Il 42enne aveva chiesto il rilascio di quattro detenuti: Fatemeh Sepehri, Nasrin Shakarami, Toomaj Salehi e Arsham Rezaei
Il giornalista e attivista iraniano Kianoosh Sanjari si è tolto la vita a Teheran, dopo aver promesso il giorno prima che si sarebbe suicidato se i quattro prigionieri politici da lui nominati non fossero stati rilasciati. Ieri, sui social, Sanjari aveva chiesto il rilascio di Fatemeh Sepehri, Nasrin Shakarami, Toomaj Salehi e Arsham Rezaei.
L’annuncio social: “Se non rilascerete i 4 prigionieri porrò fine alla mia vita”
“Se entro le 19 di oggi il loro rilascio non verrà annunciato, porrò fine alla mia vita in segno di protesta contro la dittatura di Khamenei e i suoi complici”, aveva scritto. Dopo la scadenza del termine, Sanjari aveva condiviso un’immagine di se stesso in cima a un ponte a Teheran. Sanjari, per il suo attivismo, è stato ripetutamente arrestato e imprigionato dalle autorità iraniane, tra il 1999 e il 2007.
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