Nella notte in due attacchi nelle regioni di Kharkiv e di Sumy quattro persone hanno perso la vita. Cinque i feriti. Tra le vittime anche un ragazzo di 21 anni. Prosegue l’offensiva russa in Ucraina, con nuovi bombardamenti che nella notte hanno colpito diverse aree del Paese, in particolare le regioni nord-orientali. Due distinti attacchi hanno interessato le zone di Kharkiv e Sumy, provocando vittime e feriti tra la popolazione civile.
Secondo quanto riferito dalle autorità locali, il bilancio provvisorio è di almeno quattro morti e cinque feriti. Tra le vittime figura anche un ragazzo di 21 anni, rimasto ucciso durante uno dei raid che hanno colpito abitazioni e infrastrutture civili. I soccorritori sono intervenuti nelle aree colpite per estrarre eventuali persone rimaste sotto le macerie e prestare assistenza ai feriti, alcuni dei quali sono stati trasferiti negli ospedali della zona.
Le amministrazioni regionali hanno denunciato nuovi danni a edifici residenziali e strutture pubbliche, mentre continuano le operazioni di messa in sicurezza delle aree interessate dagli attacchi. Le autorità ucraine accusano Mosca di aver preso di mira centri abitati e infrastrutture civili, mentre la situazione sul terreno resta estremamente tesa.
Gli attacchi notturni si inseriscono nel quadro dell’intensificarsi delle operazioni militari nelle regioni orientali e settentrionali dell’Ucraina, dove nelle ultime settimane si sono moltiplicati i raid con missili e droni. Le forze di difesa ucraine continuano a monitorare lo spazio aereo e a intervenire per contrastare nuovi attacchi, mentre cresce la preoccupazione per la sicurezza della popolazione civile nelle aree più esposte al conflitto.
“Non ci fidiamo della Russia, ma credo, e confido, che gli americani vogliano davvero porre fine a questa guerra. Spero che ci aiutino, ma dobbiamo fare più pressione sulla Russia, non su di me”. Lo ha affermato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un passaggio dell’intervista concessa a ‘Politico’. Il leader di Kiev, parlando dei negoziati di pace, ha spiegato che l’influenza di Trump sarà ancora fondamentale. “Abbiamo bisogno di negoziati. Li sosteniamo”, ha dichiarato. Quanto all’Ue Zelensky ha esortato i leader europei a elaborare un piano B per garantire i finanziamenti a lungo termine all’Ucraina, per trovare un modo per aggirare quello che ha definito il “ricatto” del primo ministro ungherese Viktor Orbßn, che sta bloccando un prestito del valorei di 90 miliardi di euro.
Il portavoce del ministero degli Esteri, ucraina Georgy Tykhyi, ha dichiarato ai giornalisti che un gruppo di cittadini ungheresi è entrato in Ucraina la mattina dell’11 marzo. “Non hanno uno status ufficiale né incontri ufficiali programmati”. Il riferimento è alla delegazione ungherese guidata dal segretario di Stato del ministero dell’Energia Gabor Cepek che si è recata nel Paese per tenere colloqui sulla ripresa dell’oleodotto Druzhba e verificarne le condizioni. “Questo gruppo di persone non ha uno status ufficiale né ha incontri ufficiali programmati sul territorio ucraino, quindi è decisamente sbagliato chiamarlo delegazione”, ha detto il portavoce della diplomazia di Kiev citato da Ukrainska Pravda.
Durante la sua prima visita in Ucraina, la presidente del Bundestag Julia Kloeckner ha espresso la solidarietà della Germania. “Saremo al vostro fianco”, ha promesso Kloeckner ai parlamentari ucraini, diventando la prima rappresentante tedesca a rivolgersi al parlamento di Kiev. Nella capitale ucraina, Kloeckner ha anche valutato i danni causati dagli attacchi russi alle forniture energetiche, che hanno portato al freddo per molte persone quest’inverno.
