La tregua è entrata in vigore domenica, con la liberazione di tre donne ostaggio. Si temono oltre 10mila corpi sotto le macerie
Secondo giorno dell’accordo per il cessate il fuoco tra Israele e Hamas a Gaza. Ieri, domenica, la tregua è entrata in vigore e sono stati rilasciati i primi tre ostaggi israeliani. Sette ore dopo, sono stati liberati 90 detenuti palestinesi dalle carceri israeliane. Ecco tutte le notizie di oggi IN AGGIORNAMENTO
Hamas: “Prossimi ostaggi liberi domenica e non sabato”
Hamas ha annunciato che non rilascerà il prossimo gruppo di ostaggi prima di domenica prossima e che il giorno prima fornirà i nomi dei prigionieri che saranno liberati. Lo riferisce un esponente dell’organizzazione, citato da Times of Israel. L’accordo stabilisce che Hamas rilascerà il secondo gruppo di ostaggi il settimo giorno dell’accordo. Poiché l’accordo è entrato in vigore ieri, il settimo giorno dell’accordo coincide con sabato.
Hamas: “Gaza si rialzerà”
“Le immagini della diffusa distruzione delle infrastrutture di Gaza hanno rivelato la brutalità di un’entità che non è in contatto con i valori umani” e Gaza, “con il suo grande popolo e la sua resilienza, si rialzerà per ricostruire ciò che l’occupazione ha distrutto e continuerà sulla strada della fermezza fino a quando l’occupazione non sarà sconfitta”. Lo afferma Hamas, in una dichiarazione rilasciata nel secondo giorno di applicazione dell’accordo di cessate il fuoco con Israele di cui riferisce il Times of Israel. “Nel corso di 471 giorni, i crimini dell’occupazione non sono riusciti a dissuadere il nostro popolo e la sua resistenza dall’aggrapparsi alla terra e dall’affrontare l’aggressione”, afferma ancora Hamas.
Protezione civile Gaza: “Si cercano 10mila corpi sotto le macerie”
È in corso per il secondo giorno a Gaza la ricerca di oltre 10mila corpi che si ritiene si trovino sotto le macerie. Lo riferisce l’agenzia di difesa civile palestinese della Striscia, sottolineando che si tratta di corpi che non risultano nelle statistiche ufficiali. Oggi è in corso il secondo giorno di tregua a Gaza, in applicazione dell’accordo di cessate il fuoco fra Israele e Hamas.
Dal primo febbraio ripristinati i voli tra Roma e Tel Aviv
ITA Airways comunica che dal prossimo 1° febbraio saranno ripristinati gradualmente i collegamenti tra Roma Fiumicino e Tel Aviv Ben Gurion inizialmente con una frequenza giornaliera diurna e dal 16 febbraio anche con una frequenza notturna, compatibilmente con l’evoluzione dello scenario geopolitico. I voli avranno il seguente programma operativo: Per il volo diurno partenza da Roma Fiumicino alle 09:10 e arrivo all’aeroporto di Tel Aviv Ben Gurion alle 13:30 (ora locale); per il volo notturno partenza da Roma Fiumicino alle 22:50 e arrivo all’aeroporto di Tel Aviv Ben Gurion alle 03:10 locali del giorno successivo. Per il volo diurno partenza da Tel Aviv Ben Gurion alle 14:30 (ora locale) con arrivo a Roma Fiumicino alle 17:15; per il volo notturno partenza da Tel Aviv Ben Gurion alle 05:15 (ora locale) con arrivo a Roma Fiumicino alle 08:05. Tali orari consentono comode connessioni da/per Israele con tutte le destinazioni intercontinentali del network di ITA Airways attraverso l’hub di Roma Fiumicino.
Houthi: “Con tregua a Gaza attacchi solo a navi Israele”
I ribelli Houthi dello Yemen hanno annunciato che, con la tregua in vigore nella Striscia di Gaza, limiteranno i loro attacchi nel corridoio del Mar Rosso solo alle navi affiliate a Israele. L’annuncio è stato fatto in un’e-mail inviata domenica agli spedizionieri e gli Houthi hanno pianificato anche una dichiarazione militare per oggi, probabilmente in merito a questa decisione. Le milizie, attraverso il loro Centro di Coordinamento delle Operazioni Umanitarie, hanno fatto l’annuncio dicendo che stanno “fermando le sanzioni” sulle altre navi che avevano preso di mira in precedenza da quando avevano iniziato gli attacchi a novembre del 2023. Da quando la guerra fra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza è iniziata a ottobre del 2023, dopo l’attacco a sorpresa di Hamas nel sud di Israele, gli Houthi hanno preso di mira circa 100 navi mercantili con missili e droni. In questa campagna, i ribelli yemeniti hanno sequestrato una nave e ne hanno affondate due, con un totale di 4 marinai morti. Altri missili e droni sono stati invece intercettati da coalizioni separate guidate da Stati Uniti ed Europa nel Mar Rosso o non hanno raggiunto i loro obiettivi, tra cui anche navi militari occidentali.
