Gaza, Trump: “Bene incontro con leader arabi, siamo vicini ad accordo”- La diretta

Gaza, Trump: “Bene incontro con leader arabi, siamo vicini ad accordo”- La diretta
Life Support di EMERGENCY – interventi assistenza a barche Global Sumud Flotilla 24 settembre 2025 (foto Ufficio Stampa/LaPresse)

Il presidente Usa pensa a Blair per il governo di transizione

A Gaza proseguono le operazioni militari di Israele mentre è atteso per oggi, 25 settembre, l’intervento in video-messaggio di Abu Mazen all’Assemblea generale dell’Onu. In Italia prosegue il dibattito politico sulla missione della Global Sumud Flotilla dopo gli attacchi denunciati dagli attivisti. Crosetto riferisce in Parlamento: “Nessuno può garantire sicurezza fuori da acque internazionali”. La Farnesina ai partecipanti italiani: “Sconsigliato continuare”.

Le notizie da Medio Oriente del 25 settembre
Tutti gli aggiornamenti da Gaza e sul conflitto tra Israele e Hamas
Inizio diretta: 25/09/25 07:00
Fine diretta: 25/09/25 23:30
Trump: "Sentito Netanyahu, accordo per Gaza abbastanza vicino"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di aver parlato giovedì con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nel contesto della campagna per porre fine alla guerra a Gaza, aggiungendo di ritenere che un accordo di cessate il fuoco sia “abbastanza vicino”. Lo riportano diversi media statunitensi.
“Abbiamo parlato oggi con Bibi Netanyahu e con tutti i leader del Medioriente, che sono persone fantastiche, e ci stiamo avvicinando molto a un accordo su Gaza e forse anche alla pace”, ha detto Trump ai giornalisti nello Studio Ovale.

Trump: "Non permetterò a Israele di annettere la Cisgiordania"

Il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato giovedì che non permetterà a Israele di annettere la Cisgiordania. “Ne abbiamo fatte abbastanza”, ha detto Trump, apparentemente riferendosi a Israele, ai giornalisti nello Studio Ovale mentre firmava ordini esecutivi non correlati alla politica mediorientale. Ha aggiunto: “È ora di fermarsi”.

 

Sirene in Israele, Idf intercetta missile lanciato da Yemen

Un missile balistico lanciato dagli Houthi in Yemen contro Israele è stato intercettato dalle difese aeree isreaeliane. Lo afferma l’Idf. Non si segnalano feriti. Le sirene hanno suonato in tutto il centro di Israele. L’attacco arriva poche ore dopo che l’Idf ha colpito obiettivi Houthi in Yemen.

Farnesina a partecipanti italiani Flotilla: "Sconsigliato continuare"

“Il governo italiano ha preso atto del rifiuto della flottiglia di consegnare gli aiuti in un porto neutrale. Ai partecipanti italiani che volessero fermarsi in Grecia e proseguire in modo sicuro per l’Italia o altra destinazione, l’Italia offrirà assistenza ove richiesto. Per chi prosegue il viaggio con la Flottiglia resta valido l’avviso iniziale, pubblicato su www.viaggiaresicuri.it, che l’iniziativa è sconsigliata”. E’ quanto si legge in un messaggio inviato, a quanto si apprende, dalla Farnesina agli italiani a bordo della Flotilla. “Chi la intraprende si assume in proprio tutti i rischi e sotto la sua personale responsabilità“, prosegue il testo. “La presenza di un’unità della Marina Militare italiana è volta ad assicurare ove necessario l’applicazione della legge di soccorso in mare per eventuali necessità di tipo umanitario. In nessun caso potrà costituire un fattore di difesa o offesa per la Flottiglia sul piano militare nei confronti di chicchessia”, si legge in conclusione.

Media, Netanyahu incontra Witkoff su piano pace a Gaza

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro per gli Affari strategici Ron Dermer incontreranno oggi l’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff nel loro hotel di New York per discutere del piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per porre fine alla guerra a Gaza e liberare gli ostaggi. Lo riporta Channel 13. L’entourage di Trump sta spingendo Netanyahu ad accettare il piano del presidente Usa. Trump ha presentato il suo piano a otto leader arabi e musulmani a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Coinvolto anche il genero di Trump, Jared Kushner, che ha avuto un ruolo chiave nel piano di pace del presidente.

Media, Trump pensa a Blair per guidare governo Gaza dopo la guerra

L’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump sta pianificando di nominare l’ex primo ministro britannico Tony Blair a capo del meccanismo di governance temporanea nella Striscia di Gaza quando si concluderà la guerra. Lo riporta Ynet. Blair da tempo è coinvolto con l’inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, e il genero del presidente, Jared Kushner, nello sviluppo di idee per la ricostruzione di Gaza.

