“È stata un’altra notte turbolenta per l’Ucraina. I russi hanno attaccato le nostre città con un totale di 135 droni d’attacco. Hanno colpito la regione di Dnipro dove 8 persone sono rimaste ferite in un attacco alla città di Kamianske, un normale edificio residenziale è stato danneggiato, insieme all’infrastruttura ferroviaria. I nostri soccorritori sono intervenuti rapidamente e 5 persone sono state salvate da sotto le macerie”. Lo ha scritto su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “Gli attacchi hanno colpito anche le regioni di Sumy, Kharkiv e Cernihiv. Gli obiettivi sono le nostre infrastrutture critiche e tutto ciò che supporta la vita civile ordinaria. Tutti i servizi necessari stanno lavorando per ripristinare ciò che è stato danneggiato e aiutare le persone ovunque sia necessario”, ha aggiunto.
Durante il viaggio verso Washington, il primo ministro dell’Ungheria Viktor Orban ha affermato di aspettarsi un incontro amichevole e diretto con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump riguardo all’esenzione dell’Ungheria dalle sanzioni statunitensi sul petrolio russo. È quanto scrive in un post su X il portavoce del governo ungherese Zoltan Kovacs. “La posta in gioco è alta”, ha affermato il primo ministro Orban, sottolineando che l’Ungheria deve convincere gli Stati Uniti a riconoscere un semplice dato geografico: l’Ungheria non ha un porto marittimo e deve essere trattata in modo diverso. “Se accettano, il 90% della nostra economia e delle nostre famiglie sarà risparmiato dalle difficoltà; in caso contrario, ci attendono tempi difficili”, ha aggiunto Orban.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha firmato un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Tra i settori chiave colpiti dalle nuove restrizioni economiche ci sono l’energia e l’elettronica. “Continuiamo a sincronizzarci con le sanzioni dei partner nella giurisdizione Ucraina e da oggi entra in vigore in Ucraina il 19° pacchetto di sanzioni dell’Unione Europea contro la Russia per questa guerra”, ha affermato Zelensky sui social, precisando che le sanzioni colpiscono le esportazioni di risorse russe e i progetti di fornitura di componenti elettronici alla Russia. “Stiamo applicando le nostre nuove sanzioni anche alle entità russe che lavorano per estrarre risorse nell’Artico e, grazie a ciò, finanziare la capacità della Russia di condurre una guerra. Sappiamo già che questa nostra iniziativa sanzionatoria sarà portata avanti dai nostri partner, che terranno conto delle nostre proposte nei loro pacchetti di sanzioni”, ha aggiunto Zelensky.
Il ministro della Mobilità del Belgio, Jean-Luc Crucke, ha affermato al termine del Consiglio di sicurezza nazionale: “Presenterò un decreto reale che vieta i droni non autorizzati sopra le zone sensibili”. Lo riporta Le Soir. “Esiste già un quadro normativo che verrà utilizzato in modo più efficace. La questione è stata quindi chiarita e ciò consentirà di migliorare il coordinamento”, ha aggiunto. Il ministro della Difesa, Theo Francken, ha annunciato di voler rafforzare e rendere operativo il NASC (Centro nazionale per la sicurezza aerea) di Beauvechain entro il 1° gennaio.
“Un altro alleato e propagandista di Putin sta programmando di esibirsi in Italia. Ildar Abdrazakov è un basso-baritono russo e sostenitore pubblico di Vladimir Putin. Nel 2024 è stato rappresentante di fiducia della campagna presidenziale di Putin e ora dirige il Teatro dell’Opera e del Balletto di Stato di Sebastopoli nella Crimea occupata, in Ucraina”. È la denuncia di The Anti-Corruption Foundation (Acf) fondata dal defunto oppositore russo Alexei Navalny. Abdrazakov “ha in programma di esibirsi al Teatro Filarmonico di Verona, in Italia, il 18, 21, 23 e 25 gennaio 2026. È anche desideroso di trasferirsi in Europa, soprattutto perché qui possiede una lussuosa villa”, afferma la fondazione, “se non interveniamo, ci riuscirà. Chiediamo al teatro di sostituire l’artista e di stabilire una linea chiara: i palcoscenici europei non devono fornire una piattaforma ai sostenitori pubblici attivi della guerra del Cremlino”.
