Medio Oriente, Papa e Abbas: “Raggiungere soluzione due Stati”. Raid Idf a Gaza: 25 morti

Medio Oriente, Papa e Abbas: “Raggiungere soluzione due Stati”. Raid Idf a Gaza: 25 morti

Israele inizia a ritirare le truppe dal sud del Libano in seguito all’accordo di cessate il fuoco

Resta ancora alta la tensione in Medio Oriente: nella notte, a sud di Gerusalemme, un attacco terroristico che ha preso di mira un autobus ha ucciso un 12enne e ferito diverse persone. In Libano, però, Israele sta iniziando a ritirare le truppe dal sud del Paese in seguito all’accordo di cessate il fuoco con Hezbollah. In Siria, intanto, prosegue la transizione dopo la presa di potere da parte dei ribelli di HTS, e la Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei, dice che la caduta di Assad è frutto di un piano degli Usa e di Israele. Ecco tutte le notizie di oggi dal Medioriente

IN AGGIORNAMENTO

Gaza, raid Israele nel centro della Striscia: 25 morti 

Un raid aereo israeliano ha colpito la Striscia di Gaza centrale uccidendo 25 palestinesi e ferendo decine di persone. Lo hanno riferito i medici palestinesi. Funzionari di due ospedali della Striscia di Gaza, l’ospedale al-Awda nel nord e l’ospedale al-Aqsa nella Gaza centrale, hanno segnalato di aver ricevuto un totale di 25 corpi provenienti da un attacco israeliano contro una casa a più piani nel campo profughi di Nuseirat. I medici palestinesi hanno anche riferito che oltre 40 persone, per lo più bambini, stanno ricevendo cure nei due ospedali.

Crosetto: “Unifil che funzioni è unica via per evitare guerra in Libano”

L’unico modo per non tornare alla guerra” in Libano “è quello di avere una missione Unifil che funzioni. Noi abbiamo chiesto di cambiare le regole proprio perché” la missione “funzioni, e funzionare significa eliminare in questa fascia di 10 km tra il confine di Israele e il fiume Litani la presenza di Hezbollah, la possibilità di Hezbollah di attaccare le comunità israeliane, e che ci sia solo una presenza delle truppe Unifil e delle truppe libanesi”. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto a Madrid, al termine della riunione dei ministri della Difesa dei Paesi del Mediterraneo occidentale nel formato 5+5. “Lo dico da due anni, speriamo ci diano la possibilità di farlo perché altrimenti l’alternativa è la guerra“, ha affermato il ministro. “Speriamo che ci sarà una risposta da parte dell’Onu, noi abbiamo manifestato con la Spagna una posizione univoca” rispetto alla richiesta di cambiare le regole e “siamo tra l’altro una la nazione che ha il comando, un’altra la nazione che avrà il comando” della missione “per cui è importante il nostro parere“, ha proseguito Crosetto, “mi auguro” quindi ci sia una risposta dell’Onu, anche perché “dovrebbe capire che non si può continuare così“. Rispetto alla possibilità di incrementare il contingente dispiegato in Libano, in considerazione degli ultimi avvenimenti in Siria, ha affermato che su questo punto “si vedrà”, “adesso siamo riusciti a ottenere grazie all’impegno dell’Italia questa tregua” in Libano che “va implementata”.

Abbas: “Grati a Vaticano per sostegno a diritti nostro popolo”

Il presidente della Anp, Autorità nazionale palestinese, Mahmoud Abbas, nel corso dell’incontro di oggi in Vaticano ha informato il Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin della “guerra di genocidio in corso condotta da Israele, la potenza occupante, nella Striscia di Gaza, l’escalation in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, e i continui crimini dei coloni e le loro violazioni contro i luoghi santi islamici e cristiani, in particolare nella città occupata di Gerusalemme” e ” ha ringraziato il Vaticano per le sue posizioni a sostegno dei diritti del nostro popolo, primo fra tutti la creazione di uno Stato palestinese indipendente con Gerusalemme Est come capitale, basato sulla soluzione dei due Stati e sulle pertinenti risoluzioni internazionali di legittimità”. Lo riporta l’agenzia palestinese Wafa. Abbas ha sottolineato anche “l’importanza di preservare lo status storico e legale dei luoghi santi islamici e cristiani a Gerusalemme, la necessità di garantire la libertà di culto e la libertà di accesso ai luoghi santi e di preservare la Città Santa di fronte alle politiche unilaterali che influenzano l’identità e il carattere culturale della città”. Abbas ha poi sottolineato l’importanza di un cessate il fuoco immediato, del ritiro delle truppe israeliane e la necessità di accelerare l’ingresso di aiuti umanitari per evitare un “disastro”.