Sa'ar contro Abbas: "Non ci faremo ingannare dalle sue belle parole"

Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha criticato l’intervento del presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Nel discorso, Abbas ha affermato la disponibilità dell’Anp a prendere il controllo di Gaza e ha promesso che i palestinesi “non lasceranno la loro terra”. Abbas “ha detto di essere pronto a ricevere la Striscia di Gaza, che ha perso così facilmente a favore di Hamas nel 2007. Che gentile da parte sua”, ha ironizzato Sa’ar su X. Il ministro ha poi accusato il leader palestinese di non essere riuscito a “combattere il terrorismo”, nonostante questo sia “l’impegno su cui è stata fondata l’Autorità Nazionale Palestinese”. “All’Occidente vende belle parole. Israele non si lascerà ingannare ancora di nuovo”, ha aggiunto Sa’ar. 

Deputati Linke mostrano bandiera palestinese al Bundestag, espulsi

Durante le discussioni sul bilancio al Bundestag ieri, quattro membri del partito di sinistra Die Linke hanno interrotto il dibattito esponendo una bandiera palestinese. Dopo il dibattito generale mattutino, il pomeriggio si è aperto con una discussione sul bilancio del ministero degli Esteri. Quando Stephan Mayer, membro della Commissione Affari Esteri e membro della Csu al Bundestag, ha preso la parola, i deputati di Die Linke, Vinzenz Glaser, Cansin Köktürk, Charlotte Neuhäuser e Lisa Schubert si sono alzati in piedi e hanno esposto la bandiera palestinese. Inizialmente i parlamentari hanno provocato i parlamentari dell’ultradestra dell’AfD. “Cos’è quello?” ha urlato la deputata dell’AfD Beatrix von Storch, come riporta Welt.

La vicepresidente del Bundestag Josephine Ortleb è intervenuta, chiedendo ai parlamentari di astenersi dall’esporre la bandiera. “Altrimenti, siete pregati di lasciare l’aula”. I parlamentari non hanno risposto. “Con la presente, abbandonate l’aula”, ha detto Ortleb, ordinando agli uscieri di rimuovere la bandiera. La presidente del Parlamento Julia Klöckner ha difeso la commissione in seduta plenaria giovedì. Ha sostenuto che i parlamentari sono stati “giustamente” esclusi. “Chiunque abbia bisogno di manifesti, bandiere e slogan” può esporli per strada. Tuttavia, questo non è consentito nel Bundestag. Si è riservata il diritto di sospendere la commissione dalla sessione per un periodo più lungo o di imporre multe “in caso di ulteriori violazioni”.

I quattro parlamentari della Sinistra hanno difeso le loro azioni. “La situazione catastrofica a Gaza non ci lascia altra scelta che fare tutto il possibile per attirare l’attenzione sulla questione”, ha dichiarato Glaser. Köktürk ha pubblicato un video dei disordini su Instagram, con la didascalia: “La Germania è complice di questo genocidio a Gaza. A quanto pare, bisogna ancora ricordarglielo. Assumetevi finalmente la responsabilità! Ci vediamo in piazza sabato”. Per quel giorno è stata annunciata una grande manifestazione pro-palestinese a Berlino , per la quale si sta mobilitando anche Die Linke. Sono attese 10.000 persone.

Trump: "Bene incontro con leader arabi, siamo vicini ad accordo"

“Abbiamo avuto un incontro fantastico l’altro giorno all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, credo che siamo vicini a raggiungere una sorta di accordo. Vogliamo riavere gli ostaggi”. Lo ha detto il presidente Donald Trump incontrando alla Casa Bianca il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. “Ho incontrato Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, la Giordania”, ha detto Trump. “Abbiamo avuto un incontro davvero fantastico. Credo che in quell’incontro si siano stabiliti molti punti”. “Penso che possiamo farcela”, ha spiegato il presidente Usa. “Spero che ce la faremo. Molte persone stanno morendo, ma vogliamo indietro gli ostaggi”.

Da team legale della delegazione italiana della Flotilla diffida al governo

Il team legale della Global Sumud Flotilla Italia ha presentato una diffida nei confronti del governo italiano, secondo quanto riferiscono gli attivisti sui social.

I legali in particolare invitano a “inviare immediatamente comunicazioni diplomatiche formali e pubbliche al governo israeliano, sollecitando la non interferenza con le navi della Global Sumud Flotilla, e la protezione delle imbarcazioni, del loro carico di aiuti umanitari, e dei passeggeri; condannare fermamente e prevenire qualsiasi ulteriore tentativo o atto di intercettazione delle navi e di detenzione dei loro passeggeri; riconoscere ed affermare lo status di missione umanitaria della Global Sumud Flotilla, dichiarando che qualunque intercettazione, atto violento, ferimento, arresto o rapimento di cittadini italiani costituisce un atto ostile e illegittimo ai sensi del diritto internazionale; attivarsi per l’immediato accertamento delle responsabilità relative di ogni atto ostile e illegittimo ai sensi del diritto internazionale e integrante gli estremi di reato contro la vita e l’incolumità delle persone; prevenire ogni forma di arresto o trasferimento forzato di cittadini italiani in Israele, garantire un monitoraggio di qualsiasi misura adottata anche attraverso attivazione costante delle autorità consolari sui procedimenti e sugli atti adottati e sulle condizioni dei cittadini italiani, anche considerati i precedenti trattamenti subiti dagli equipaggi delle navi Madleen e Handala”. “In difetto, saranno adite le competenti sedi giurisdizionali nazionali ed internazionali”, avvisano i legali in qualità di difensori di fiducia di 49 cittadini italiani, tutti partecipanti alla missione umanitaria internazionale.

