Usa, maxi colletta per il senzatetto che donò i suoi ultimi risparmi a una passante: ma la “fiaba” è una truffa

Usa, maxi colletta per il senzatetto che donò i suoi ultimi risparmi a una passante: ma la “fiaba” è una truffa

I due hanno inventato la storiella, insieme al fidanzato di lei, per intascare i soldi del crowdfunding. Rischiano tutti condanne tra cinque e dieci anni di carcere

La storia di un senzatetto americano che spese i suoi pochi dollari per aiutare una donna in difficoltà commosse il mondo. Migliaia di persone contribuirono alla campagna online che la ragazza soccorsa lanciò in favore del "buon samaritano", raccogliendo 400mila dollari. Un anno dopo, la fiaba va in frantumi: i due protagonisti e il fidanzato della donna sono finiti in tribunale in New Jersey, incriminati per truffa. La storia "che ha portato alla raccolta fondi potrebbe sembrare troppo bella per essere vera. Purtroppo, lo è", ha commentato il procuratore della contea di Burlington, Scott Coffina, "l'intera campagna si basava su una menzogna".

Era il novembre 2017 quando Katelyn McClure e il fidanzato Mark D'Amico lanciarono la pagina di crowdfunding. Raccontarono che l'ex marine Johnny Bobbitt Jr., che da anni viveva in strada ed era tossicodipendente, aveva usato i suoi ultimi 20 dollari per pagare alla donna della benzina, quando l'aveva incontrata con l'auto bloccata senza carburante in una strada vicino a Philadelphia. Quattordicimila persone risposero all'appello, il cui obiettivo iniziale era raccogliere 10mila dollari per "ricompensare" il benefattore e aiutarlo a lasciare la strada. La meta fu velocemente superata, arrivando a oltre 400mila dollari.

Ad agosto 2018 la prima crepa: il senzacasa Bobbitt ha fatto causa alla coppia per frode e cospirazione, denunciando di aver ricevuto solo una piccola parte di quel denaro. I due promotori della raccolta fondi avevano promesso in precedenza di destinare il denaro a due fondi a favore di Bobbitt, oltre che a un legale e un consigliere finanziario che lo avrebbero aiutato a gestirli. Invece, il senzacasa li ha accusati di aver trattenuto il denaro per "finanziare uno stile di vita che altrimenti non avrebbero potuto sostenere". La coppia a sua volta aveva detto ai media americani di essere delusa e frustrata, dopo che Bobbitt aveva continuato a fare uso di droga usando "ogni dollaro che toccava" per comprarla.

Infine, crolla anche la fiaba del "buon samaritano": Bobbitt è stato accusato di complicità nella truffa. I tre sono stati incriminati per "furto con inganno": il veterano è in carcere, mentre la coppia resterà libera sino a un'udienza fissata al 24 dicembre. Rischiano tutti condanne tra cinque e 10 anni di carcere. La procura ha spiegato che, meno di un'ora dopo che il crowdfunding era stato attivato, la donna aveva scritto un messaggio a un amico affermando che la storia fosse "totalmente inventata". Intanto, riportano i media locali, la piattaforma GoFundMe ha annunciato che rimborserà i donatori.

 

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