Ospedale Sheba: “Tre giovani liberate sono in condizioni stabili”
I tre ostaggi israeliani rilasciati ieri da Hamas nell’ambito dell’accordo di cessate il fuoco – le tre giovane donne Emily Damari, Romi Gonen e Doron Steinbrecher – “sono in condizioni stabili”. Lo ha riferito il dottor Sefi Mendelovich, vicedirettore generale dello Sheba Medical Center di Ramat Gan in Israele. Lo riporta il Times of Israel. “Ci vorranno ancora alcuni giorni per completare tutti gli esami necessari”, afferma Mendelovich, precisando che il personale dell’ospedale continuerà a monitorare le condizioni cliniche delle 3 pazienti.
Israele rilascia i primi 90 prigionieri palestinesi
Israele ha rilasciato il primo gruppo di 90 prigionieri palestinesi in cambio dei tre ostaggi liberati ieri da Gaza. Lo riporta The Times of Israel, citando il Servizio carcerario dello Stato ebraico. Secondo quanto riferito dai palestinesi, alcuni ex detenuti sono stati portati a Ramallah e nelle loro case a Gerusalemme Est.
Il rilascio dei 90 detenuti palestinesi – tutti donne e adolescenti – è avvenuto circa 7 ore dopo che Hamas, come da accordi, aveva liberato nella Striscia di Gaza i primi 3 ostaggi, le 3 giovani donne Romi Gonen di 24 anni, Emily Damari di 28 anni e Doron Steinbrecher di 31 anni. Tutti i palestinesi che sono stati rilasciati erano stati detenuti per quelli che Israele ha definito reati legati alla sua sicurezza, dal lancio di pietre alla promozione della violenza sui social ad accuse più gravi come il tentato omicidio. Nella Cisgiordania occupata, dove il rilascio dei detenuti è avvenuto, l’atmosfera era inizialmente sommessa perché l’esercito israeliano aveva avvertito che i festeggiamenti pubblici per la liberazione dei detenuti sarebbero stati puniti, ma i tafferugli con le forze di sicurezza israeliane e le ore di attesa non hanno scoraggiato la folla, che si è riversata nelle strade intorno all’1 di notte quando grandi autobus bianchi che trasportavano i 90 detenuti sono usciti dai cancelli della prigione di Ofer, vicino Ramallah. Auto in strada per festeggiare, fuochi d’artificio e diversi uomini sono saliti in cima a un autobus e hanno issato 3 bandiere di Hamas. “Allah akbar”, ha gridato la folla.
Molti di coloro che sono stati rilasciati hanno espresso un’euforia mista a dolore per la devastazione causata dalla guerra a Gaza. Fra questi la detenuta di più grande calibro a essere stata liberata, Khalida Jarrar, 62 anni, che ad Associated Press ha parlato di un “doppio sentimento”. Membro di spicco del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (Fplp), una fazione di sinistra laica che è stata coinvolta in attacchi contro Israele negli anni ’70 ma che in seguito ha ridotto le attività militanti, Jarrar ha detto: “È una doppia sensazione quella in cui viviamo: da un lato la sensazione di libertà, per la quale ringraziamo tutti, e dall’altro il dolore per la perdita di tanti martiri palestinesi”, ha spiegato ad AP. Dal suo arresto, avvenuto alla fine del 2023, Jarrar è stata tenuta in detenzione amministrativa a tempo indeterminato, una pratica ampiamente criticata che Israele utilizza contro i palestinesi. In Israele la gioia di vedere i 3 ostaggi liberati congiungersi con le loro famiglie è stata mitigata da grandi interrogativi sulla sorte degli oltre 90 altri rapiti del 7 ottobre 2023 ancora prigionieri a Gaza. Nei video diffusi dal governo israeliano, le donne sono state viste piangere e abbracciare i loro familiari. Una delle 3, Emily Damari, ha alzato la mano fasciata in segno di trionfo: l’esercito ha riferito che ha perso due dita nell’attacco del 7 ottobre 2023 nel sud di Israele guidato da Hamas. Il prossimo rilascio di ostaggi e prigionieri è previsto per sabato. Tra poco più di due settimane dovrebbero poi iniziare i colloqui per la seconda fase dell’accordo di cessate il fuoco, molto più impegnativa.
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