Yemen, Houthi: "Due morti e 48 feriti in attacchi israeliani su Sana'a"

Due persone sono morte e altre 48 sono rimaste ferite negli attacchi israeliani su Sana’a, la capitale dello Yemen. Lo ha riferito il ministro della Salute degli Houthi, citato da Ynet.

Tajani a Francia-Belgio: "Italia darà assistenza a cittadini europei su Flotilla"

A New York per l’Assemblea Generale dell’Onu, il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto una conversazione con il ministro degli Esteri del Belgio Maxime Prévot. Il Belgio ha chiesto all’Italia di garantire assistenza umanitaria anche ai cittadini belgi imbarcati sulle imbarcazioni della Flotilla. Tajani ha garantito che, in caso di necessità, le unità della Marina militare offriranno assistenza umanitaria civile ai cittadini belgi, chiarendo che lo scopo della missione italiana è quello di tutela e protezione civile, non di effettuare azioni militari. Simile richiesta è stata avanzata al governo italiano dalla Francia e da altri paesi europei. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha confermato al collega che le navi italiane saranno a disposizione delle eventuali necessità dei civili imbarcati sulla Flotilla.

Netanyahu ha ordinato raid su Sana'a durante volo per New York

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dato l’ordine di un massiccio attacco israeliano contro gli Houthi a Sana’a dal suo volo per New York. Lo ha riferito l’ufficio del premier, secondo cui Netanyahu ha ricevuto anche aggiornamenti dal ministro della Difesa Israel Katz e dal Capo di Stato Maggiore dell’Idf, tenente generale Eyal Zamir. Gli attacchi sono arrivati in risposta ai ripetuti raid missilistici e di droni degli Houthi contro Israele, tra cui un drone che ha colpito Eilat ieri, ferendo oltre 20 persone, due delle quali gravemente.

 

Vescovi tedeschi frenano su Palestina, prima soluzione due Stati

I vescovi tedeschi, in una dichiarazione sul conflitto a Gaza intitolata ‘La violenza deve cessare subito! Pace per Israele e Palestina!’, hanno esortato il governo di Berlino a sostenere iniziative che promuovano una giusta coesistenza di due Stati. Tuttavia, i vescovi non hanno chiesto il riconoscimento immediato di uno Stato palestinese. “Ritengo che il governo stia seguendo una buona strada”, ha spiegato il presidente della Conferenza episcopale tedesca, Georg Bätzing, ricordando che la semplice richiesta di riconoscimento non garantisce progressi concreti e che la soluzione richiede tempo e negoziati continui. Il governo tedesco ha anteposto il raggiungimento della pace e della soluzione dei due Stati al riconoscimento della Palestina.

Abbas: "Pronti a collaborare con Trump e alleati per piano di pace"

La Palestina “è pronta a collaborare con Trump, l’Arabia Saudita, la Francia, l’Onu e tutti i partner per attuare il piano di pace approvato nella conferenza del 22 settembre, in modo da condurre verso una pace giusta e una cooperazione regionale”. Lo ha detto il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas intervenendo all’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

BBC, AP, AFP e Reuters chiedono a Israele accesso giornalisti a Gaza

Bbc, Associated Press, AFP e Reuters hanno diffuso un video con il quale chiedono a Israele di consentire l’accesso dei giornalisti stranieri a Gaza. Il video ha come voce narrante quella del giornalista della Bbc David Dimbleby. “I giornalisti internazionali devono ora essere autorizzati a entrare a Gaza per condividere il peso con i reporter palestinesi presenti sul posto, in modo che tutti noi possiamo riportare i fatti al mondo”, afferma Dimbley. Nel filmato si vedono diverse immagini storiche, dallo sbarco in Normandia durante la Seconda guerra mondiale a scatti della guerra in Vietnam e della carestia in Etiopia del 1984, passando per le proteste di piazza Tienanmen, nonché immagini della morte del piccolo Aylan Kurdi e della guerra in Ucraina.

Israele ha sganciato più di 65 bombe contro basi Houthi in Yemen

Circa 20 caccia dell’Aeronautica Militare israeliana hanno sganciato più di 65 bombe su obiettivi Houthi a Sana’a questo pomeriggio, il numero più alto di munizioni utilizzato in un singolo attacco dell’Iaf in Yemen, secondo l’esercito. In totale, sono stati colpiti sette obiettivi, tra cui cinque quartier generali militari dove erano radunati agenti Houthi e due depositi di armi, ha affermato l’Idf. Durante l’operazione sono stati effettuati anche rifornimenti aerei.

