Continuano i combattimenti tra l'esercito e i ribelli dell'M23. I ribelli hanno preso il controllo dell'aeroporto

In Congo gli scontri a fuoco sono ripresi intensamente la mattina di martedì 28 gennaio, poco prima delle 6.30 ora locale, nei quartieri della zona est della città di Goma: a Biréré, a Bujovu, molto vicino all’aeroporto. Militari delle forze armate congolesi si trovano nella zona dell’aeroporto, mentre i ribelli della M23 controllano aree della parte occidentale. Alcune zone della città rimangono inaccessibili agli osservatori indipendenti e agli operatori umanitari, quindi è difficile mappare gli equilibri di potere. La connessione internet e le comunicazioni via radio sono state interrotte. Alcuni quartieri sono senza acqua ed elettricità. Negozi e farmacie sono chiusi

I ribelli dell’M23, sostenuti dal Ruanda, hanno preso il controllo dell’aeroporto di Goma, città a est del Congo da giorni segnata da violenti scontri. Lo afferma una fonte dell’intelligence francese alla Cnn.

Croce Rossa: “Rischio diffusione ebola da laboratorio”

Il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) ha avvertito dei rischi di diffusione di virus, tra cui l’ebola, da un laboratorio a Goma, a causa dei violenti combattimenti in corso. La Croce Rossa “è molto preoccupata per la situazione all’interno del laboratorio dell’Istituto nazionale di ricerca biomedica” e invita a “conservare i campioni che potrebbero essere interessati dagli scontri e che potrebbero causare conseguenze inimmaginabili se i ceppi batteriologici, compreso il virus ebola, dovesse diffondersi”, ha affermato il direttore regionale della CICR, Patrick Youssef, durante una conferenza stampa a Ginevra.

 

Onu: “Ospedali sono sopraffatti, ci sono cadaveri per le strade”

Secondo i dipendenti dell’Onu sul posto, gli ospedali di Goma “sono sopraffatti” dai feriti e “molti corpi” sono sparsi per le strade della città . “Gli ospedali sono sopraffatti. Attualmente ci sono centinaia di persone in ospedale, la maggior parte ricoverate con ferite da arma da fuoco“, ha detto Adelheid Marschang, coordinatrice della risposta alle emergenze dell’Oms per la Repubblica Democratica del Congo, durante una riunione a Ginevra. “Purtroppo abbiamo registrato molti casi, finora, stiamo cercando di fare quello che possiamo, per selezionare coloro che possono ancora essere salvati”, ha aggiunto.

Assaltate ambasciate a Kinshasa

Diverse ambasciate straniere a Kinshasa, in Congo, sono state prese d’assalto dai manifestanti che protestano per l’avanzata dei ribelli del M23 a Goma, città nell’est del paese. Tra queste ci sono quelle di Ruanda, Francia e Belgio. Anche le ambasciate di Kenya e Uganda sono state attaccate, secondo i giornalisti dell’Associated Press presenti sul posto. La polizia ha lanciato gas lacrimogeni contro i manifestanti mentre marciavano verso le ambasciate a Kinshasa, saccheggiando o appiccando incendi a parti degli edifici. “L’ambasciata francese a Kinshasa è stata attaccata questa mattina dai manifestanti, che hanno provocato un incendio che ora è stato domato. Questi attacchi sono inaccettabili”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot. “Stiamo facendo tutto il possibile per garantire la sicurezza dei nostri agenti e dei nostri cittadini”, ha aggiunto.

 

Un testimone: “Ho paura a uscire di casa a Kinshasa”

“Io in questo momento sono a Kinshasa e ho timore a uscire di casa per quelle che possono essere le ripercussioni su un bianco. C’è un’aria molto pesante qui in città, oggi ci sono state manifestazioni di appoggio all’armata congolese contro gli aggressori dell’M23. Questo si è concretizzato in azioni con atti vandalici anche nei confronti di negozi e delle ambasciate come quelli contro l’ambasciata ruandese, quella ugandese e quella francese e con il tentativo di bruciare copertoni davanti all’ambasciata americana”. Così a LaPresse don Davide Marcheselli, missionario italiano in Congo sulla situazione nel Paese.”Gli eventi fondamentali si svolgono a Goma – continua don Marcheselli – che non sembra essere in pieno possesso dell’armata congolese che è sostenuta da movimenti popolari e altre armate come quella dei sudafricani e dal Rwanda. Nelle ultime giornate l’escalation del movimento M23 si è allargato e ora stanno cercando di scacciare l’esercito regolare”. Per quanto riguarda la situazione dei cristiani don Marcheselli afferma: “Non ci sono situazioni particolari, è tutto tranquillo”.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata