Ucraina-Russia, le notizie del 25 agosto 2025: si allontana bilaterale Putin-Zelensky. La diretta

Ucraina-Russia, le notizie del 25 agosto 2025: si allontana bilaterale Putin-Zelensky. La diretta
Il presidente Donald Trump incontra il presidente russo Vladimir Putin in Alaska

Non si placano intanto le polemiche politiche sulle parole di Salvini contro Macron

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L’Italia pensa di inviare aiuti per lo sminamento del territorio in caso di pace.

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Sembra allontanarsi l’ipotesi di un bilaterale Putin-Zelensky, Lavrov per il momento lo esclude. Berlino al fianco di Kiev. Non si è ancora esaurita la polemica per le parole di Matteo Salvini su Macron.
Inizio diretta: 25/08/25 09:00
Fine diretta: 25/08/25 22:00
Trump torna ad attaccare Zelensky: "Un venditore"

Donald Trump, sempre parlando con i giornalisti nello Studio Ovale, è tornato ad attaccare Zelensky accusandolo di essere stato “il più grande venditore” del mondo. “Ogni volta che se ne andava dalla Casa Bianca si portava via milioni di dollari“, ha detto. “Non paghiamo più un soldo all’Ucraina, anzi è proprio il contrario”, ha sottolineato, “non spendiamo più soldi per l’Ucraina. Ora vendiamo armi alla Nato“.

Trump: "Putin e Zelensky dovrebbero incontrarsi"

 Putin e Zelensky “secondo me, dovrebbero incontrarsi prima che io abbia un incontro e probabilmente concluda un accordo”. Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, parlando con i giornalisti nello Studio Ovale della Casa Bianca. “Bisogna essere in due per ballare il tango, lo dico sempre”, ha aggiunto Trump. 

Zelensky: "Spingere Mosca a veri negoziati"

 Nell’incontro con l’inviato Usa Keith Kellogg, “abbiamo discusso di come possiamo influenzare i russi, costringerli a impegnarsi in veri negoziati e porre fine alla guerra. Sanzioni, dazi: tutto deve rimanere all’ordine del giorno. Siamo pronti a impegnarci in un formato di leader. Questo è il formato necessario per risolvere le questioni chiave. Ora, la stessa prontezza è necessaria da parte di Mosca”. Lo riferisce su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.”La cooperazione militare è importante sia per l’Ucraina che per gli Stati Uniti, e ci sono due grandi opportunità: un accordo sull’approvvigionamento di armi e un accordo sui droni, che potrebbero rafforzare significativamente i nostri arsenali – aggiunge il leader ucraino -. Stiamo mantenendo lo slancio nel nostro lavoro all’interno del PURL. Questo è uno strumento importante per l’approvvigionamento di equipaggiamento americano finanziato dai partner, e ora stiamo lavorando attivamente per coinvolgere altri paesi”. “E, naturalmente, il percorso umanitario. Il ritorno di tutti i bambini rapiti. Ci auguriamo vivamente che l’America, il Presidente e la First Lady degli Stati Uniti continuino a impegnarsi personalmente per riportare indietro tutti i bambini rapiti illegalmente dalla Russia”, conclude Zelensky. 

Zelensky vede Kellogg: "Team al lavoro a garanzie di sicurezza"

 “Ho avuto un buon incontro con l’Inviato Speciale Presidenziale degli Stati Uniti, il Generale Keith Kellogg. L’Ucraina è profondamente grata agli Stati Uniti per il loro sostegno, e apprezziamo che il Presidente Trump sia così determinato a raggiungere una vera pace. È molto importante realizzare tutti i risultati—politici, di difesa ed economici—che sono stati raggiunti durante il nostro incontro insieme ai leader europei a Washington”. Lo riferisce su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Senza dubbio, è stato un Vertice di successo, una dimostrazione di vera unità tra Europa e America. L’Ucraina, come sempre, sta unendo il mondo. Apprezziamo la disponibilità degli Stati Uniti a far parte dell’architettura di sicurezza per l’Ucraina, e i nostri team stanno lavorando attivamente per modellarla. Ci aspettiamo che le basi chiave della sicurezza vengano definite a breve”, aggiunge.

Trump: "Putin non vuole incontrare Zelensky perché non gli piace"

 Il presidente russo, Vladimir Putin, non vuole incontrare Volodymyr Zelensky “perché non gli piace”. Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, rispondendo alla domanda di un giornalista nello Studio Ovale della Casa Bianca. “Non si piacciono”, ha poi proseguito il tycoon, ripetendo che se alla Casa Bianca ci fosse stato lui la guerra in Ucraina non ci sarebbe stata. 