Abbas: "Non confondere solidarietà a Palestina con antisemitismo"

“Ringraziamo tutti i popoli e le organizzazioni in tutto il mondo che hanno protestato a sostegno dei diritti del popolo palestinese alla libertà e all’indipendenza e per porre fine alla guerra”. Lo ha detto il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas intervenendo all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, invitando a “non confondere la solidarietà con la causa palestinese e la questione dell’antisemitismo, cosa che rifiutiamo in base ai nostri valori e principi”, ha spiegato.

 

Attivisti Flotilla: "Bene navi da Roma e Madrid, vittoria sindacati italiani"

“Accogliamo con favore” l’invio di navi della marina da parte dell’Italia e della Spagna, “non siamo ingenui e non crediamo che un governo che in passato ha collaborato con Israele possa improvvisamente decidere di sostenere pienamente la causa palestinese. Tuttavia, è molto positivo che reagiscano in questo modo dopo i nostri sforzi, gli sforzi dei civili e dei sindacati in Italia, il loro impegno è stato enorme” quindi “questa è in realtà una loro vittoria, il fatto che i governi siano finalmente disposti a proteggerci”. Lo ha detto in conferenza stampa l’attivista greca della Global Sumud Flotilla, Kleoniki Alexopoulou, che ha tenuto poi a sottolineare che il governo spagnolo “ha mostrato la sua solidarietà” con la missione. “Ma noi accogliamo con favore queste iniziative, indipendentemente dalla loro provenienza”, ha precisato, chiedendo poi il sostegno anche del governo greco.

Abbas: "Grazie a chi ha riconosciuto o vorrà riconoscere Palestina"

“Abbiamo fatto tutti gli sforzi possibili per costruire le istituzioni di uno Stato palestinese moderno che viva fianco a fianco con Israele in pace e sicurezza. Israele non ha rispettato gli accordi e ha lavorato per indebolirli”. Lo ha detto il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas intervenendo in videoconferenza all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Abbas ha poi espresso la sua “gratitudine” ai Paesi che hanno riconosciuto o intendono riconoscere lo Stato di Palestina e ha sottolineato “che abbiamo già riconosciuto il diritto di Israele a esistere nel 1988 e nel 1993 e continuiamo a riconoscerlo”.

Israele: "No Flotilla a proposta Italia rivela intento provocatorio"

“Il rifiuto della Flotilla alla proposta italiana di far sbarcare gli aiuti a Cipro e poi trasferirli a Gaza dimostra che il loro vero scopo è la provocazione e servire Hamas.” Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar.

Attivisti Flotilla: "Minacce Israele continueranno ma non ci fermeremo"

“Le minacce” da parte di Israele “continueranno, ne siamo consapevoli ma non ci fermeremo” e anche Israele sa che “continueremo” la missione. Lo ha detto in conferenza stampa l’attivista tedesca Yasemin Acar che partecipa alla Global Sumud Flotilla.

Abbas: "Striscia di Gaza è parte integrante della Palestina"

“La Striscia di Gaza è parte integrante dello Stato di Palestina e siamo pronti ad assumerci la piena responsabilità della governance e della sicurezza del Paese”. Lo ha detto il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas intervenendo all’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Attivisti Flotilla: "Andremo diretti fino a Gaza, no soste tecniche"

“Non faremo una sosta tecnica, andremo diretti verso Gaza”. Lo ha detto in conferenza stampa l’attivista tedesca Yasemin Acar che partecipa alla Global Sumud Flotilla, specificando che alla missione partecipano al momento 50 imbarcazioni. “Siamo consapevoli delle minacce e che alcuni vorrebbero che ci fermassimo” ma “queste minacce sono dei contraccolpi perché rendono ancora più unite le persone”.

Abbas: "Non vogliamo uno Stato armato"

“Hamas e altre fazioni dovranno consegnare le loro armi all’Autorità Nazionale Palestinese nell’ambito di un processo volto a costruire le istituzioni di un unico Stato, un’unica legge e un’unica forza di sicurezza legale”. Lo ha detto il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas intervenendo all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. “Ribadiamo che non vogliamo uno Stato armato”, ha spiegato Abbas in collegamento video.

 

Abbas: "Hamas non avrà ruoli nel futuro governo palestinese"

“Hamas e le altre fazioni non avranno alcun ruolo da svolgere nel governo” palestinese. Lo ha detto il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas intervenendo all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. “Nonostante tutto ciò che il nostro popolo ha sofferto, respingiamo quello che Hamas ha compiuto il 7 ottobre”, ha affermato Abbas in collegamento video. “Prendere di mira cittadini israeliani e prendere in ostaggio non rappresenta il popolo palestinese e la sua giusta lotta per la libertà e l’indipendenza”, ha spiegato. “Abbiamo affermato e continueremo ad affermare che la Striscia di Gaza è parte integrante dello Stato di Palestina e che siamo pronti ad assumerci la piena responsabilità della governance e della sicurezza del Paese”, ha aggiunto.