In una risoluzione adottata oggi, gli eurodeputati affermano che l’allargamento rappresenta una risposta strategica alla realtà geopolitica in evoluzione. Nella risoluzione non legislativa adottata con 385 voti a favore, 147 contrari e 98 astensioni, il Parlamento sostiene che il costo di un mancato allargamento sarebbe superiore a quello dell’ingresso di nuovi paesi nell’UE, con il rischio di creare “zone grigie geopolitiche vulnerabili” a influenze straniere ostili.Nel testo si osserva che Montenegro e Albania hanno già fissato obiettivi ambiziosi per concludere i negoziati di adesione rispettivamente entro la fine del 2026 e del 2027. L’UE dovrebbe incoraggiare questi paesi quando la loro ambizione è accompagnata da riforme concrete. Pertanto, i deputati invitano il Consiglio a riconoscere questo slancio e a rimuovere eventuali ostacoli dal lato dell’UE. I deputati chiedono inoltre la rapida apertura dei gruppi di capitoli di negoziato con Ucraina e Moldova e l’abolizione dell’unanimità nelle fasi intermedie del processo di allargamento, in merito all’apertura e alla chiusura di singoli capitoli negoziali.L’adesione deve restare basata sul merito e reversibile. Ribadendo che l’adesione deve rimanere basata sul merito ed essere reversibile, e che nessun paese dovrebbe essere trattato come parte di un pacchetto di candidati, i deputati sottolineano che non possono esserci scorciatoie per quanto riguarda i valori dell’UE e i principi fondamentali. Lo stato di diritto, le riforme democratiche, la libertà dei media, i diritti delle minoranze, l’indipendenza della magistratura e la lotta alla corruzione devono restare al centro del processo di allargamento, insieme a un sostegno continuo alla società civile
“Strumentalizzare sport, musica, cinema e festival d’arte, come la Biennale di Venezia, non aiuta mai. Su varie piattaforme culturali, persino durante festival di animazione per bambini, i russi riempiono i loro film di propaganda per indottrinare la loro società fin dalla tenera età”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista con il blogger irlandese Caolan Robertson, ripresa dai suoi social. “Ma sono certo che la loro nazione farà una fine tragica”, ha spiegato. “Dobbiamo agire” contro la Russia “con gli strumenti che abbiamo”, ha dichiarato. “Cerchiamo di mobilitare gli alleati contro le decisioni del Comitato Olimpico Internazionale e del Comitato Paralimpico che consentono la partecipazione russa. La partecipazione ai grandi eventi sportivi è un modo per rafforzare la propria influenza, perché il pubblico che si può raggiungere è molto vasto. Ecco perché alla Russia serve che la sua bandiera sia presente e perché ha bisogno anche di vittorie per mostrare che non è isolata”, ha aggiunto.
Il lancio del missili a Bryansk non sarebbe stato possibile senza gli specialisti britannici. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dalle agenzie russe, con riferimento all’attacco ucraino nel quale secondo le autorità di Mosca sei civili sono stati uccisi e 37 sono rimasti feriti. “È chiaro che il lancio del missile non sarebbe stato possibile senza gli specialisti britannici. Ne siamo pienamente consapevoli e ne stiamo tenendo conto”, ha affermato.
Istanbul è una delle opzioni per ospitare il prossimo round di colloqui trilaterali sull’Ucraina e tutte le parti in causa vedono positivamente questa scelta. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato da Ria Novosti. “L’opzione Istanbul esiste sicuramente e tutte le parti la vedono in modo molto positivo”, ha detto Peskov ai giornalisti.
Sul fronte Ucraina il Movimento 5 Stelle chiede di “promuovere un inedito protagonismo dell’Unione europea nell’approccio alla risoluzione della crisi, per imprimere una concreta e reale svolta politico-diplomatica con una prospettiva multilaterale per l’immediato cessate il fuoco, affinché l’Europa possa tornare ad essere protagonista politica nella promozione e costruzione di un ordine internazionale fondato sulla pace, sul dialogo, sui rispetto dei diritti umani, sulla giustizia sociale, considerato il provato contesto geopolitico internazionale aggravato dalle continue violazioni del diritto internazionale”. È quanto si legge negli impegni per il governo della risoluzione presentata dal M5S in occasione delle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in Parlamento in vista del Consiglio europeo e sulla crisi in Medioriente.
