gli sforzi che il Libano sta compiendo nei negoziati di Washington per porre fine ai continui attacchi israeliani senza deterrenza”. Il Presidente Aoun ha invitato la comunità internazionale “ad assumersi le proprie responsabilità e a porre fine a questi ripetuti attacchi, garantendo il rispetto delle pertinenti risoluzioni internazionali, in modo da preservare la sicurezza e la stabilità del Libano”.
L’esercito libanese in un post su X ha reso noto che il raid effettuato dall’Idf nel sud del Paese su un veicolo militare ha ucciso “due ufficiali, un generale di brigata e un capitano, e un soldato”. “Il protrarsi della brutale, deliberata e ripetuta aggressione israeliana contro il Libano, il suo popolo e il suo esercito non fa che accrescere la nostra fermezza, la nostra fede e la nostra determinazione nel contrastare questi tentativi aggressivi volti a vanificare ogni sforzo per raggiungere una soluzione che consenta il ripristino della stabilità, un cessate il fuoco globale e il ritiro israeliano dai territori libanesi occupati”, si legge in una nota dell’esercito libanese.
Un palestinese è stato ucciso questa mattina in un raid delle forze israeliane su una tendopoli a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riporta l’agenzia Wafa. Secondo fonti mediche l’uomo, Muhand Othman Farawna, avrebbe dovuto sposarsi nel pomeriggio.
Le Forze di Difesa Israeliane hanno invitato gli abitanti di cinque località del Libano meridionale a evacuare immediatamente in vista delle operazioni militari contro Hezbollah. Agli abitanti di Aaramta, Machghara, Kafr Houna, Sejoud e Ansariyeh è stato ordinato di evacuare a nord del fiume Zahrani.Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) sono “costrette ad agire con la forza” nella zona “alla luce della presenza del gruppo terroristico Hezbollah, in violazione dell’accordo di cessate il fuoco”, ha affermato il colonnello Avichay Adraee, portavoce arabo dell’esercito israeliano.
Il Bahrein ha condannato il lancio, avvenuto nelle prime ore di sabato, di sette missili balistici da parte dell’Iran verso il suo territorio e quello del Kuwait, definendolo “una flagrante violazione della sovranità e una minaccia alla sicurezza del Golfo”. Il Bahrein ha aggiunto che la sua pazienza “non implica debolezza” e che la difesa della sua sovranità rappresenta “una linea rossa”, impegnandosi ad adottare tutte le misure legittime per proteggere la sua sicurezza.
L’esercito libanese in un post sui social ha reso noto che “diversi soldati tra cui un ufficiale” sono stati uccisi in un “brutale attacco aereo israeliano che ha preso di mira un veicolo militare sulla strada fra Al-Khaldiyeh e Nabatieh nel sud del Paese.
L’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran dipende dall’accordo dell’amministrazione Trump di sbloccare 24 miliardi di dollari di beni iraniani congelati. E’ quanto spiegato alla Cnn da Mohsen Rezaei, consigliere militare della Guida Suprema Ayatollah Mojtaba Khamenei. Il funzionario ha aggiunto che “la palla è nel campo di Trump” avvertendo che gli Stati Uniti si troverebbero in un “corridoio oscuro” qualora riprendessero i combattimenti. “Se lui (il presidente Donald Trump) vuole raggiungere un accordo con l’Iran, questi 24 miliardi di dollari sono una prova di fiducia che vogliamo avere – ha affermato – questi sono i nostri soldi, non i soldi dell’America”.
“Salvi il Libano dal suo vero nemico, signor Presidente”. Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, rivolgendosi al presidente di Beirut, Joseph Aoun. “A giudicare dalle dichiarazioni del signor Aoun, si potrebbe pensare che sia l’Iran ad aver occupato un quinto del Libano, a aver costretto all’esodo un quarto della popolazione libanese e a bombardare quotidianamente il suo Paese”, ha scritto Araghchi facendo riferimento a Israele. “Se il Libano fosse stato una merce di scambio per l’Iran, avremmo raggiunto un accordo molto tempo fa”, ha concluso facendo riferimento alle trattative in corso con gli Stati Uniti.
In Iran “la maggior parte delle fabbriche di droni è stata distrutta, la maggior parte delle rampe di lancio è stata distrutta e la maggior parte delle aree di produzione di missili è stata distrutta. Ma hanno ancora capacità produttive. Hanno alcuni missili. Direi che in termini percentuali, forse il 21-22%”. Lo ha affermato il presidente americano, Donald Trump, in un’intervista a Nbc News.
I leader iraniani non hanno ancora chiuso l’accordo con gli Stati Uniti perché sono “forti e orgogliosi”. Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump in un’intervista a Nbc News. “Non hanno scelta – ha aggiunto – ci vuole un po’ di tempo”.
L’Iran, in risposta al raid americano sul alcune postazioni radar nei pressi dello Stretto di Hormuz, ha lanciato sette missili verso il Kuwait e il Bahrein. Lo ha reso noto il Centcom. “Le prime valutazioni indicano che sei dei missili lanciati dall’Iran sono stati intercettati e un settimo non ha raggiunto il bersaglio previsto. Al momento non si segnalano danni al personale statunitense e le affermazioni iraniane di aver danneggiato il quartier generale della Quinta Flotta statunitense in Bahrein sono false”, viene spiegato.
Nella notte le forze armate americane hanno abbattuto quattro droni d’attacco iraniani diretti verso lo Stretto di Hormuz che “rappresentavano una minaccia immediata per il traffico marittimo regionale”. Lo ha reso noto il Centcom. Le forze statunitensi “hanno successivamente colpito le postazioni radar di sorveglianza costiera iraniane a Goruk e sull’isola di Qeshm per difendersi da ulteriori attacchi”. Le forze americane – viene spiegato – “rimangono vigili e pronte a rispondere a un’ingiustificata aggressione iraniana per autodifesa”.

