Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha avvertito che qualsiasi attacco alla guida suprema del Paese, l’Ayatollah Ali Khamenei, equivarrebbe a “una guerra totale contro la nazione iraniana”. Lo ha scritto in un post pubblicato sul social X.
“Se nella vita delle persone in Iran esistono difficoltà e privazioni, uno dei fattori principali è l’ostilità e le sanzioni inumane del governo americano e dei suoi alleati”, ha aggiunto.
Il ‘giallo’ sul manifestante: ucciso secondo Israele, ma per una ong è vivo
Intanto c’è un ‘giallo’ su un manifestante che secondo Israele sarebbe stato ucciso. “Secondo alcune fonti, Erfan Soltani, il giovane iraniano arrestato dal regime per aver partecipato a una protesta e che avrebbe dovuto essere condannato a morte, è stato brutalmente ucciso mentre era in custodia della Repubblica Islamica”, si legge sul profilo social in farsi del ministero degli Esteri israeliano. Ma una ong smentisce: “Hengaw ha appreso che alla famiglia di Erfan è stata concessa una breve visita di persona oggi, domenica 18 gennaio 2026, e ha confermato che attualmente è vivo e in condizioni fisiche stabili”. È quanto ha fatto sapere la ong Hengaw. “Questo sviluppo arriva dopo giorni di estrema preoccupazione per la sorte di Soltani. Erfan Soltani, 26 anni, di Fardis, Karaj, è stato arrestato giovedì 8 gennaio 2026 durante le proteste pubbliche a Karaj. Alcuni giorni dopo, le autorità hanno informato la sua famiglia che dovevano presentarsi alla prigione mercoledì 14 gennaio per un’ultima visita prima della sua esecuzione, indicando chiaramente una condanna a morte imminente”, si legge nel post pubblicato da Hengaw su X, “l’esecuzione non ha avuto luogo nella data annunciata. A seguito delle diffuse preoccupazioni e richieste di informazioni, i funzionari della Repubblica Islamica dell’Iran hanno successivamente negato che fosse stata emessa una condanna a morte nei suoi confronti. Tuttavia, fino alla breve visita di oggi, la famiglia non aveva alcuna conferma diretta che Erfan Soltani fosse ancora vivo”.
Ripristinata in parte connessione a internet, anche a Google
La connessione internet in Iran è tornata dopo 238 ore di interruzione in tutto il Paese. I dati sul traffico hanno mostrato un significativo ritorno ad alcuni servizi online, tra cui Google, il che suggerisce che è stato abilitato un accesso fortemente filtrato. Lo ha affermato il gruppo di monitoraggio di Internet NetBlocks in un post sul social X.

