Gaza, uccisi palestinesi in coda per gli aiuti – La diretta

Gaza, uccisi palestinesi in coda per gli aiuti – La diretta
An Israeli flag waves over debris in an area of the Gaza Strip, as seen from southern Israel, Tuesday, Aug. 26, 2025. (AP Photo/Maya Levin) Associated Press/LaPresse

Continua la coda di gazawi in fuga da Gaza City

Almeno 18 palestinesi sono stati uccisi dagli attacchi delle forze israeliane a Gaza dall’alba di oggi. Tra loro, 13 persone erano in attesa di aiuti alimentari.

Medio Oriente, tutte le ultime notizie
Tutte le notizie di oggi, 31 agosto 2025, sulla guerra a Gaza.
Inizio diretta: 31/08/25 09:00
Fine diretta: 31/08/25 22:00
Ministro Esteri Israele ha informato Rubio sul tema Cisgiordania

Il Ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha informato il suo omologo statunitense Marco Rubio che l’applicazione della sovranità israeliana sui territori della Cisgiordania è in discussione in Israele e che il governo sta preparando il terreno per tale iniziativa nei prossimi mesi. Lo riferisce il Jerusalem Post. I due hanno discusso la questione durante il loro incontro a Washington, la scorsa settimana. 

Idf: "Colpiremo leader Hamas anche all'estero"

“La maggior parte dei leader di Hamas rimasti al potere si trova all’estero, ma raggiungeremo anche loro”. È l’avvertimento del capo di Stato maggiore dell’Idf, Eyal Zamir, dopo che Israele ha ucciso il premier Houthi in Yemen e il portavoce del braccio armato di Hamas, Abu Obeida. “L’Idf sta agendo in modo offensivo, con iniziativa e superiorità operativa in tutti i campi e in ogni momento”, ha affermato Zamir in una riunione di cui riferisce il Times of Israel. L’attacco contro il portavoce di Hamas Hudayfa Samir Abdallah al-Kahlout, più comunemente noto come Abu Obeida, “si aggiunge a una serie di attacchi significativi dell’Idf in Yemen, Libano, Siria e altri teatri”, ha continuato Zamir, aggiungendo che “questa non è la fine”. 

Piano Usa per 'Gaza Riviera': incentivi a palestinesi per andare via

All’interno dell’amministrazione americana di Donald Trump circola un piano post guerra per costruire una ‘Riviera del Medioriente’ sulle macerie di Gaza, modellato sulla promessa di Donald Trump di prendere il controllo della Striscia: il piano la trasformerebbe in un territorio sotto amministrazione fiduciaria degli Stati Uniti per almeno 10 anni, scintillante località turistica e polo tecnologico e manifatturiero high-tech. È quanto rivela in esclusiva il Washington Post (WP), che cita un prospetto di 38 pagine che ha potuto visionare da cui risulta che ci sarebbe un trasferimento temporaneo di tutti gli oltre 2 milioni di abitanti di Gaza attraverso quelle che vengono definite partenze “volontarie” verso un altro Paese o verso zone riservate e sicure all’interno dell’enclave durante la ricostruzione. Secondo una delle proposte, ai palestinesi verrebbero pagati incentivi per andare via. In particolare, a coloro che possiedono terreni verrebbe offerto un token digitale in cambio dei diritti di riqualificazione delle loro proprietà, da utilizzare per finanziare una nuova vita altrove o eventualmente riscattabile per un appartamento in una delle sei-otto nuove “città intelligenti alimentate dall’intelligenza artificiale” che dovrebbero essere costruite a Gaza, scrive il WP. Ogni palestinese che scegliesse di andare via riceverebbe un pagamento in contanti di 5mila dollari e sussidi per coprire 4 anni di affitto altrove, oltre a un anno di cibo. Il piano stima che ogni partenza individuale da Gaza consentirebbe al fondo di risparmiare 23mila dollari, rispetto al costo degli alloggi temporanei e di quelli che definisce servizi di “sostegno vitale” nelle zone sicure per coloro che rimangono.