Idf: "700mila palestinesi hanno lasciato Gaza City verso sud"

Circa 700mila palestinesi hanno finora evacuato Gaza City verso il sud della Striscia. È quanto risulta dalle ultime stime dell’esercito israeliano (Idf), citate dal Times of Israel. Si stima che circa un milione di palestinesi risiedesse a Gaza City prima che l’Idf lanciasse la sua grande offensiva nella zona. Ai civili è stato ordinato di evacuare verso una cosiddetta ‘zona umanitaria’ designata da Israele nel sud di Gaza.
Il tasso di palestinesi che lasciano la zona è aumentato negli ultimi giorni, con l’avanzata dell’Idf.

Abbas: "Da Israele non semplice aggressione ma crimine contro l'umanità"

“Quello che Israele sta perpetrando non è una semplice aggressione, è un crimine di guerra e un crimine contro l’umanità, documentato e monitorato, e sarà registrato nei libri di storia e nelle pagine della coscienza internazionale come uno dei capitoli più orribili della tragedia umanitaria del XX e XXI secolo”. Lo ha detto il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas intervenendo all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. “In questi due anni il nostro popolo nella Striscia di Gaza ha dovuto affrontare una guerra di genocidio, distruzione, fame e sfollamento”, ha detto Abbas in collegamento video. 

Yemen, media: raid israeliani su Sana'a

L’aeronautica militare israeliana sta conducendo attacchi nella capitale dello Yemen, Sana’a, controllata dagli Houthi. Lo riferiscono i media locali, citati da Times of Israel. I raid sono stati effettuati dopo i ripetuti attacchi degli Houthi contro Israele, tra cui un drone che ha colpito Eilat ieri, ferendo circa 20 persone, di cui due in modo grave.

Flotilla, attivisti: "Missione continua, avanti fino a stop genocidio"

Gli attivisti della Global Sumud Flotilla hanno assicurato in conferenza stampa che “la missione continua e che il morale è alto”. “Non fermeremo i nostri sforzi come Global Sumud Flotilla fino a che non verrà fermato il genocidio”, ha detto Nkosi Zwelivelile Mandela, nipote di Nelson Mandela, “chiediamo ai governi” e “alle agenzie internazionali” di “fare pressione su Israele affinché interrompa gli attacchi” alla Flotilla. 

Flotilla, Crosetto: "Non forzi il blocco e non esponga vite a rischi"
Guido Crosetto alla Festa del Fatto Quotidiano

“Resta indispensabile che la flottiglia non tenti di forzare il blocco: esporre vite umane a rischi in acque nelle quali non sarebbe possibile intervenire in soccorso non avrebbe alcun senso e comporterebbe pericoli inutili. Come ho ribadito alle Camere, repetita iuvant, sia l’Ambasciata che lo Stato Maggiore della Difesa israeliano erano stati informati prima e sono costanti i contatti per monitorare ogni possibile problematica. Così come ogni azione e decisione è coordinata con il ministero degli esteri”. Lo ha dichiarato, attraverso una nota, il ministro della Difesa, Guido Crosetto.

Times: "Membri Uefa favorevoli all'esclusione di Israele"

I membri dell’Uefa sono “favorevoli” all’esclusione di Israele dalle competizioni calcistiche internazionali. Lo riporta il ‘Times’, secondo cui la pressione sull’organo di calcio europeo è aumentata alla luce delle conclusioni a cui è giunta la Commissione Onu secondo cui nella Striscia di Gaza è in corso un “genocidio”. Una decisione in merito è prevista per la prossima settimana.

AP e Reuters: "Israele chiarisca sul raid che uccise cinque giornalisti"
Mariam Dagga

Reuters e Associated Press hanno chiesto a Israele di spiegare cosa sia accaduto durante l’attacco del mese scorso a un ospedale di Gaza, in cui sono rimasti uccisi cinque giornalisti, sollecitando azioni concrete per garantire che non si ripeta più. Le due agenzie, attraverso le rispettive direttrici, Alessandra Galloni e Julie Pace, hanno esortato il governo israeliano a “spiegare la morte di questi giornalisti e a compiere ogni passo necessario per proteggere chi continua a seguire questo conflitto”.

La dichiarazione è arrivata in occasione del primo mese dall’attacco. Tra le vittime figuravano cinque giornalisti: la fotoreporter Mariam Dagga, che lavorava per AP e altre testate; il cameraman di Reuters Hussam al-Masri e il freelance Moaz Abu Taha, le cui collaborazioni erano state pubblicate anche da Reuters. Nell’attacco sono morte in totale altre 17 persone. “Rinnoviamo la nostra richiesta di un resoconto chiaro da parte delle autorità israeliane e invitiamo il governo a rispettare i suoi obblighi a tutela della libertà di stampa e della protezione dei giornalisti», si legge nella nota congiunta di AP e Reuters.

“Siamo ancora devastati e indignati per la loro morte”. I giornalisti sono morti al Nasser Hospital, che le agenzie hanno ricordato essere un luogo protetto dal diritto internazionale e “ampiamente riconosciuto come cruciale per la copertura delle notizie da Gaza”. “Un episodio di tale gravità richiede una spiegazione pronta e trasparente, seguita da assunzione di responsabilità e da azioni concrete per garantire che simili attacchi non si ripetano”, prosegue la dichiarazione.