Trump: "Non discussi dettagli garanzie sicurezza ma Usa coinvolti"

 “Non abbiamo discusso i dettagli delle garanzie di sicurezza. Vedremo. L’Europa fornirà” a Kiev “garanzie di sicurezza significative, noi saremo coinvolti dal punto di vista del supporto”. Così il presidente Usa, Donald Trump, parlando con i giornalisti nello Studio Ovale della Casa Bianca. “Penso che se arriviamo a un accordo, e penso che ci arriveremo, se otteniamo un accordo non credo che avremo problemi, ma li sosterremo perché voglio smettere di vedere persone che vengono uccise”, ha aggiunto Trump. 

Nel corso del discorso, Trump ha voluto precisare che “non paghiamo più un soldo all’Ucraina”. “Anzi è proprio il contrario”, ha detto, “non spendiamo più soldi per l’Ucraina. Ora vendiamo armi alla Nato”.

Trump: "Ho parlato di nuovo con Putin, buona conversazione"

 Il presidente Usa, Donald Trump, rispondendo alla domanda di una giornalista che chiedeva se avesse parlato di nuovo con Vladimir Putin da lunedì scorso, ha risposto di sì. “Sì”, ha detto. “Ogni conversazione che ho con lui è una buona conversazione”, ha detto Trump. “ma poi purtroppo viene lanciata una bomba su Kiev o da qualche altra parte e io mi arrabbio molto”, ha aggiunto, concludendo però pensa “che riusciremo a porre fine alla guerra”. “Il fatto che Putin sia andato in Alaska, nel nostro Paese, penso sia stata una dichiarazione importante, che dimostra la sua volontà di risolvere la questione. Non è stato facile per lui andare in Alaska, capisci, venire qui. Ma il fatto che si sia presentato è stato un grande successo. È stata una giornata molto positiva anche per altri motivi, perché, come sapete, stiamo parlando anche di missili, di armi nucleari, stiamo parlando di molte cose diverse”, ha detto ancora. 

Zelensky: "Non vedo concessioni da parte della Russia"

Le promesse delle autorità russe di porre fine all’occupazione dell’Ucraina in cambio della resa delle regioni di Donetsk e Luhansk non sono concessioni. Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky prima di un incontro con il vice cancelliere e ministro delle finanze tedesco Lars Klingbeil. Lo riporta Interfax-Ukraine. “Per quanto riguarda le concessioni della Russia, non ne sono a conoscenza. Non considero le dichiarazioni fatte dalla parte russa – ovvero che sono pronti a non impadronirsi di altre terre dell’Ucraina – come concessioni. Non credo che sia una concessione nemmeno la proposta di ritirarci dai territori che la Russia non controlla”, ha osservato Zelensky.

Zelensky: "Nel fine settimana incontro tra delegazioni Usa e Kiev "

Alla fine della settimana una delegazione ucraina terrà una serie di incontri con gli alleati americani per elaborare un piano di base per le garanzie di sicurezza. Lo ha annunciato il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky durante una conferenza stampa congiunta con il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store a Kiev, citato da Rbc Ukraine. Zelensky incontrerà oggi l’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti, Keith Kellogg, “per approfondire l’argomento e per sviluppare i preparativi per un possibile futuro incontro con la parte russa”, ha spiegato il presidente ucraino

Fra giornalisti uccisi c'è Mariam Dagga di AP

Fra i 4 giornalisti uccisi nell’attacco di oggi all’ospedale Nasser c’è Mariam Dagga, 33 anni, che dall’inizio della guerra a Gaza collaborava come freelance con Associated Press, oltre che con altri media; inoltre Al-Jazeera ha confermato che il suo giornalista Mohammed Salam è stato ucciso e Reuters ha riferito che il suo cameraman Hussam al-Masri è stato ucciso e il suo fotografo Hatem Khaled è rimasto ferito. Secondo quanto riporta Al-Jazeera, il quarto giornalista ucciso sarebbe Moaz Abu Taha di Nbc. “Al Jazeera Media Network condanna con la massima fermezza questo orribile crimine commesso dalle forze di occupazione israeliane, che hanno preso di mira e assassinato direttamente dei giornalisti nell’ambito di una campagna sistematica volta a mettere a tacere la verità. La campagna in corso da parte dell’occupazione israeliana contro i giornalisti ha violato tutte le norme e le leggi internazionali, costituendo un crimine di guerra ai sensi dello Statuto di Roma e delle Convenzioni di Ginevra, che vietano entrambi severamente di prendere di mira deliberatamente civili e giornalisti nelle zone di conflitto”, afferma ancora l’emittente nella sua dichiarazione.

