Madrid (Spagna), 20 nov. (LaPresse/AP) – Il tribunale provinciale di Madrid ha ordinato alla società farmaceutica tedesca Gruenenthal di pagare risarcimenti a 22 persone che hanno fatto causa alla compagnia perché nate in Spagna con disabilità dopo che le madri avevano assunto in gravidanza il farmaco talidomide. La Corte ha stabilito che il gruppo Gruenenthal in Spagna dovrà pagare 20mila euro per ogni punto percentuale di disabilità delle vittime riconosciute dal ministero della Salute spagnolo. Non è stato reso noto a quanto ammontano in totale i risarcimenti, ma pare che la cifra sia di gran lunga più bassa della richiesta inizialmente avanzata dall’Associazione spagnola delle vittime del talidomide, che aveva presentato il caso per circa 200 presunte vittime.
Il talidomide è un potente sedativo che è stato prescritto fra gli anni ’50 e ’60 alle donne incinte e ha portato a un’ondata di nascite di bambini malformati in Europa, Australia, Canada e Giappone, prima di essere ritirato dal mercato nel 1961. Ha provocato malformazioni in migliaia di bambini, nati senza arti o con braccia e gambe più corte del normale ed è stato ritenuto responsabile anche di difetti a occhi, orecchie, cuore, genitali e organi interni dei bambini. Nel 1972 Gruenenthal ha acconsentito a pagare risarcimenti in Germania, ma l’azienda si è sempre rifiutata di ammettere le responsabilità fino a settembre del 2012, quando la società si è scusata con le vittime dopo 50 anni di silenzio. Anche in quell’occasione, però, l’amministratore delegato del gruppo aveva rinnovato la posizione mantenuta per anni, sottolineando di avere fatto tutti gli accertamenti clinici che erano richiesti allora.
In una nota diffusa oggi dopo la sentenza, Gruenenthal si dice delusa dall’esito e afferma che “valuterà la sentenza nel dettaglio e poi deciderà le azioni appropriate” da intraprendere. La società fa sapere che “si interessa delle persone colpite dal talidomide”, ma aggiunge che la sua condotta nel periodo in cui il talidomide veniva prescritto era compatibile con “gli standard prevalenti per lo sviluppo e le verifiche nell’industria farmaceutica di allora”.

