Burkina Faso, strage di civili in un villaggio: oltre 130 morti

(LaPresse) Oltre 130 persone sono morte in Burkina Faso durante un attacco nel Nord del Paese. L’incursione è stata compiuta nella notte fra venerdì e sabato nel villaggio di Solhan, nella provincia di Yagha nel Sahel e per ora non è stata rivendicata anche se si sospetta si tratti del terrorismo islamico. Il presidente Roch Marc Christian Kabore ha definito l’attacco “barbaro”. Questo è l’attacco più letale registrato in Burkina Faso da quando il Paese dell’Africa occidentale è stato invaso da jihadisti legati ad al-Qaeda e allo Stato Islamico circa cinque anni fa, ha affermato Heni Nsaibia, ricercatore senior presso il progetto Armed Conflict Location & Event Data.

Condanna di Ue e Onu 

Dura la condanna dall’Ue con l’Alto rappresentante Josep Borrell che ha ribadito che l’Unione Europea “condanna gli attacchi codardi e barbari” in Burkina Faso “e chiede che ne siano identificati gli autori”. Il segretario generale dell’Onu è indignato per l’attacco, ha invece detto Stephane Dujarric, portavoce di Antonio Guterres in una nota in cui “esprime le sue più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime, nonché al governo e al popolo del Burkina Faso. Augura ai feriti una pronta guarigione e esprime il pieno sostegno delle Nazioni Unite alle autorità nei loro sforzi per superare le minacce alla pace, alla stabilità e all’unità del Paese”.

Papa: Africa ha bisogno di pace, non di violenza

Papa Francesco, in occasione dell’Angelus, prega “per le vittime della strage compiuta nella notte tra venerdì e sabato in una cittadina del Burkina Faso. Sono vicino ai famigliari e al popolo del Burkina Faso che sta soffrendo molto a causa di ripetuti attacchi. L’Africa ha bisogno di pace e non di violenza”.