La presidente della Commissione cerca di ottenere l'appoggio del gruppo di Meloni per la sua riconferma
Si è svolto nella mattina di martedì l’atteso incontro a Strasburgo tra Ursula von der Leyen e il gruppo europeo dei Conservatori (Ecr), in cui la presidente della Commissione ha cercato di ottenere l’appoggio dei deputati dell’Eurocamera presieduti da Giorgia Meloni in vista del voto di giovedì sulla sua riconferma. “È stata un’ora intensa“, ha detto von der Leyen uscendo dall’incontro, al termine del quale si è trattenuta a parlare con l’eurodeputato ceco Alexandr Vondra. Bocche cucite da parte dei partecipanti al vertice, salvo un eurodeputato del Pis (Diritto e Giustizia, ndr) polacco, che ha protestato verso von der Leyen. Meloni, che oltre a essere a capo dell’Ecr è anche la presidente del Consiglio italiana, cercherà di ottenere un commissario con deleghe di peso oppure una vicepresidenza esecutiva in cambio dell’appoggio a von der Leyen. Gli altri partiti della coalizione che con lei forma il governo in Italia, invece, sono spaccati: Forza Italia (che fa parte del Ppe) appoggia von der Leyen, mentre la Lega di Matteo Salvini, confluita nel nuovo gruppo dei Patrioti fondato da Viktor Orban, è contraria alla sua riconferma.
Lollobrigida: “Bis von der Leyen? Vedremo, priorità è ruolo Italia”
“Bis di Von der Leyen sì o no? Vedremo, so che c’è una discussione in corso in Europa, c’è stata una riunione del nostro gruppo”, ha proseguito Lollobrigida, aggiungendo che “quello che ci interessa è il ruolo dell’Italia all’interno della nuova Commissione e anche all’interno di un quadro europeo che ci deve vedere più forti”. “Non ho avuto modo in queste ore, perché ero in viaggio, di sentire il nostro gruppo europei quindi non so dire quale decisione si assumerà, ma è una valutazione che le diverse forze politiche faranno in queste ore e poi si andrà in aula”, ha spiegato Lollobrigida. “Elezioni di questo tipo sono una palude, per cui c’è sempre un elemento di incertezza in un’assemblea molto ampia e molto complessa nel suo funzionamento”, ha aggiunto.
Lollobrigida: “In ultimi mesi cambio di prospettiva di Von der Leyen”
Negli ultimi mesi “c’è stato un cambio di prospettiva che l’Italia non solo ha sollecitato, ma è riuscita anche a far diventare impegni concreti come la modifica della Pac, cioè rimettere al centro gli agricoltori come tutela dell’ambiente”. Lo ha detto Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e Foreste, parlando dell’ultima fase dell’operato della Commissione europea guidata da Ursula Von der Leyen a margine dell’Assemblea estiva di Confagricoltura dal titolo ‘Quale Europa? Per una politica agricola sostenibile e competitiva’ a palazzo Mezzanotte Milano. Lollobrigida ha aggiunto che c’è stata poi “un’impostazione che ci fa ben sperare rispetto ad atteggiamento che noi riteniamo folli, come quello di depotenziare gli interventi e gli incentivi a favore dell’agricoltura”. “Ci sono cinque anni di presidenza Von der Leyen che dividerei in due parti: una prima parte che non corrisponde all’interesse delle produzioni e che era stata viziata dalla scelta di Timmermans, personaggio forte, che a nostro avviso aveva compresso un modello produttivo virtuoso come quello europeo che è virtuoso se messo in condizione però se messo in condizione di produrre”, ha ricostruito il ministro. “Negli ultimi mesi è cambiato questo tipo di scenario, grazie all’impegno italiano e della presidente Meloni in particolare, con tante aperture su tanti ambiti, non solo rispetto a questioni legate all’agricoltura. Poi si è modificato l’atteggiamento sul Green Deal, oggi si parla di pragmatismo: significa raggiungere gli obiettivi che l’Europa si deve dare di sostenibilità su tutti gli ambiti, quello ambientale ma anche quello economico delle imprese”, ha spiegato Lollobrigida.
Pis: “Non possiamo immaginare di sostenere von der Leyen”
In seguito all’incontro, il partito polacco Pis, con i suoi 20 eurodeputati, ha deciso che non sosterrà von der Leyen come cinque anni fa alla presidenza della Commissione europea. “Le risposte non erano soddisfacenti. Non riesco a immaginare che potremmo sostenere Ursula von der Leyen per un altro mandato. L’Ue ha bisogno di una leadership forte che comprenda le esigenze degli Stati membri, non di una persona che vive per le ideologie di sinistra e verde“, ha scritto su Facebook Adam Bielan, capodelegazione del partito. “Durante la sessione inaugurale del nuovo mandato come Parlamento Europeo eleggeremo le nuove autorità del Parlamento Europeo e della Commissione Europea. In qualità di presidente della delegazione polacca ECR, ho trasmesso a Ursula von der Leyen le nostre osservazioni sull’eccessiva interferenza nella politica degli Stati membri, sui tentativi di influenzare i risultati elettorali in Polonia e in Italia, nonché sulle decisioni sbagliate legate alle politiche migratorie e climatiche“, ha aggiunto.
Fonti FdI: “Serve radicale cambio di passo su Green Deal”
Nel corso dell’incontro fra il gruppo Ecr e la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il primo a prendere la parola – spiegano fonti FdI – è stato il capodelegazione di Fratelli d’Italia Carlo Fidanza. Fidanza ha chiesto un “radicale cambio di passo sul Green Deal, il superamento dell’approccio ideologico che ha caratterizzato la legislatura appena conclusa, il rispetto della neutralità tecnologica, la salvaguardia della competitività delle nostre imprese. Non possiamo prescindere – ha continuato Fidanza – dal constatare come il risultato elettorale del 9 giugno abbia visto premiati i partiti e i movimenti che hanno criticato in diverse forme l’attuazione del Green deal e invece penalizzati dal voto popolare i partiti che maggiormente l’hanno sostenuto. Vogliamo sapere – ha proseguito – se il futuro approccio sull’agricoltura sarà come quello, negativo, di gran parte della legislatura passata, oppure quello più pragmatico degli ultimi mesi”. Fidanza, parlando di immigrazione, ha poi dato atto a Von der Leyen di “aver saputo resistere alle pressioni delle sinistre che hanno cercato di boicottare gli accordi con la Tunisia e con l’Egitto” e ha auspicato che si prosegua “sulla strada tracciata da Giorgia Meloni, con nuovi accordi con i Paesi africani per fermare le partenze e sconfiggere le mafie dei trafficanti”.
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