I ricercatori dell’Università di Tulane (Usa), guidati dallo studente di dottorato Luke Auld-Thomas e dal professore Marcello Canuto, hanno fatto, quasi per caso, una scoperta rivoluzionaria: più di 6.500 strutture umane tra cui una città finora sconosciuta, risalenti all’epoca dei Maya, nella fitta giungla vicino a Campeche in Messico. Secondo quanto riporta la Bbc, l’archeologo Auld-Thomas ha trovato su internet i risultati di un rilevamento fatto da un’organizzazione messicana per il monitoraggio ambientale utilizzando il LiDAR, una tecnologia laser che mappa strutture nascoste sotto la vegetazione. Quando ha elaborato i dati con i metodi usati dagli archeologi, ha fatto la scoperta: un’enorme città antica che potrebbe aver ospitato tra i 30.000 e i 50.000 abitanti. Lui e i suoi colleghi hanno chiamato la città Valeriana, dal nome di una laguna vicina. “Il Lidar ha permesso di penetrare oltre gli alberi e svelare cosa c’è in superficie”, spiega ad Associated Press il professor Canuto, “una serie di colline sopra le quali c’è una grossa area costruita dall’uomo“.
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