Un premio intitolato a Tina Merlin e dedicato ai cronisti impegnati sul fronte dei diritti sociali e delle tutele del lavoro, della denuncia delle diseguaglianze e del rispetto dell’ambiente. La Federazione nazionale della stampa italiana (FNSI) festeggia quello che sarebbe stato il centesimo compleanno della storica corrispondente dell’Unità con il ritorno del premio “Dov’è Tina Merlin oggi?”.
La presentazione nella Sala Tobagi della sede del sindacato a Roma con la segretaria generale Alessandra Costante: “Un premio che dedichiamo al lavoro, al sindacato e alla tutela ambientale. Nella prima edizione abbiamo ricevuto 74 elaborati tra articoli, podcast e qualsiasi altro strumento su ambiente e lavoro. A vincere è stato un lavoro sui raccoglitori di kiwi nell’Agro Pontino. Curioso rilevare come oggi molti giornalisti siano pagati allo stesso livello addirittura 3 euro al pezzo”.
Tina Merlin denunciò i pericoli della diga del Vajont quando quasi nessuno voleva ascoltare. Una professionista che fece del giornalismo uno strumento di conoscenza, partecipazione e giustizia sociale. Giornalista, scrittrice e partigiana, ha raccontato il lavoro, le migrazioni, la povertà, l’emancipazione femminile, la difesa della salute, le trasformazioni del territorio e le conseguenze di uno sviluppo incapace di rispettare le comunità e l’ambiente.
“Un esempio di come si fa cronaca partendo dal territorio e di come con caparbietà si raggiungono gli obiettivi che ci si prefiggono” aggiunge Costante. “Esempio per tutti i giornalisti italiani”.
Come si legge nel bando del premio FNSI sono ammesse le inchieste giornalistiche pubblicate su testate cartacee, tv, radio, web o podcast nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2024 e il 31 agosto 2026. C’è tempo fino al prossimo 10 settembre per consegnare gli elaborati.
