Il rabbino capo della Comunità ebraica di Roma: "Quando la condanna è monolaterale è sospetta". Don Gnavi: "Disagio per sue parole"

Il Papa “non denuncia le sofferenze di tutti”. Così il Rabbino capo della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Di Segni, intervenendo a un evento all’Università Lateranense. “Quando la condanna è monolaterale, è sospetta”, ha aggiunto, sottolineando che Israele è tornato sul “banco degli imputati”. “Il dialogo è rovinato da mesi, ma non deve essere un evento da interrompere”. Infine ha chiuso con un riferimento alla speranza, tema del Giubileo 2025, che è “da condividere, malgrado tutto”.

“Disagio” per una parte dell’intervento del rabbino Di Segni è stato manifestato da don Marco Gnavi, responsabile dell’Ufficio per l’ecumenismo, il dialogo interreligioso e i nuovi culti, nel corso di un evento all’Università Lateranense. Don Gnavi ha poi manifestato comprensione per tutto il “dolore della comunità ebraica” e ha ricordato che il Papa non dimentica nessuno. “La Chiesa c’è. I nemici sono altri”, ha concluso.

Il rabbino: “Clima inquinato”

Nel corso del suo intervento, Di Segni si è anche soffermato sulla Giornata della Memoria del prossimo 27 gennaio, sottolineando che questa arriva in un “clima inquinato”, ha detto Di Segni a LaPresse. Per Di Segni infatti “c’è stato, a seguito della guerra, un intento sistematico di confondere la memoria e di cancellare il senso di colpa derivante dal genocidio nazifascista”.

Di Segni ha inoltre rivolto al Papa “auguri di buona guarigione” dopo il piccolo incidente di oggi del Pontefice.  

 

 

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