In sostegno all’Iran “la Russia ha iniziato con le armi, a supportare con i droni, e sicuramente aiuterà con i missili. Al 100% sta aiutando ora con la difesa aerea”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista con il blogger irlandese Caolan Robertson, ripresa dai media di Kiev. Zelensky ha aggiunto anche che, in questo scenario, la domanda è quale Paese sarà il primo a supportare l’invio di truppe. Come è successo nella guerra contro l’Ucraina, “la Corea del Nord ha inviato 10mila soldati in Russia, ma possono essere inviati in Ucraina. Quindi può succedere lo stesso con l’Iran. La Russia può inviare truppe”, ha spiegato.
Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ritiene che il mondo in questa fase non sia pronto per la Terza guerra mondiale. “Ora l’Iran attacca altri Paesi del Medioriente e basi americane, e soldati americani. Ci sono già molte perdite, è comprensibile che questo rappresenti il rischio maggiore che il mondo abbia vissuto negli ultimi anni, perché potrebbe essere la Terza Guerra Mondiale, e noi ci troveremmo coinvolti”, ha dichiarato in un’intervista con il blogger irlandese Caolan Robertson, ripresa dai media ucraini. Zelensky ha aggiunto che se nessuno fermerà questa guerra adesso, come l’Occidente avrebbe dovuto fare fin dall’inizio contro la Russia, allora il conflitto in Medioriente potrebbe durare a lungo, almeno fino all’autunno. “Il mondo non è preparato dal punto di vista tecnico. Non è abbastanza preparata l’Europa. Solo alcuni Paesi. Sì, sono sulla buona strada, per esempio, i tedeschi sono molto rapidi, ma non basta. Non c’è abbastanza tempo quest’anno per essere preparati a queste sfide. Anche i Paesi nordici sono molto tecnologici e si stanno preparando”, ha detto Zelensky. “Penso che il mondo non sia pronto per una guerra mondiale perché una guerra mondiale non sarà solo droni e missili. Ci saranno le forze di terra, con offensive di terra e un numero globale di perdite”, ha dichiarato il leader ucraino.
Due persone sono morte in un attacco delle forze russe a Kharkiv. Lo ha riferito il sindaco Ihor Terekhov, citato da Ukrinform, che in precedenza aveva segnalato un attacco a un’impresa civile, che aveva causato feriti. Terekhov ha poi confermato un attacco di droni ‘Shahed’ nel distretto di Shevchenkivskyi. “Attualmente si contano due morti e cinque feriti”, ha annunciato.
L’esercito russo “sta lavorando sistematicamente, l’operazione militare speciale sta procedendo. E deve procedere e avere successo affinché azioni simili non si ripetano. Per eliminare il pericolo di simili azioni e manifestazioni del regime di Kiev”. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, con riferimento all’attacco ucraino a Bryansk nel quale secondo le autorità di Mosca sei civili sono stati uccisi e 37 sono rimasti feriti. Lo riporta Ria Novosti.
Le forze di difesa di Mosca hanno distrutto e intercettato 185 droni ucraini nelle regioni russe durante la notte. Lo ha riferito il ministero della Difesa, citato dall’agenzia Tass. Un massiccio attacco di droni, ha aggiunto, è stato respinto a Taganrog e in cinque distretti della regione di Rostov, danneggiando una linea elettrica.
Due persone, di 63 e di 21 anni, sono morte e altre due sono rimaste ferite in seguito a un attacco delle forze russe nella comunità di Glukhiv, nella regione di Sumy. Lo ha riferito il capo dell’amministrazione militare regionale Oleg Hrygorov, citato da Ukrainska Pravda.