I droni ucraini hanno colpito per la seconda volta in quasi tre mesi un’importante raffineria di petrolio nella regione russa di Volgograd. Lo ha reso noto lo Stato Maggiore ucraino. I funzionari russi non hanno confermato l’attacco, anche se il governatore locale ha affermato che i droni hanno provocato un incendio in un impianto industriale non specificato nella regione. Lo Stato Maggiore ucraino ha precisato in un comunicato che l’attacco è avvenuto ieri. La raffineria è il più grande produttore di carburanti e lubrificanti del Distretto Federale Meridionale della Russia e lavora oltre 15 milioni di tonnellate di greggio all’anno, pari a circa il 5,6% della capacità di raffinazione totale del Paese. Le forze ucraine hanno anche colpito tre impianti di lubrificanti per carburanti nella penisola di Crimea occupata dalla Russia e una base di stoccaggio e assemblaggio per i droni Shahed russi in un’area occupata della regione orientale di Donetsk in Ucraina.
Le forze di difesa aerea di Mosca hanno abbattuto 75 droni ucraini nelle regioni russe durante la notte. Lo ha riferito il ministero della Difesa citato dalla Tass. “Quarantanove droni sono stati distrutti nella regione di Volgograd, altri sette sono stati abbattuti in Crimea, sei nella regione di Voronezh, quattro nella regione di Rostov, tre nella regione di Belgorod e due nella regione di Orel. Un drone è stato neutralizzato nelle regioni di Mosca, Kursk, Lipetsk e Tambov”, viene spiegato.
Un civile è rimasto ucciso in un attacco effettuato tramite droni dalle forze armate ucraine nella regione russa di Volgograd. Lo ha riferito il governatore regionale Andrei Bocharov su Telegram. “Un civile, un uomo di 48 anni, è stato ucciso dalle schegge del bombardamento. Le nostre più sincere condoglianze alla sua famiglia e ai suoi amici”, si legge nella dichiarazione riportata da Interfax. Bocharov ha segnalato anche danni a edifici residenziali e veicoli.
Soldati ucraini si sarebbero arresi volontariamente a Krasnoarmeysk, nel Donbass dopo essere stati circondati e abbandonati dal loro comando. Lo ha affermato il ministero della Difesa russo citato dalla Tass. “I militari ucraini si sono arresi volontariamente alle forze russe perché abbandonati dal loro comando e non potevano più sopportare il fuoco dell’artiglieria e dei droni”, ha reso noto Mosca.
“Il fatto che i russi continuino a prendere di mira gli impianti energetici e i civili dimostra ancora una volta che la pressione è ancora insufficiente. È fondamentale che Stati Uniti, Europa e G7 continuino a imporre sanzioni e dazi sul commercio e le finanze energetiche russe. E Mosca deve finalmente capire quanto l’Europa prenda sul serio la propria autodifesa”. Lo ha scritto su X il presidente russo, Volodymyr Zelensky. “È tempo di prendere una decisione sui beni russi congelati. La volontà politica c’è già e ci aspettiamo che l’attuazione tecnica segua rapidamente. È giusto che il denaro dell’aggressore venga utilizzato per proteggersi dalla sua guerra. Ringrazio tutti coloro che lavorano per la pace”, ha aggiunto.
Otto persone sono rimaste ferite e sono scoppiati diversi incendi nella città di Kamianske, nella regione ucraina di Dnipropetrovsk, a seguito di un attacco con un drone russo. Lo hanno reso noto le autorità regionali citate da Ukrainska Pravda. Alcune infrastrutture, i mezzi di trasporto e automobili sono stati danneggiati.
Il ministero della Difesa russo ha reso noto che nei raid effettuati nella notte sono stati danneggiati gli impianti infrastrutturali di trasporto ed energia a supporto delle forze armate ucraine, nonché i siti di stoccaggio dei droni. Lo riportano le agenzie russe.
L’Occidente si prepara ad attribuire alla Russia la responsabilità di un possibile incidente alla centrale nucleare di Zaporizhzhia. E’ quanto si legge in un documento del Servizio di intelligence estero russo ottenuto dalla Tass. Secondo gli 007 di Mosca “i funzionari europei della Nato stanno invitando il regime di Kiev a cercare urgentemente soluzioni per cambiare il corso del conflitto ucraino, che è negativo per gli occidentali, e la sua percezione pubblica in Occidente”. Il modo più efficace per raggiungere questo obiettivo sarebbe quello di un “grande atto di sabotaggio”. A quest proposito – viene spiegato – si starebbe valutando l’opzione di sabotare la centrale nucleare di Zaporizhzhia, “provocando la fusione del nocciolo del reattore”. A tal proposito – dicono ancora i servizi segreti di Mosca “l’influente ong britannica Chatham House avrebbe già calcolato le conseguenze di un simile incidente con i residenti delle aree controllate da Kiev e i cittadini dei paesi dell’Ue vicini al confine occidentale dell’Ucraina che si troverebbero nell’area di diffusione delle particelle radioattive”.