Denominata ‘Gaza Reconstitution, Economic Acceleration and Transformation Trust’, o ‘GREAT Trust‘, la proposta è stata elaborata da alcuni degli stessi israeliani che hanno creato e avviato la Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), sostenuta dagli Stati Uniti e da Israele, che ora distribuisce cibo all’interno dell’enclave, scrive ancora il Washington Post, mentre la pianificazione finanziaria è stata curata da un team che all’epoca lavorava per il Boston Consulting Group. Persone che hanno familiarità con la pianificazione del trust e con le deliberazioni dell’amministrazione sul post guerra a Gaza hanno parlato di questo argomento delicato a condizione di rimanere anonime, sottolinea il giornale. La Casa Bianca ha rinviato le domande al dipartimento di Stato, che ha rifiutato di commentare.

 

Raid Houthi in sedi Wfp e Unicef, arrestato almeno un membro staff

Gli Houthi sostenuti dall’Iran hanno fatto irruzione oggi negli uffici delle agenzie Onu per l’alimentazione e l’infanzia, il World Food Programme (Wfp) e l’Unicef, nella capitale dello Yemen Sanaa, arrestando almeno un dipendente dell’Onu. Abeer Etefa, portavoce del Wfp, ha riferito ad Associated Press che domenica mattina le forze di sicurezza hanno fatto irruzione negli uffici delle agenzie a Sanaa, controllata dagli Houthi. Secondo quanto riferito da un funzionario delle Nazioni Unite e da un funzionario Houthi, inoltre, sono stati perquisiti anche gli uffici dell’Unicef. Ammar Ammar, portavoce dell’Unicef, ha affermato che c’è “una situazione in corso” relativa ai loro uffici a Sanaa, ma non ha fornito altri dettagli. Il funzionario delle Nazioni Unite ha affermato che sono stati persi i contatti con diversi altri membri del personale del Wfp e dell’Unicef e che probabilmente anche loro sono stati arrestati. 

Katz conferma uccisione portavoce Hamas Abu Obeida

Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha annunciato che Abu Obeida, portavoce del braccio armato di Hamas, le Brigate al-Qassam, è stato ucciso a Gaza. La conferma è giunta dopo che una fonte palestinese aveva riferito ad Al-Arabiya dell’uccisione. “Il portavoce del terrorismo di Hamas, Abu Obeida, è stato eliminato a Gaza e mandato a incontrare tutti i membri frustrati dell’asse del male provenienti da Iran, Gaza, Libano e Yemen, nel profondo dell’inferno”, ha scritto Katz su X. “Congratulazioni alle Forze di Difesa israeliane e allo Shin Bet per la perfetta esecuzione. Presto, con l’intensificarsi della campagna contro Gaza, incontrerà molti altri dei suoi complici: assassini e stupratori di Hamas”, ha scritto ancora. 

Salgono a 30 i morti a Gaza in attacchi Israele dall'alba

È salito ad almeno 30 morti a Gaza il bilancio degli attacchi israeliani che hanno colpito la Striscia dall’alba. Lo riporta Al-Jazeera, precisando che fra le vittime ci sono almeno 16 persone che erano in attesa di aiuti umanitari. 

Netanyahu conferma raid su portavoce Hamas: "Non sappiamo esito"

 Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha confermato che ieri Israele ha preso di mira il portavoce di Hamas Abu Obeida, ma ha precisato che Israele non sa ancora se sia stato ucciso. “Lo Shin Bet e l’Idf hanno colpito il portavoce di Hamas, il portavoce dell’organizzazione malvagia e assassina, Abu Obeida”, ha affermato durante la riunione settimanale del Gabinetto. “Non conosciamo ancora l’esito finale, spero che non sia più tra noi, ma noto che non c’è nessuno che ne parla da parte di Hamas”, ha aggiunto ironicamente. “Quindi le prossime ore e i prossimi giorni ci diranno”, ha concluso. Il Times of Israel rilancia fonti israeliane citate da altri media che hanno espresso un cauto ottimismo sull’esito dell’attacco.