Le due agenzie avevano già inviato una lettera congiunta subito dopo l’attacco, alla quale Israele non ha risposto. L’esercito israeliano ha affermato di aver aperto un’indagine sull’accaduto. La dichiarazione delle agenzie è stata diffusa alla vigilia del discorso del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu davanti all’Assemblea generale dell’Onu.

Media, 30 morti a Gaza in attacchi Israele dall'alba

È salito ad almeno 30 palestinesi uccisi il bilancio degli attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza dall’alba. Lo riporta Al-Jazeera citando fonti ospedaliere, precisando che gli ultimi attacchi hanno colpito il campo profughi di Bureij e nel quartiere di Tal al-Hawa a Gaza City.

Media: attacchi di Israele dall'alba: almeno 30 morti a Gaza
Israel Palestinians

È salito ad almeno 30 palestinesi uccisi il bilancio degli attacchi israeliani sulla Striscia di Gaa dall’alba. Lo riporta Al-Jazeera citando fonti ospedaliere, precisando che gli ultimi attacchi hanno colpito il campo profughi di Bureij e nel quartiere di Tal al-Hawa a Gaza City. 

Attivisti rifiutano la proposta di inviare aiuti a Cipro

La delegazione italiana del Global Movement to Gaza, a nome del Comitato direttivo della Global Sumud Flotilla, “comunica alle autorità italiane di non accettare la proposta ricevuta ieri su una possibile deviazione degli aiuti in direzione Cipro, per poi farli arrivare a Gaza con il coinvolgimento del Patriarcato latino di Gerusalemme”. Ne danno notizia gli attivisti in una nota, sottolineando che “la missione rimane fedele al suo obiettivo originario di rompere l’assedio illegale e consegnare gli aiuti umanitari alla popolazione assediata di Gaza, vittima di genocidio e pulizia etnica”. “Qualsiasi attacco o ostruzione alla missione costituirebbe una grave violazione del diritto internazionale e un atto di sfida all’ordinanza provvisoria della Corte internazionale di giustizia che impone a Israele di facilitare gli aiuti umanitari verso Gaza”, avverte la delegazione italiana del Global Movement to Gaza.

Esplode auto a Tel Aviv, un ferito

Un’auto è esplosa e ha preso fuoco su un’importante arteria stradale nel sud di Tel Aviv, ferendo un uomo di 46 anni. I paramedici lo hanno trovato pienamente cosciente con lievi ferite. Lo riporta Times of Israel. La polizia e i vigili del fuoco sono sul posto per intervenire dopo l’esplosione, avvenuta in La Guardia Street, nel quartiere Yad Eliyahu della città. L’uomo ferito è stato trasportato all’ospedale Ichilov di Tel Aviv per ulteriori cure, ha dichiarato il servizio di soccorso Magen David Adom. 

Attivisti Flotilla: "Israele potrebbe attaccare in prossime 48 ore"

Gli attivisti della Global Sumud Flotilla hanno convocato una conferenza stampa mondiale di emergenza per “allertare la comunità internazionale su informazioni di intelligence attendibili che indicano che Israele probabilmente intensificherà gli attacchi violenti contro la missione nelle prossime 48 ore, potenzialmente utilizzando armi che potrebbero affondare le navi, ferire o uccidere i partecipanti”. I portavoce informeranno i giornalisti di queste minacce, presenteranno gli ultimi aggiornamenti sulla situazione della flotta in mare e lanceranno appelli urgenti ai governi e alle agenzie internazionali affinché intervengano e garantiscano il passaggio sicuro della flotta mentre lavora per rompere il blocco illegale di Israele su Gaza, afferma la Flotilla in una nota. La conferenza stampa è in programma alle 15, ora italiana. 

In Spagna sindacati annunciano sciopero per Gaza il 15 ottobre

I principali sindacati spagnoli, Ccoo e Ugt, convocheranno mobilitazioni in tutti i luoghi di lavoro il 15 ottobre “per chiedere la fine del massacro, del genocidio che si sta compiendo a Gaza”. Lo ha annunciato il segretario generale di Ccoo, Unai Sordo, parlando da Albacete, secondo quanto riportano i media iberici, spiegando che “la giornata di lotta si concretizzerà in uno sciopero parziale”. L’intenzione, ha spiegato “è quella di mettere sul tavolo il rifiuto del mondo del lavoro di quello che è un massacro, di quello che è un evento storico che passerà alla storia tra le grandi infamie che sono state commesse”. 

