L'Idf ne ha confermato la morte nel raid del 13 luglio

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno confermato la morte di Mohammed Deif, capo dell’ala militare di Hamas, nel raid effettuato lo scorso 13 luglio sulla periferia di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Deif era considerato secondo solo a Yahya Sinwar nella gerarchia di Hamas ed era ritenuto l’architetto del massacro del 7 ottobre nel sud di Israele che ha scatenato la guerra in corso a Gaza. Deif, 58 anni, è stato il capo dell’ala militare di Hamas, le Brigate Qassam, ed era nella lista dei ricercati di Israele da anni perché accusato di aver pianificato diversi attacchi che hanno provocato la morte di molte persone. Di seguito le principali informazioni per ricostruirne il profilo.

Mohammed Deif: l’uomo sopravvissuto a due attentati

Quello su Kahn Yunis è stato l’ultimo degli attacchi contro il capo del braccio armato di Hamas e quello risultato decisivo per eliminarlo. In precedenza, Deif era riuscito a eludere e a sopravvivere a diversi attentati alla sua vita tra il 2001 e il 2021, anche se in due di essi era stato gravemente ferito. Il fatto di essere sopravvissuto ai tanti attacchi lo ha reso una figura quasi mitologica tra i palestinesi, ma anche tra le forze di Israele. Di lui, infatti, esistono solo pochissime immagini e sono rarissime le apparizioni in pubblico. Gli ultimi due tentativi noti di eliminare Deif, secondo l’esercito, si sono verificati nel maggio 2021, quando Israele e i gruppi terroristici di Gaza si sono scontrati durante il conflitto noto come ‘Operazione Guardiano delle Mura’. Prima del 2021, Israele aveva tentato di uccidere Deif durante la guerra del 2014 a Gaza, ma lo aveva mancato per poco, uccidendo invece i suoi familiari più stretti. Altri tentativi di assassinio sono avvenuti nel 2001, 2002, 2003 e 2006.

L’attacco del 7 ottobre

Deif, insieme al leader di Hamas a Gaza Yahya Sinwar, è stato l’artefice del massacro di Hamas del 7 ottobre nel sud di Israele, quando migliaia di terroristi hanno sfondato il confine e ucciso 1.200 persone, per lo più civili, prendendo in ostaggio 251 persone a Gaza. Dal 1995 è in cima alla lista dei ricercati di Israele per il suo coinvolgimento nella pianificazione e nell’esecuzione di un gran numero di attacchi terroristici, tra cui molti attentati agli autobus negli anni ’90 e nei primi anni 2000.

L’arresto

Nato come Mohammad Masri nel 1965 a Khan Younis, è diventato poi noto come Mohammmed Deif dopo essersi unito ad Hamas durante la Prima Intifada, la rivolta palestinese, iniziata nel 1987. È stato arrestato da Israele nel 1989 e ha trascorso circa 16 mesi in detenzione. Salito nei ranghi di Hamas, Deif ha sviluppato la rete di tunnel del gruppo ed era considerato un esperto nella costruzione di bombe. È stato ritenuto personalmente responsabile da Israele della morte di decine di israeliani in attentati suicidi negli anni Novanta.

La famiglia uccisa

Sua moglie, il figlio di sette mesi e la figlia di tre anni sono stati uccisi da un attacco aereo israeliano nel 2014. Per molti anni, in Israele si è creduto che Deif fosse stato gravemente menomato da tentativi di assassinio, avesse perso più arti e fosse costretto su una sedia a rotelle. Tuttavia, nuove foto ottenute dalle forze israeliane a Gaza alla fine del 2023, durante la guerra, hanno mostrato Deif relativamente in buone condizioni di salute, anche se sembrava che gli mancasse un occhio. Il sito di notizie Ynet ha riferito all’epoca che le foto risalivano al 2018 e probabilmente erano state scattate durante un evento sociale. Secondo il quotidiano Maariv del 20 dicembre, prove video scoperte dalle truppe dell’Idf a Gaza ritraevano Deif mentre camminava senza assistenza, anche se con una leggera zoppia. Gli ufficiali israeliani ritenevano che Deif utilizzasse talvolta ancora una sedia a rotelle a causa delle ferite riportate negli attentati e che svolgesse un ruolo attivo nel comando dei combattimenti a Gaza. 

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