Prosegue l'offensiva delle forze di Zelensky. Il comandante Oleshchuk: "Abbattuti otto droni Shahed e cinque missili di Mosca"

Prosegue l’offensiva delle forze ucraine nella regione di Kursk, controllata dai russi. Il comandante Mykola Oleshchuk ha fatto sapere che l’esercito ha colpito un altro ponte della zona e di aver abbattuto otto droni Shahed e cinque missili di Mosca.

Kiev: “Abbattuti otto droni Shahed e cinque missili russi”

Nella notte e in mattinata l’esercito ucraino ha abbattuto 8 droni russi Shahed e 5 missili. Lo ha annunciato il comandante dell’aviazione Ucraina, il tenente generale Mykola Oleshchuk, in un post su Telegram citato da Ukrinform. Secondo Oleshchuk, nella notte i russi hanno attaccato l’Ucraina con missili balistici lanciati dalle regioni russe di Kursk e Voronezh, missili da crociera e droni d’attacco Shahed lanciati dalla regione di Kursk. In totale, i soldati dell’Aeronautica militare di Kiev hanno rilevato 16 obiettivi aerei: un missile balistico Iskander-M, 2 missili balistici KN-23, 2 missili guidati Kh-59, tre missili da crociera, 8 droni d’attacco Shahed-131/136. Secondo quanto riporta Ukrinform, non sono state registrate vittime. Nella mattinata di oggi è stato annunciato due volte un allarme aereo a Kiev e in alcune altre regioni. 

Kiev: “Colpito altro ponte in regione russa Kursk”

Il comandante dell’aviazione Ucraina, il tenente generale Mykola Oleshchuk, ha annunciato che Kiev ha colpito un altro ponte nella regione russa di Kursk. “Direzione Kursk. Un altro ponte in meno!”, ha scritto su Telegram, come riportato da Ukrinform. Secondo a Oleshchuk, “gli aerei dell’Aeronautica Militare continuano a privare il nemico di capacità logistiche con attacchi aerei di precisione, che influenzano significativamente il corso delle operazioni di combattimento”. Venerdì era emersa la notizia della distruzione di un altro ponte nel Kursk, sul fiume Sejm, da parte dell’Ucraina, e Mosca aveva accusato Kiev di avere utilizzato missili Usa per l’attacco. 

Papa: “Preghiamo perché si aprano strade pace in Medioriente e Ucraina”

“Continuiamo a pregare perché le strade di pace si possano aprire in Medioriente, Palestina e Israele, come pure nella martoriata Ucraina, in Myanmar e in ogni zona di guerra, con l’impegno del dialogo e del negoziato e astenendosi da azioni e reazioni violente”. Lo ha detto Papa Francesco dopo la recita dell’Angelus in piazza San Pietro.

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