Crosetto: "Non c'è chi non pianga davanti a bambini morti"

“Non c’è qualcuno di noi che ha una sensibilità superiore agli altri quando guarda la morte di un bambino palestinese. Non c’è nessuno di noi che abbia la coscienza chiusa o non pianga quando vede scene come quelle che vediamo in televisione. Non c’è nessuno che non si senta provocato allo stesso modo di fronte a questo. Noi abbiamo purtroppo una limitazione della nostra possibilità di reazione come avreste voi se foste al governo. Nonostante quella limitazione abbiamo fatto tutto quello che era possibile”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso dell’informativa urgente al Senato sugli attacchi subiti dalla Global Sumud Flotilla, parlando del conflitto israelo-palestinese. 

Crosetto, aiuti portati sono 'medaglia' Italia no del governo

“Vorrei che ognuno di noi se ne facesse una medaglia dell’Italia”, “gli aiuti che abbiamo portato. Le centinaia di bambini portati in Italia, o di famiglie a curare, le tonnellate di aiuti, i mezzi usati, siamo la prima nazione occidentale. Non riconosciamolo al governo Meloni, non è un merito del governo Meloni, ma riconosciamolo come Italia che qualcosa l’abbiamo fatto. E continuiamo a farlo”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso dell’informativa urgente al Senato sugli attacchi subiti dalla Global Sumud Flotilla.

Crosetto: "Governo italiano non è corresponsabile con Netanyahu"

“Parole come ‘siete corresponsabili del genocidio’ non aiutano il Governo italiano a fare il proprio compito. Perché il presidente del Consiglio, come me e come il ministro degli Esteri Tajani non sente alcuna corresponsabilità fatta e posta in essere dal Governo Netanyahu nei confronti di Gaza e della popolazione palestinese”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso dell’informativa urgente al Senato sugli attacchi subiti dalla Global Sumud Flotilla.

M5S a Meloni: "Anche il Papa è amico di Hamas?"

“La premier Meloni ha detto che è disponibile a riconoscere lo Stato di Palestina ma non è disponibile a fare un favore ad Hamas. Tutto il mondo sta riconoscendo lo Stato della Palestina e addirittura il Papa ha sollevato questo tema dicendo che riconoscere lo Stato della Palestina in questo momento aiuta la pace. Presidente Meloni, anche il Papa è amico di Hamas?”.Così Francesco Silvestri, M5S, parlando in aula dopo l’informativa del ministro Guido Crosetto.

Quartapelle (Pd), Meloni segua Parigi e Londra

“Il diritto di navigazione e il diritto a protestare in modo pacifico sono cardini dell’ordinamento internazionale e devono essere garantiti. Quella della Flottilla è un’azione forte, significativa, con un grande impatto simbolico che raccoglie la solidarietà di tantissime persone. È un’operazione che deve potersi svolgere in modo pacifico e penso che Guido Crosetto abbia fatto bene a prendere le decisioni che ha preso. Altra cosa sono i toni usati da Giorgia Meloni: non aiutano. A tutti è richiesta responsabilità, a partire dalla premier. Forse il governo potrebbe anche fare di più: avanzare una proposta a livello europeo”. Lo afferma la parlamentare del Pd Lia Quartapelle in un’intervista al ‘Corriere della Sera’. 

Crosetto: "Nessuno può garantire sicurezza fuori da acque internazionali"

 “Il clima è preoccupante. E voglio usare questo momento per trasmettere a tutti quelli che sono a bordo delle navi che il clima è preoccupante e noi non siamo in grado, una volta usciti dalle acque internazionali, ed entrati in quelle di un altro Stato, di garantire sicurezza. Né noi, né nessun altro Paese al mondo”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso dell’informativa urgente alla Camera, sugli attacchi alla Global Sumud Flotilla e sull’evoluzione della situazione sul fronte orientale europeo.

Crosetto: "A nave 'Fasan' si aggiungera' nave 'Alpino' per tutela italiani, no per guerra a Paese amico"

A nave ‘Fasan’ “se ne aggiungerà un’altra, nave ‘Alpino’ che dispone di altre capacità casomai servissero”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso dell’informativa urgente alla Camera, sugli attacchi alla Global Sumud Flotilla e sull’evoluzione della situazione sul fronte orientale europeo. “Non è nostra intenzione muovere le nostre navi per muovere guerra a un Paese amico. Siamo lì a tutelare i cittadini italiani come quando ci sono situazioni di pericolo nel mar libico. E’ lo stesso meccanismo di tutela che parte sempre”, ha aggiunto Crosetto.  

Operazione Israele a Tammun in Cisgiordania, uccisi 2 palestinesi

Due palestinesi sono stati uccisi all’alba di oggi dopo che le forze israeliane hanno fatto irruzione nella città di Tammun, nel nord della Cisgiordania, e hanno assediato una casa nella periferia orientale. Lo riporta l’agenzia di stampa palestinese Wafa, citando fonti locali e testimoni, secondo cui il raid è iniziato poco dopo mezzanotte, quando unità speciali si sono infiltrate nella città, circondando un edificio residenziale e provocando scontri nella zona. Il ministero della Salute palestinese ha identificato le due vittime come Mohammad Qasem Suleiman, 29 anni, e Alaa Jawdat Bani Odeh, 20 anni. Wafa aggiunge che le forze israeliane si sono ritirate da Tammun dopo quasi 3 ore, portando con sé i corpi dei due giovani uccisi. 

