La mossa si inserisce nella politica più aggressiva portata avanti dal democratico nei confronti del presidente Vladimir Putin

Il presidente Usa Joe Biden ha imposto un nuovo round di sanzioni alla Russia per le interferenze nelle elezioni presidenziali del 2020 e il maxi attacco hacker alle agenzie governative. La mossa si inserisce nella politica più aggressiva portata avanti dal democratico nei confronti del presidente Vladimir Putin. La Nato, l’Unione europea e il Regno Unito si sono prontamente schierate al fianco di Washington mentre la Russia ha annunciato che prenderà contromisure speculari e ha convocato l’ambasciatore statunitense John Sullivan.

Le misure disposte dagli Usa comprendono l’espulsione di 10 diplomatici russi, sanzioni contro persone ed enti per le interferenze nelle elezioni presidenziali e per l’occupazione della Crimea, sanzioni contro sei società tecnologiche “che forniscono supporto al programma cyber dei servizi segreti russi”, nonchè il divieto per gli istituti finanziari statunitensi di partecipare al mercato primario delle obbligazioni emesse dopo il 14 giugno 2021 da Banca centrale, Fondo di ricchezza nazionale e ministero delle Finanze. “Questa direttiva”, ha spiegato la Casa Bianca, “conferisce al governo degli Stati Uniti l’autorità di espandere le sanzioni sul debito sovrano nei confronti della Russia, se nel caso”. Washington ha poi avvertito di essere pronta a imporre ulteriori costi a Mosca se “continuerà o intensificherà le sue azioni internazionali destabilizzanti”.

La Russia ha risposto promettendo un‘azione risoluta e convocando l’ambasciatore Usa. Washington “dovrà pagare un prezzo per il degradamento delle relazioni bilaterali”, ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, “la responsabilità di questo ricadrà pienamente sugli Usa”.

L’Unione europea ha espresso solidarietà agli Stati Uniti mentre il Regno Unito ha convocato l’ambasciatore russo a Londra. La Nato ha dato il suo sostegno a Washington e ha definito le azioni di Mosca una “minaccia per la sicurezza euro-atlantica”.

A preoccupare l’Occidente è attualmente il rafforzamento dell truppe russe al confine con l’Ucraina. Più volte è stato chiesto a Mosca da Washington e dalla Nato di ritirare i militari e porre fine alle provocazioni mentre la Russia ha respinto le accuse e si è detta libera di muovere le truppe sul suo territorio come meglio crede.

L’argomento è stato affrontato anche nel corso di una conversazione telefonica tra Biden e Putin in cui il presidente Usa ha affermato l’incrollabile impegno del suo Paese “per la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina”. I rapporti tra i due leader si sono inaspriti dopo che Biden in un’intervista televisiva ha definito Putin un assassino. Il democratico, nell’ultimo colloquio, ha proposto a Putin un vertice in un Paese terzo per discutere di tutti i temi che vedono i Paesi su fronti opposti. Il Cremlino ha avvertito però, prima che Biden varasse le misure, che nuove sanzioni avrebbero ostacolato i preparativi per l’incontro tra i due leader.

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