“Il senso di impunità prevalente in Israele, insieme alla sua determinazione a mettere a tacere i giornalisti per nascondere i suoi continui crimini a Gaza, tra cui il genocidio e la carestia che sta devastando la Striscia, dimostra una chiara intenzione di seppellire la verità”, aggiunge Al-Jazeera. “Nonostante gli attacchi incessanti, Al Jazeera rimane determinata a fornire una copertura in diretta del genocidio israeliano a Gaza dagli ultimi 23 mesi, con le autorità di occupazione che impediscono ai media internazionali di entrare per riferire sulla guerra. Questi crimini sistematici contro i giornalisti richiedono una risposta forte da parte della comunità internazionale e di tutti i governi interessati. Sono necessarie misure urgenti ed efficaci per proteggere i giornalisti, i civili e il diritto fondamentale all’informazione”, afferma l’emittente. “Coloro che ricoprono posizioni di leadership globale hanno la responsabilità morale e giuridica di porre fine all’uccisione deliberata di giornalisti, di salvaguardare i diritti umani fondamentali, che stanno subendo un regresso e un deterioramento allarmanti, e di difendere la libertà di stampa”, conclude. 

Al-Jazeera: "Da Israele un altro crimine contro nostro giornalista"

“Il sangue dei nostri giornalisti martiri a Gaza non si è ancora asciugato che le forze di occupazione israeliane hanno commesso un altro crimine contro il cameraman di Al Jazeera Mohammed Salama, insieme ad altri tre fotoreporter”. Lo dichiara Al Jazeera Media Network in un comunicato pubblicato sul sito dell’emittente, dopo che un attacco israeliano ha colpito l’ospedale Nasser di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, provocando secondo il ministero della Sanità di Gaza 20 morti, fra cui 4 giornalisti. Il riferimento ai precedenti è al fatto che solo 2 settimane fa, il 10 agosto, un altro giornalista di Al-Jazeera, il corrispondente Anas al-Sharif, era stato ucciso da Israele, che ha accusato al-Sharif di essere a capo di una cellula di Hamas, accusa che Al Jazeera e lo stesso al-Sharif avevano già respinto come infondata. Nella dichiarazione di oggi, Al Jazeera Media Network ha chiesto “di esercitare pressioni internazionali e di agire immediatamente per impedire che la voce di Gaza venga messa a tacere attraverso l’uccisione sistematica dei suoi giornalisti sotto gli occhi del mondo intero”. 

Tajani: "Giornalisti a Gaza devono poter fare il loro lavoro"

“Crediamo che la libertà di stampa sia da garantire ed è giusto che i giornalisti possano compiere il loro lavoro anche nella Striscia di Gaza”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, dopo aver incontrato Papa Leone XIV in Vaticano. Il titolare della Farnesina ha aggiunto che non si è parlato invece della possibile occupazione di Gaza City da parte dell’esercito israeliano. “Abbiamo parlato generalmente di pace ribadendo il nostro impegno per la tutela dei cristiani”, ha aggiunto. 

Premier norvegese Store in visita a Kiev

Il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store è giunto in visita in Ucraina. Lo ha reso noto con un post su X dove vengono ritratti insieme il ministro degli Esteri di Kiev, Andrii Sybiha che ha definito la Norvegia “uno dei nostri alleati più stretti”. Store incontrerà il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. 

Tajani: "Grande fiducia in Papa Leone XIV per la pace Città del Vaticano"

“Ringrazio il Santo Padre di aver accettato la mia richiesta di poterlo incontrare per un’udienza anche con la mia famiglia. Nell’incontro ho ribadito l’impegno dell’Italia per la pace in Medioriente, Ucraina e abbiamo parlato anche della situazione in Sudan. Di tutte le guerre che ci sono nel mondo e dell’importanza che deve avere per ognuno di noi per l’impegno per la pace. Ho grande fiducia in questo Pontefice, una guida spirituale per i cristiani, ma non soltanto”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, uscendo dal Vaticano dopo essere stato ricevuto in udienza da Papa Leone XIV. Alla domanda se si è parlato di una possibile mediazione del Vaticano per l’Ucraina, Tajani ha risposto: “Non ne abbiamo parlato. Abbiamo parlato in generale della pace”.

