Ue, martedì Fitto e Ribera sulla graticola. È l’ora dei veti incrociati tra i gruppi

Ue, martedì Fitto e Ribera sulla graticola. È l’ora dei veti incrociati tra i gruppi
Il Ministro per gli Affari Europei, per le politiche di coesione, il Sud e il PNRR, Raffaele Fitto in occasione della conferenza stampa sul “Piano strategico Zes unica”. Palazzo Chigi, Presidenza del Consiglio a Roma, Venerdì 26 Luglio 2024 (foto Mauro Scrobogna / LaPresse) The Minister for European Affairs, Cohesion Policies, the South and the PNRR, Raffaele Fitto, at the press conference on the “Single Zes Strategic Plan”. Palazzo Chigi, Presidency of the Council in Rome, Friday July 26, 2024. (Photo by Mauro Scrobogna / LaPresse)

In programma le audizioni dei commissari scelti per il ruolo di vicepresidenti esecutivi della nuova Commissione europea

È braccio di ferro nella maggioranza alla vigilia delle audizioni dei sei vicepresidenti. Martedì è il momento clou anche se il giorno del giudizio sarà solo mercoledì. Sulla graticola delle commissioni del Parlamento europeo verranno messi i commissari scelti per il ruolo di vicepresidenti esecutivi della nuova Commissione europea. Alle 9 è atteso sul banco della commissione Sviluppo regionale il candidato italiano Raffaele Fitto, assieme all’Alta rappresentante per la politica estera, la liberale estone Kaja Kallas. Nel primo pomeriggio è la volta della socialista romena Roxana Minzatu, con delega alle persone, competenze e preparazione, e del francese liberale Stéphane Séjourné, alla prosperità e la strategia industriale, e la sera sarà la volta della socialista spagnola Teresa Ribera, vicepresidente esecutivo per la transizione pulita, giusta e competitiva, e la popolare finlandese Henna Virkkunen, col portafoglio per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia. Nel gioco dei veti incrociati, la valutazione sarà probabilmente rimandata al giorno dopo, assieme a quella del commissario designato alla Salute e al Benessere degli animali Oliver Varhelyi. Dopo l’audizione di mercoledì, l’esponente ungherese non aveva convinto gli europarlamentari, che avevano sottoposto delle domande aggiuntive. I coordinatori dovevano esprimere il loro giudizio oggi ma hanno deciso di rinviare a mercoledì, col rischio che, se non si sarà ancora trovata la maggioranza dei due terzi, si ricorra al voto dei componenti della commissione competente a maggioranza semplice.

Lasciando appeso il giudizio, i gruppi possono mantenere l’effetto leva sul resto del processo di audizioni. Ma il macigno sul percorso parlamentare è rappresentato dal ruolo che la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha voluto affidare all’esponente di Fratelli d’Italia. I socialisti vorrebbero votare contro non la persona ma il ruolo di vicepresidente affidato a un esponente di Ecr e non accettano che sia collegato al voto per la socialista Teresa Ribera. Il punto è che, mentre i popolari possono in teoria approvare Fitto senza il voto dei socialisti, questi ultimi hanno bisogno dei popolari per far passare la loro vicepresidente.

Il voto a Teresa Ribera non può essere collegato con quello di Raffaele Fitto. Ribera E’ inaccettabile che ora stiano mettendo sullo stesso piano Fitto e Ribera – ha affermato la presidente del gruppo dei Socialisti e democratici Iratxe Garcìa Perez -. L’accordo con il Ppe fin dal primo momento della legislatura è stato tra le forze europeiste, tra popolari, socialisti e liberali. Se non viene rispettato ne dovrà rispondere il presidente del Ppe Manfred Weber”.

La delegazione del Pd al Parlamento europeo è orientata ad “ascoltare” il commissario designato Raffaele Fitto domani in audizione e poi decidere al riguardo “senza pregiudizi”. Nonostante i dubbi, i dem sembrerebbero orientati a votare per Fitto ma c’è poi una logica di coesione del gruppo, di cui sono la principale delegazione. Bisogna trovare una soluzione, senza spaccare il gruppo socialista, è il messaggio che filtra dalla riunione del Bureau. “Il punto è che von der Leyen ha aperto la Commissione a un gruppo che non faceva parte della maggioranza, e ora dobbiamo capire come affrontare questo tema politico che non riguarda l’Italia né Fitto”. E la soluzione va trovata nella logica del pacchetto.

È probabile che il giudizio dei sei vicepresidenti non arrivi martedì sera ma che si rimandi tutto a mercoledì. Mettendo sul tavolo le varie richieste e anche la valutazione dell’ungherese Varhelyi. Domani sera i gruppi S&D, Ppe e Renew si riuniranno per trovare una zona di atterraggio sul portafoglio: i popolari vorrebbero togliergli i fitofarmaci per assegnarli al commissario all’Agricoltura, Christophe Hansen, mentre i liberali puntano a indebolirlo provandolo di temi legati alla pandemia, ai diritti riproduttivi, delle donne e delle Ong. “Sembra che stiano esplodendo molte contraddizioni in mano a von der Leyen”, tra cui la decisione dei coordinatori di rinviare a mercoledì il giudizio sul commissario ungherese Oliver Varhelyi, riferisce una fonte S&D. Il rischio è che, se non ci sarà la maggioranza qualificata dei 2/3 mercoledì, la decisione su Varhelyi sarà presa giovedì con il voto dei componenti della commissione a maggioranza semplice.

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