Tra le tre persone fermate nell’ambito dell’indagine della Procura europea sulla presunta frode nell’utilizzo dei fondi Ue per programmi di formazione, ci sarebbe la rettrice del Collegio d’Europa ed ex Alta rappresentante per la politica estera (2014-2019), Federica Mogherini. Lo riportano i media belgi Le Soir e L’Echo citando fonti attendibili.
L’inchiesta su presunti favoritismi e concorrenza sleale
L’indagine riguarda sospetti di favoritismi e possibile concorrenza sleale nell’assegnazione da parte del Seae al prestigioso Collegio d’Europa di un programma di formazione di nove mesi per futuri diplomatici europei. I presunti reati risalgono al periodo 2021-2022 e, secondo la Procura europea, le possibili accuse includono: “Frode nell’aggiudicazione di appalti pubblici, corruzione, conflitto di interessi e violazione del segreto professionale”.
Anche Stefano Sannino tra fermati
Tra le tre persone fermate nell’ambito dell’indagine della Procura europea sulla presunta frode nell’utilizzo dei fondi Ue per programmi di formazione, ci sarebbe anche l’ex segretario generale del Seae Stefano Sannino. Lo riporta Le Soir aggiungendo che tra gli altri fermati c’è anche un dirigente del Collegio d’Europa.
Media, fermato anche Zegretti, dirigente Collegio Europa
Il terzo fermato, dopo Federica Mogherini e Stefano Sannino, sarebbe Cesare Zegretti, italo-belga e da gennaio 2022 Co-Direttore dell’Ufficio Executive Education, Training and Projects. Lo riporta Politico.
Zegretti è entrato a far parte del Collegio d’Europa nel gennaio 2016 come Coordinatore di Progetto e vanta oltre dieci anni di esperienza professionale nello sviluppo aziendale, nella progettazione e nella gestione di progetti internazionali.
Collegio d’Europa: “Collaboriamo pienamente con le autorità”
“Il Collegio d’Europa è stato informato oggi delle azioni investigative intraprese dalla Procura Europea (Eppo). In tale contesto, sono state effettuate perquisizioni presso la sede del nostro Campus di Bruges. Il Collegio d’Europa collaborerà pienamente con le autorità nell’interesse della trasparenza e del rispetto del processo investigativo”. Lo si legge in una nota. “Il Collegio rimane impegnato a rispettare i più elevati standard di integrità, correttezza e conformità, sia in ambito accademico che amministrativo” e “adotta tutte le misure necessarie per garantire la continuità delle sue attività“. Nella nota viene poi aggiunto che “al momento non abbiamo ulteriori commenti da rilasciare per non pregiudicare l’indagine in corso”.
Mosca: “Bruxelles ignora i suoi problemi ma dà lezioni agli altri”
L’Unione europea preferisce ignorare i propri problemi di corruzione ma continua a dare lezioni agli altri. È quanto ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, all’agenzia di stampa russa Tass, a proposito del fermo di Federica Mogherini. “Ogni giorno milioni di euro scorrono attraverso canali di corruzione verso Kiev nell’Ue e da lì finiscono nelle tasche private. Questo va avanti da anni e sotto gli occhi di tutti. Qualsiasi problema internazionale è un’opportunità di guadagno per Bruxelles. Dalla pandemia di Covid-19 all’Ucraina. Nel frattempo, preferiscono ignorare i propri problemi, dando costantemente lezioni a tutti gli altri“, ha dichiarato Zakharova.
Tajani: “Io sempre garantista con tutti”
“Io sono garantista con tutti e quindi vedremo che cosa sarà. Si tratta di un fermo, vediamo che cosa verrà contestato, ma ripeto, sono sempre garantista. Per me uno finché non si conclude definitivamente il procedimento penale è sempre innocente”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del forum economico Italia-Mongolia in merito al fermo a Bruxelles dell’ex Alta rappresentante per la politica estera europea, Federica Mogherini.
Delegazione M5S in Ue: “Inchiesta è inquietante”
“I dettagli dell’inchiesta della Procura europea sugli appalti pilotati presso il Collegio d’Europa e il Servizio europeo per l’azione esterna sono inquietanti. Il caso Qatargate non è stato un episodio isolato. Da anni diciamo che la corruzione si annida nei gangli vitali dell’amministrazione europea e che va intensificata la lotta contro quella che è ormai un’emergenza europea. La direttiva anticorruzione bloccata nel pantano dei negoziati dai vergognosi veti del governo italiano va approvata subito. Le istituzioni europee dimostrino con i fatti di avere a cuore la legalità altrimenti la loro credibilità, in primis agli occhi dei cittadini, sarà messa a dura prova”, ha invece dichiarato con una nota la delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento Europeo.

