Questa mattina a partire dalle 7 ora locale è stato dichiarato un cessate il fuoco nell’area della centrale nucleare di Zaporizhzhia in Ucraina per consentire i lavori di riparazione e restauro presso la centrale termoelettrica e la linea di Ferrosplavnaya, “danneggiate il 10 febbraio dal fuoco delle forze ucraine”. Lo ha affermato il Ceo di Rosatom Alexey Likhachev spiegando che i lavori “richiederanno almeno una settimana”. Likhachev ha sottolineato che l’accordo di cessate il fuoco è stato raggiunto con la partecipazione del direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Rafael Grossi e il sostegno del ministero della Difesa e del ministero degli Esteri russo.
“In relazione allo stato di emergenza petrolifera in Slovacchia, oggi ho parlato al telefono con il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Gli informazioni su quando, e se affatto, riprenderà il transito di petrolio attraverso il territorio ucraino verso la Slovacchia”. Lo riferisce il premier slovacco, Robert Fico, in un lungo post su X, al termine del quale commenta: “Dalla conversazione, ho ricavato una chiara impressione che la parte ucraina non abbia interesse a riprendere il transito di petrolio attraverso il territorio ucraino”.
“Ho sostenuto che abbiamo un legittimo diritto a tali importazioni in base agli accordi firmati con i fornitori, nonché alla decisione dell’UE che consente l’uso di risorse energetiche dalla Russia fino alla fine del 2027 – spiega -. Ho informato il Presidente che la sua decisione di interrompere il transito di petrolio ci sta causando difficoltà logistiche e danni economici. La conversazione ha confermato che abbiamo opinioni divergenti sullo stato dell’oleodotto. Mentre le nostre informazioni di intelligence confermano che l’oleodotto non è danneggiato e che nulla impedisce il transito di petrolio, il Presidente ucraino ha insistito che la riparazione dell’oleodotto richiede molto tempo”.
“Per questo motivo, al fine di evitare malintesi, ho informato il Presidente ucraino che insieme al Primo Ministro ungherese V. Orbßn proponiamo l’istituzione di un gruppo di ispezione composto da esperti nominati dalla Commissione Europea e dagli Stati membri dell’UE, che determinerebbe direttamente sul posto lo stato effettivo dei danni tecnologici all’oleodotto o la sua capacità di continuare il transito di petrolio verso il territorio della Repubblica Slovacca”, illustra il premier filorusso.
“Ho ricordato al Presidente ucraino che la parte ucraina finora non ha consentito al nostro ambasciatore a Kiev di effettuare tale ispezione e che questa opportunità non è stata concessa nemmeno all’Ambasciatore dell’Unione Europea in Ucraina. Il Presidente Zelensky ha respinto tale attività di ispezione, riferendosi a una posizione negativa dei servizi di intelligence ucraini”, riferisce.
“Il Presidente ucraino ha proposto un incontro congiunto con la parte slovacca su tutti gli aspetti della cooperazione ucraino-slovacca. Ho accettato questo invito e ho chiesto all’Ufficio del Governo della Repubblica Slovacca e al Ministero degli Affari Esteri e Europei della Repubblica Slovacca, in cooperazione con la parte ucraina, di trovare una data adatta per tale incontro, preferendo un incontro con il Presidente ucraino sul territorio di uno degli Stati membri dell’UE che il Presidente ucraino visita frequentemente”, precisa.
A quanto si apprende, sulla base delle ultime consultazioni con i rappresentanti permanenti dei 27 Stati membri e delle discussioni del Consiglio Affari esteri di lunedì, la Presidenza cipriota considera ora concluso il testo del 20° pacchetto di sanzioni contro la Russia. Restano, tuttavia, le riserve d’esame di due Stati membri, Ungheria e Slovacchia.