Ucraina, Sybiha a Ungheria: "Non c'è bisogno di dire a Zelensky cosa deve fare"

Il ministro degli Esteri ucraino Andrij Sybiha ha risposto alle dichiarazioni del capo della diplomazia ungherese Péter Szijjártó, che aveva invitato il presidente Volodymyr Zelensky a “smettere di minacciare l’Ungheria” in relazione alla vicenda dell’oleodotto Druzhba. “Risponderò alla maniera ungherese.Non c’è bisogno di dire al presidente ucraino cosa deve fare, cosa deve dire e quando. Lui è il presidente dell’Ucraina, non dell’Ungheria”, ha scritto Sybiha su X. “La sicurezza energetica dell’Ungheria è nelle vostre mani. Diversificatevi e diventate indipendenti dalla Russia, come ha fatto il resto d’Europa”.

Lo scorso 21 agosto il presidente Zelensky ha dichiarato di essersi rivolto al presidente statunitense Donald Trump chiedendogli di fare pressioni sul premier ungherese Viktor Orbán affinché non bloccasse l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea. Il giorno dopo Budapest ha dichiarato che l’oleodotto Druzhba, al confine tra Russia e Bielorussia, era stato “attaccato per la terza volta in breve tempo”. Successivamente Szijjártó ha esortato Zelensky a “smettere di minacciare l’Ungheria” dopo che quest’ultimo aveva lasciato intendere un collegamento tra i raid contro l’oleodotto Druzhba e la posizione di Budapest sull’adesione dell’Ucraina all’Ue.

Renzi: "Sarebbe servito inviato europeo"
Senato - Informativa del ministro Salvini sulla situazione della rete ferroviaria nazionale

“Quando c’è di mezzo Trump, tutto è imprevedibile. Gli Stati uniti di Trump ci hanno abituato a repentini cambi di posizione su tutto, da Zelensky a Putin. Penso che così come gli entusiasmi erano smodati dopo l’Alaska, sia da evitare la preoccupazione di oggi. Può succedere di tutto: questa vicenda o si risolve con la politica e la diplomazia, o non si risolve per nulla. Io ho votato a favore dell’invio di armi all’Ucraina convintamente: senza il nostro sostegno la Russia sarebbe già a Kiev. Ma sarebbe servito, e l’ho sempre detto, anche un inviato europeo che costruisse le condizioni per la pace. Non sappiamo cosa accadrà a fronte dell’imprevedibilità degli scenari”. Così il leader di Iv, Matteo Renzi in un’intervista a La Repubblica. 

Mosca: "Distrutti 21 droni di Kiev"

I sistemi di difesa aerea russi hanno intercettato e distrutto 21 droni ucraini durante la notte nei cieli della Russia, tra cui due diretti a Mosca. Lo ha riferito il ministero della Difesa russo, citato dalla Tass.

Lavrov: "Zelensky non può firmare accordo di pace perché illegittimo"

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha affermato che il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy non ha la legittimità necessaria per firmare documenti legali con la Russia.

“Lo riconosciamo come il capo de facto del regime. E in tale veste, siamo pronti a incontrarlo. Ma per quanto riguarda la firma di documenti legali… Quando arriveremo al punto in cui firmeremo i documenti, ci dovrà essere una chiara consapevolezza da parte di tutti che la persona che firmerà questi documenti ha legittimità. Secondo la Costituzione Ucraina, il signor Zelensky attualmente non ne ha”, ha dichiarato Lavrov in una intervista alla Nbc. “Non possiamo tenere un incontro solo perché Zelensky abbia una buona immagine e possa dire: ‘Guardate, sono legittimo’. La legittimità è un’altra questione. Perché, indipendentemente da quando un incontro del genere possa aver luogo, e deve essere preparato molto bene, la questione di chi firmerà un accordo da parte dell’Ucraina è una questione molto seria”, ha aggiunto.”Non è previsto alcun incontro”, ha detto Lavrov al programma “Meet the Press”. Il vertice per porre fine alla guerra avrà luogo solo se avrà un “programma presidenziale” gradito a Putin, ha affermato, ma tale programma “non è affatto pronto”.

Berlino: "Putin non deve illudersi che nostro sostegno a Kiev possa crollare"

Il vice cancelliere tedesco Lars Klingbeil è arrivato a Kiev in treno lunedì mattina per una serie di incontri con alti funzionari statali ucraini, tra cui uno scambio di battute con il presidente Volodymyr Zelenskyy presso la sua residenza ufficiale. “In stretto coordinamento con il Cancelliere federale, cercherò di discutere su come la Germania possa sostenere al meglio l’Ucraina in un eventuale processo di pace”, ha detto il presidente dell’SPD. Quanto al riferimento all’impegno della Germania a mantenere la sua assistenza militare e finanziaria, Klingbeil, come riporta Zdf, ha aggiunto: “Putin non deve illudersi che il nostro sostegno all’Ucraina possa crollare. Al contrario: restiamo il secondo maggiore sostenitore dell’Ucraina al mondo e il maggiore in Europa”.

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