Usb, presidio blocca petroliera con greggio destinato a Israele

“La nave Seasalvia, diretta a Taranto per rifornirsi di 30mila tonnellate di greggio destinato all’aviazione militare israeliana, non entrerà in porto. È questo il risultato del presidio organizzato ieri dall’USB e dai Cobas davanti al porto mercantile di Taranto, oltre che da tante altre realtà sociali che si sono autoconvocate nella stessa piazza con l’ obiettivo comune di fermare la nave e, con essa, la logistica di guerra che alimenta il massacro del popolo palestinese”. Lo rende noto l’Usb Taranto con una nota.”È stato il comandante della Capitaneria di porto di Taranto – si legge ancora – a riferire ai manifestanti l’annullamento delle autorizzazioni per l’attracco della nave comunicato dall’ENI, responsabile dell’area di ormeggio e delle operazioni di carico del greggio.Resta ancora incerta la nuova destinazione della nave e il rischio che possa portare a termine altrove la propria missione. Da questo punto di vista, sarà fondamentale tenere alta l’ attenzione a Taranto come in tutti gli altri porti e, in generale, negli snodi logistici del Paese. È quanto avviene già da tempo sotto l’ esempio dei portuali di Genova, Livorno, Ravenna che hanno indicato la strada per bloccare gli ingranaggi della complicità e da cui è partito il segnale per lo sciopero generale del 22 settembre scorso che ha visto centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici incrociare le braccia e manifestare insieme ad un intero popolo per fermare il genocidio, difendere la Flotilla e la sua missione di umanità e denunciare il sistema economico e politico che alimenta l’orrore.Blocchiamo tutto è l’ impegno che abbiamo preso. Anche Taranto ieri ha fatto la sua parte”.

Oggi atteso discorso di Abbas all'Onu tramite vide-messaggio

È atteso per oggi all’Assemblea generale delle Nazioni Unite in corso a New York l’intervento del presidente palestinese Mahmoud Abbas, che avverrà tramite un video-messaggio dopo che l’amministrazione del presidente Usa Donald Trump ha negato i visti ai delegati palestinesi, di fatto non permettendo loro di partecipare presenzialmente alla riunione. Lo scorso 29 agosto il dipartimento di Stato Usa aveva annunciato che avrebbe negato e revocato i visti ai membri dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (Olp) e dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) adducendo motivi di sicurezza nazionale, affermando che non avevano rispettato impegni presi in passato e che avevano “compromesso le prospettive di pace”. L’intervento tramite video-messaggio è stato reso possibile dal tatto che l’Assemblea generale dell’Onu venerdì scorso, il 19 settembre, ha approvato una risoluzione che lo permette.

Media: "15 morti a Gaza in raid Israele dall'alba"

È di 15 palestinesi uccisi il bilancio dei raid aerei israeliani che hanno colpito dall’alba la Striscia di Gaza. Lo riferisce Al-Jazeera, citando fonti ospedaliere.

Idf, sergente ucciso da cecchino a Gaza City

Un soldato dell’Idf è stato ucciso ieri in un attacco di cecchini di Hamas nella città di Gaza, secondo quanto annunciato dall’esercito israeliano. Lo riporta il Times of Israel. Il soldato ucciso è il sergente maggiore Chalachew Shimon Demalash, 21 anni, del 932° battaglione della brigata Nahal, originario di Beersheba. Secondo una prima indagine dell’Idf, il soldato era di guardia in un accampamento dell’esercito quando è stato colpito dal fuoco di un cecchino. La sua morte porta a due il numero delle vittime dell’Idf nella nuova offensiva a Gaza City. 

Netanyahu: "All'Onu dirò la nostra verità"

Prima di imbarcarsi sull’aereo diretto a New York, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto ai giornalisti che intende denunciare i leader mondiali che questa settimana hanno riconosciuto lo Stato palestinese durante il suo discorso di venerdì all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Lo riporta il Times of Israel. “All’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dirò la nostra verità: la verità sui cittadini di Israele, la verità sui nostri soldati dell’IDF e la verità sul nostro Paese”, ha dichiarato Netanyahu sulla pista dell’aeroporto Ben Gurion. ”Denuncerò quei leader che, invece di condannare gli assassini, gli stupratori e i piromani, vogliono dare loro uno Stato nel cuore della Terra di Israele. Questo non accadrà”, ha affermato il premier israeliano. “A Washington incontrerò per la quarta volta il presidente Trump e discuterò con lui delle grandi opportunità che le nostre vittorie hanno portato, nonché della necessità di portare a termine gli obiettivi della guerra: riportare a casa tutti i nostri ostaggi, sconfiggere Hamas ed espandere il cerchio di pace che si è aperto dopo la storica vittoria nell’operazione ‘Rising Lion’ (contro l’Iran) e altre vittorie che abbiamo ottenuto”, ha continuato Netanyahu, che lunedì incontrerà Trump alla Casa Bianca. 

© Riproduzione Riservata