Santa Sede: “Urge soluzione a due Stati tra Israele e Palestina”

Oggi Papa Francesco ha ricevuto in udienza Mahmoud Abbas, Presidente dello Stato di Palestina. Abbas, successivamente, si è incontrato con Sua Eminenza il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, accompagnato da Sua monsignor Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali. Lo fa sapere la sala stampa della Santa Sede. “Nel corso dei cordiali colloqui in Segreteria di Stato – si legge nella nota -, si è fatto riferimento alle buone relazioni bilaterali, sottolineando l’importante contribuito della Chiesa cattolica nella società palestinese, anche nel soccorrere la gravissima situazione umanitaria a Gaza, dove ci si auspica che quanto prima vi sia il cessate il fuoco e la liberazione di tutti gli ostaggi. Nel ribadire la condanna ad ogni forma di terrorismo, si è sottolineata l’importanza di raggiungere la soluzione per i due Stati solo attraverso il dialogo e la diplomazia, assicurando che Gerusalemme, protetta da uno statuto speciale, possa essere un luogo d’incontro e amicizia tra le tre grandi religioni monoteiste. Infine, si è espresso l’auspicio che il Giubileo del 2025 possa portare il ritorno dei pellegrini in Terra Santa, tanto desiderosa di pace”. 

30 minuti di colloquio tra Papa ad Abbas

È durato circa 30 minuti il colloquio tra Papa Francesco e il presidente della Palestina Mahmoud Abbas. Il Papa ha donato ad Abbas una fusione in bronzo di un fiore che nasce con la scritta ‘La pace è un fiore fragile’, i volumi dei documenti papali, il Messaggio per la Pace di quest’anno e il volume sull’Appartamento papale delle udienze, a cura della Prefettura della Casa Pontificia. Abbas ha donato al Papa un quadro raffigurante la visita di Bergoglio a Betlemme durante il viaggio del 2014, un quadro raffigurante lo stesso leader con Francesco. Il Papa ha avuto inoltre in dono un’icona di San Porfirio, Patrono di Gaza, dono del Patriarca Teofilo. 

Sullivan incontra Netanyahu a Gerusalemme 

Il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Jake Sullivan, ha incontrato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e altri alti funzionari a Gerusalemme, nel corso di quello che è considerato l’ultimo sforzo dell’amministrazione degli Stati Uniti per raggiungere un accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas. Le immagini diffuse dall’ufficio del primo ministro mostrano Sullivan mentre incontra i ministri più importanti, oltre a funzionari della Difesa, tra cui il capo dello Shin Bet Ronen Bar, il capo del Mossad David Barnea e l’uomo chiave del governo per la cattura degli ostaggi, Gal Hirsch. Dopo gli incontri in Israele, Sullivan si recherà in Qatar e in Egitto, i due Paesi arabi che, insieme agli Stati Uniti, svolgono il ruolo di mediatori tra Israele e Hamas.

Wsj: ok Hamas a truppe israeliane a Gaza durante la tregua

Mediatori arabi hanno rivelato al Wall Street Journal che Hamas ha ceduto a una richiesta fondamentale per un potenziale accordo di cessate il fuoco con Israele, ovvero quella di consentire alle truppe israeliane di rimanere nella Striscia di Gaza durante la tregua, su base temporanea. Le due parti stanno valutando un cessate il fuoco di 60 giorni in cui verrebbero rilasciati fino a 30 ostaggi, tra cui cittadini statunitensi. In cambio, Israele rilascerebbe i prigionieri palestinesi e consentirebbe l’ingresso di maggiori quantità di aiuti umanitari a Gaza.

 

Media: 37 morti in bombardamenti Israele su Gaza

Almeno 37 persone sono state uccise nella notte dai bombardamenti lanciati dall’esercito israeliano sulla Striscia di Gaza. Lo riferisce il corrispondente di Al Jazeera. Di questi, 15 sono stati uccisi in un raid che ha colpito una casa a ovest del campo di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza, e altri 12 sono morti in un attacco di droni sul personale sanitario a ovest delle città di Khan Yunis e Rafah, nel sud dell’enclave palestinese. In 6, tra cui bambini, sono stati uccisi in un bombardamento dell’Idf contro un edificio residenziale in Al-Jalaa Street, a ovest di Gaza City.

Morto 12enne colpito in attacco a Gerusalemme

È morto il ragazzino di 12 anni colpito in un attacco terroristico in Cisgiordania. Lo ha comunicato l’ospedale Hadassah Ein Kerem di Gerusalemme, citato da Times of Israel. Il minore è morto a causa delle gravi ferite riportate nella sparatoria che ha preso di mira un autobus israeliano che viaggiava su un’autostrada. In una nota l’ospedale afferma che il 12enne è stato trasportato al reparto traumatologico in condizioni critiche e che i medici hanno dovuto dichiararne il decesso dopo intensi tentativi di salvarlo. 

Attacco terroristico a Gerusalemme, diversi feriti

Diverse persone sono rimaste ferite, tra cui un bambino di 12 anni, in un presunto attacco terroristico che ha preso di mira un autobus in viaggio su un’autostrada della Cisgiordania a sud di Gerusalemme. Lo affermano i soccorsi locali, citati da Times of Israel. L’autobus diretto a Gerusalemme stava viaggiando sulla Route 60 dall’area di Etzion Bloc quando è stato colpito da colpi d’arma da fuoco, secondo una fonte militare. L’aggressore è riuscito a fuggire ed è ancora in libertà. L’Idf afferma che le truppe stanno allestendo posti di blocco mentre circondano Betlemme.

 

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