Pizzaballa respinto al Santo Sepolcro, la Farnesina a Peled: “Sostegno al cardinale”

Pizzaballa respinto al Santo Sepolcro, la Farnesina a Peled: “Sostegno al cardinale”
Il cardinale Pizzaballa celebra la mesa della domenica delle Palme (Ammar Awad/Pool Photo via AP)

Sollevato anche il tema dell’accesso degli aiuti a Gaza

“Il Governo italiano ritiene assolutamente comprensibili e totalmente condivisibili le ragioni e le modalità di protesta che il cardinale Pizzaballa ha ritenuto di adottare; non ritiene che ulteriori commenti da parte di funzionari possano aiutare a far progredire il confronto”. E’ quanto si legge nella nota della Farnesina dopo l’incontro fra l’ambasciatore d’Israele in Italia, Jonathan Peled, e la vice-segretaria generale e direttrice per gli Affari politici della Farnesina Cecilia Piccioni a seguito della convocazione disposta dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. La convocazione era stata decisa in segno di protesta per il grave diniego di accesso al Santo Sepolcro imposto, durante la Domenica delle Palme, al cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa cattolica in Terra Santa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo. Nel corso dell’incontro – viene spiegato – è stato fatto un punto aggiornato, dopo le nuove disposizioni date dal primo ministro Netanyahu per garantire l’accesso immediato del Cardinale Pizzaballa al Santo Sepolcro per celebrare la Messa.

“Rispettare l’esercizio della libertà religiosa”

 All’Ambasciatore israeliano è stato sottolineato come l’Italia richieda di rispettare l’esercizio della libertà religiosa, considerando tutti i credenti che in Gerusalemme vedono la culla della propria fede. E’ stato altresì chiesto alle autorità israeliane di tutelare la presenza delle comunità cristiane a Gerusalemme e in Cisgiordania, comunità che svolgono un’importante azione di mediazione e promozione di dialogo e tolleranza. L’Italia è storicamente impegnata per la tutela e promozione della libertà di religione e di credo, anche in quanto Paese di tutela dello status quo dei Luoghi Santi. Nella nota viene spiegato anche che sono stati poi affrontati i temi della possibile legislazione sulla pena di morte attualmente all’esame della Knesset: l’Italia ha adottato una dichiarazione congiunta con Francia, Germania e Regno Unito per esprimere la propria preoccupazione rispetto alla possibile approvazione del disegno di legge che comporterebbe un ampliamento discriminatorio del ricorso alla pena di morte, esortando i decisori israeliani alla Knesset e al Governo a riconsiderare tale possibilità. “Per l’Italia la pena di morte è una forma di punizione disumana e degradante, priva di qualsiasi effetto deterrente. Per questo motivo ci opponiamo alla pena di morte. Il rifiuto della pena di morte è un valore fondamentale”, si legge.

 Infine nell’incontro è stato sollevato anche il tema dell’accesso alla Striscia di Gaza, in particolare per portare avanti le iniziative del programma di assistenza umanitaria “Food for Gaza”: le condizioni della popolazione palestinese a Gaza devono rimanere alla massima attenzione del Governo israeliano, al quale abbiamo chiesto di adottare ogni misura per assicurare un deciso miglioramento delle condizioni alimentari, sanitarie e in generale sociali della popolazione civile. 

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