“I sentimenti intorno a questa tregua sono opposti. Da una parte c’è soddisfazione per la liberazione di alcuni. Dall’altra c’è un’estrema preoccupazione per la mancata liberazione di altri e chissà quando ci sarà. Tutte le questioni legate a quello che sta succedendo adesso dividono i sentimenti. L’unica cosa è sperare che si possa arrivare a qualcosa di migliore di quel poco ed estremamente costoso in termini di dignità e di vite umane che è successo fino ad adesso”. Così a LaPresse il rabbino capo della comunità ebraica, Riccardo Di Segni, commentando le ultime notizie relative alla tregua in Medio Oriente tra Israele e Hamas a Gaza, a margine dell’evento presso la pontificia università lateranense in occasione della giornata di studio e approfondimento del dialogo tra cattolici ed ebrei ‘Pellegrini di speranza’.

Di Segni ha quindi sottolineato l’importanza del dialogo interreligioso, anche in virtù di qualche momento di tensione che si era venuto a creare nel corso del dibattito, in particolare quando Di Segni aveva lamentato come Papa Francesco “non denuncia le sofferenze di tutti”, aggiungendo che “quando la condanna è monolaterale è sospetta”. Questo il suo commento in merito: “Abbiamo dato prova oggi della possibilità di discutere partendo da punti di vista abbastanza diversi. L’importante è confrontarsi”, conclude.

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