Gaza, 88 morti e 421 feriti in ultime 24 ore

È di 88 morti, fra cui 30 persone che erano in cerca di aiuti umanitari, e 421 feriti il bilancio degli attacchi israeliani delle ultime 24 ore nella Striscia di Gaza. Lo riferisce il ministero della Sanità di Gaza nel suo aggiornamento quotidiano, precisando che questo porta il bilancio totale delle vittime dall’inizio della guerra a 63.459 morti e 160.256 feriti. 

Israele: "Nessuna possibilià di tregua temporanea"

Il ministro della Cultura israeliano Miki Zohar, in vista della riunione di governo di oggi, ha dichiarato a Channel 12 che un accordo di cessate il fuoco temporaneo per il rilascio degli ostaggi israeliani detenuti a Gaza “non è all’ordine del giorno”. Lo riporta il Times of Israel. “C’è una chiara decisione dello Stato di Israele, e a mio parere potrebbe essere espressa in modo più chiaro nei prossimi giorni: solo un accordo completo”, ha dichiarato Zohar ieri sera a Channel 12. “Non c’è più la possibilità di un accordo parziale. Israele ha deciso che un accordo parziale non è all’ordine del giorno. L’unica cosa all’ordine del giorno è la fine della guerra, insieme, ovviamente, al rientro di tutti gli ostaggi e alla smilitarizzazione della Striscia”.I commenti di Zohar giungono due settimane dopo che Hamas ha dichiarato di aver accettato le linee generali di un accordo di cessate il fuoco di 60 giorni che vedrebbe il rilascio di 10 prigionieri israeliani ancora vivi, dei 48 ostaggi ancora detenuti da gruppi terroristici a Gaza, almeno 20 dei quali si ritiene siano ancora vivi da parte di Israele.

Sette morti per fame in 24 ore

Nelle ultime 24 ore nella Striscia di Gaza sono morte 7 persone “a causa di carestia e malnutrizione”. Lo riferisce il ministero della Sanità di Gaza, precisando che questo porta a 339 il totale dei palestinesi morti a Gaza per fame e malnutrizione dall’inizio della guerra, fra cui 124 bambini. Il ministero precisa che, da quando l’Ipc ha dichiarato lo stato di carestia nella zona di Gaza City il 22 agosto scorso, sono stati registrati 61 decessi fra cui 9 bambini.

Il primo ministro Ahmed Ghaleb al-Rahwi del governo yemenita guidato dagli Houthi è stato ucciso

 Ieri l’esercito israeliano (Idf) ha confermato che il primo ministro Ahmed Ghaleb al-Rahwi del governo yemenita guidato dagli Houthi è stato ucciso insieme a diversi funzionari militari del gruppo e gli Houthi hanno promesso di vendicarsi. 

Medioriente: riunione Gabinetto Israele oggi in luogo sicuro

Si svolgerà in un luogo sicuro alternativo non noto la riunione settimanale del Gabinetto israeliano in programma per oggi, dopo che Israele ha assassinato il premier Houthi in Yemen e secondo Al Arabiya avrebbe ucciso il portavoce del braccio militare di Hamas, le Brigate Qassam, Abu Obeida. Lo riporta l’emittente israeliana Kan.

18 palestinesi uccisi a Gaza dall'alba, 13 in fila per aiuti

Almeno 18 palestinesi sono stati uccisi dagli attacchi delle forze israeliane a Gaza dall’alba di oggi. Tra loro, 13 persone erano in attesa di aiuti alimentari. Lo riferisce Al Jazeera. I palestinesi continuano a fuggire dalla parte settentrionale di Gaza City e dalle aree circostanti, mentre l’esercito israeliano intensifica gli attacchi nell’ambito di un piano per conquistare la città e cacciare via un milione di persone.

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