I serbi bosniaci invasero la zona protetta dalle Nazioni Unite, trucidando almeno 8.000 uomini e ragazzi bosniaci musulmani

I resti di 14 vittime della strage di Srebrenica recuperati dalle fosse comuni sono stati sepolti giovedì nel cimitero appena fuori dalla cittadina bosniaca, nel 29esimo anniversario del massacro dell’11 luglio 1995. Quel giorno circa 8 mila bosniaci, in prevalenza musulmani, furono uccisi dalle truppe serbo-bosniache del generale Ratko Mladic, nell’ambito della guerra della ex Jugoslavia.

Mladic e l’ex leader della Repubblica Serba di Bosnia Radovan Karadzic sono stati condannati all’ergastolo dal Tribunale internazionale dell’Aja per genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità perpetrati durante la guerra in Bosnia (1992-95). I serbi bosniaci invasero la zona protetta dalle Nazioni Unite a Srebrenica, separando almeno 8.000 uomini e ragazzi bosniaci musulmani dalle loro mogli, madri e sorelle, conducendoli attraverso i boschi intorno alla città e li trucidarono. Gli autori della strage di massa in seguito rastrellarono i corpi, sepellendoli in fosse comuni per nascondere il crimine di guerra.

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