Il primo ministro ungherese, Viktor Orban, ha annunciato di aver concordato con il premier slovacco Robert Fico l’istituzione di una commissione d’inchiesta ungherese-slovacca per chiarire le condizioni dell’oleodotto Druzhba. “Invito il presidente Zelensky a consentire l’accesso agli ispettori ungheresi e slovacchi e riavviare immediatamente l’oleodotto”, ha scritto Orban su X.
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, sta avendo in questi minuti una telefonata con il primo ministro slovacco Robert Fico. Lo ha reso noto sui social la presidenza ucraina. “Il presidente lo ha invitato in Ucraina per discutere di tutte le questioni”, si legge nel messaggio.
“Penso che abbiamo una possibilità” di porre fine alla guerra “prima dell’autunno e delle importanti e influenti elezioni negli Stati Uniti”. Lo ha affermato in un’intervista a Sky News il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky facendo riferimento alle elezioni di Midterm.
In un’intervista a Sky News il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha affermato di essere “pronto” a incontrare il presidente russo Vladimir Putin e ha ribadito il no alla cessione di territori. “Gli Stati Uniti sono ancora più forti di quanto pensino. E lo penso davvero. E fanno molta pressione su Putin. Possono fermare questa guerra”, ha detto il leader di Kiev. Quanto ai territori “la terra è nostra e nessuno può cacciarci via”, ha dichiarato. “Se ci ritirassimo dai territori, come ad esempio da Sloviansk, le 200.000 persone che si trovano lì ora verrebbero occupate dai russi. Chi ha detto alla Russia che queste persone sono pronte a essere russe? E se non lo faranno, le uccideranno o le spingeranno al fronte o le porteranno in prigione”, ha dichiarato Zelensky.
Il Cremlino annuncerà la tempistica dei nuovi negoziati sull’Ucraina una volta raggiunto un accordo definitivo. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. “I contatti sono in fase di definizione. Non appena sarà raggiunto un accordo, vi informeremo dettagliatamente”, le sue parole nel corso di un briefing con la stampa citato dalle agenzie russe
Le agenzie di intelligence russe hanno informazioni sui preparativi del regime di Kiev per sabotare i gasdotti del Mar Nero ‘Blue Stream’ e ‘Turkish Stream’. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Lo riporta la Tass.
Il corpo di un uomo di 67 anni è stato trovato sotto alle macerie di un’abitazione colpita ieri da un raid russo nel distretto di Kupyansk nella regione di Kharkiv. La moglie è rimasta ferita. Lo riportano i media ucraini citando i soccorritori che hanno scavato sotto alle macerie.
Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha dichiarato che discuterà con il primo ministro slovacco Robert Fico della situazione relativa al blocco da parte di Kiev del transito del petrolio attraverso l’oleodotto Druzhba. “Sappiamo che l’oleodotto è operativo e sappiamo che le consegne di petrolio all’Ungheria non sono riprese a causa di una decisione politica del presidente Zelensky”, ha scritto Orban su X. “Sappiamo anche che il presidente Zelensky sta aggirando Bruxelles sostenendo che l’oleodotto non può essere riavviato. Ci aspettiamo che il presidente dell’Ucraina adempia ai suoi obblighi nei confronti dell’Unione Europea e dei suoi Stati membri. Per questo motivo, oggi terrò delle consultazioni con Robert Fico il primo ministro della Slovacchia”, ha concluso.
Esplosioni e incendi sono stati segnalati in un deposito di petrolio nella zona di Luhansk, in Ucraina, mentre funzionari russi affermano che missili ucraini hanno colpito Belgorod, in Russia, e un distretto circostante, provocando interruzioni di energia elettrica durante la notte. Lo riporta ‘The Kyiv Independent’.”Sono stati causati gravi danni alle infrastrutture energetiche. Di conseguenza, si sono verificate interruzioni di corrente e dell’approvvigionamento idrico” nonché “guasti al riscaldamento”, ha dichiarato il governatore della regione di Belgorod, Vyacheslav Gladkov.

