Il premier Simon Harris: "Scelta deplorevole"
Israele chiude l’ambasciata in Irlanda. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri di Tel Aviv Gideon Saar citando “la politica estremamente anti-israeliana del governo irlandese”. Lo riporta il Times of Israel.
Il governo dello Stato ebraico ha richiamato il suo ambasciatore a maggio dopo che l’Irlanda è diventata uno dei tre Paesi dell’Ue che hanno dichiarato che avrebbero riconosciuto unilateralmente uno Stato palestinese. Dublino, tuttavia, non ha richiamato il suo inviato in Israele e la scorsa settimana ha votato per unirsi al caso presentato dal Sudafrica che accusa Israele di “genocidio” presso la Corte penale internazionale dell’Aia.
Israele chiude l’ambasciata in Irlanda, il premier: “Scelta deplorevole”
Il primo ministro irlandese Simon Harris ha definito “profondamente deplorevole” la scelta del governo israeliano di chiudere l’ambasciata in Israele. “Respingo assolutamente l’affermazione secondo cui l’Irlanda è anti-israeliana. L’Irlanda è a favore della pace, dei diritti umani e del diritto internazionale”, ha scritto su X. “Vogliamo una soluzione a due Stati e che Israele e Palestina vivano in pace e sicurezza. L’Irlanda si farà sempre sentire a favore dei diritti umani e del diritto internazionale. Niente potrà distrarti da ciò”.
This is a deeply regrettable decision from the Netanyahu government. I utterly reject the assertion that Ireland is anti-Israel. Ireland is pro-peace, pro-human rights and pro-International law. https://t.co/rDga5GpT3u
— Simon Harris TD (@SimonHarrisTD) December 15, 2024
Israele approva espansione insediamenti su alture Golan
Il governo israeliano ha approvato all’unanimità il piano del primo ministro Benjamin Netanyahu di espandere gli insediamenti sulle alture di Golan. Il governo ha affermato che la decisione arriva “alla luce della guerra e del nuovo fronte con la Siria” e “per incoraggiare la crescita demografica negli insediamenti”. Il piano da 40 milioni di Shekel, oltre 10 milioni di euro, ha come obiettivo quello di “raddoppiare il numero di residenti israeliani nella regione“. Netanyahu ha sottolineato che “rafforzare il Golan significa rafforzare lo Stato di Israele, il che è vitale, soprattutto nelle circostanze attuali”.
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