Così il leader di Azione a margine dell'evento commemorativo presso la sinagoga di Roma
“Oggi ricordiamo le vittime di un attentato terroristico, che ha ucciso e rapito civili”. Così Carlo Calenda, a margine delle commemorazioni per il primo anniversario del 7 ottobre presso la sinagoga di Roma. “Una situazione così complessa non può diventare oggetto di tifo calcistico. Si può non condividere nulla di quello che sta facendo Israele a Gaza, e io non lo condivido, ma comunque dare importanza a quello che è accaduto, con il rispetto per 1400 persone che sono morte”, ha aggiunto. Il leader di Azione interviene poi sugli scontri nella piazza pro Palestina del 5 ottobre a Roma: “È quanto volevano far accadere, era noto. La condanna è totale. Dico anche che ci vorrebbe una piazza dove si chiedesse il cessate il fuoco e il ritorno degli ostaggi, si ricordasse il 7 ottobre, ma si sottolineasse anche che quello che sta facendo Israele a Gaza non è ammissibile”. “Giusto vietarla? Sì è stato giusto, perché quella piazza aveva nella sua convocazione l’idea che quello che oggi ricordiamo è un atto di resistenza. Ma non è un atto di resistenza, è un atto di terrorismo”, conclude il senatore sempre in merito al corteo del 5 ottobre.
© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata