Cgil: "Scade la cig. Migliaia di posti di lavoro a rischio". Di Maio: "Tutta colpa del Jobs Act"

Il sindacato preoccupato per la scadenza degli ammortizzatori sociali classici. "Servono norme per correggere provvedimenti ingiusti e sbagliati"

Un'emergenza che riguarda quasi 200mila lavoratori con l'appello ad un tavolo urgente. C'è grande apprensione nel mondo sindacale per il nodo degli ammortizzatori sociali: proprio il 24 settembre scadono le misure di sostegno, in particolare cassa integrazione e contratti di solidarietà, per migliaia di lavoratrici e di lavoratori a causa delle limitazioni e delle riduzioni introdotte dal Jobs Act.

In pratica, da Nord a Sud, in molte aziende verrà superato il limite dei 36 mesi di Cig e Cds a disposizione nel quinquennio. Per questo motivo Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil hanno organizzato un presidio con oltre duemila lavoratori davanti al Mise "per chiedere risposte immediate al Governo".

Da parte dell'esecutivo il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio ha già annunciato il suo incontro con i sindacati per il pomeriggio del 25 settembre. E su Facebook rilancia: "Oggi tutti i giornali si rendono conto dei casini che il Pd ha combinato con il Jobs Act perché presto scadrà la cassa integrazione per 140mila operai. Oggi che si vedono i risultati deleteri di quella riforma siete qui a dare la colpa a noi".

Il bersaglio del suo affondo è ovviamente l'ex segretario dem Matteo Renzi: "Anziché preoccuparsi di aiutare queste persone, ne ha affossato delle altre sdoganando il precariato a vita e abolendo i diritti fondamentali dei lavoratori. Domani andrò di persona a incontrare i rappresentati di questi lavoratori che rischiano di non avere più un futuro e insieme capiremo come affrontare questa situazione. Non saremo perfetti, ma di sicuro non siamo senza cuore". L'attacco del vicepremier all'ex presidente del Consiglio è durissimo. Di Maio parla infatti di "assassino politico" riferendosi all'autore del jobs act.

I NUMERI. Sono 140mila i lavoratori metalmeccanici coinvolti da situazioni di crisi dei comparti degli elettrodomestici, della siderurgia, dell'Ict e Telecomunicazioni, dell'elettronica, dell'automotive, con oltre 80mila lavoratori metalmeccanici interessati dalla cassa integrazione straordinaria. In totale sono ben 144 i tavoli di crisi aziendale dei vari settori aperti al Ministero dello Sviluppo economico al 30 giugno 2018 che riguardano 189mila lavoratori.

"In particolare occorre un provvedimento normativo che stanzi risorse per gli ammortizzatori per le crisi rilevanti delle aziende sopra i 100 dipendenti e per tutte piccole e medie imprese, e per tutte le aziende che ricadono nelle aree di crisi complessa - avvisa il segretario generale Fim Cisl Marco Bentivogli - Il ministro Di Maio aveva assicurato di inserire queste misure già nel prossimo 'decreto urgenze', questo sarebbe un passo che disinnescherebbe una bomba sociale e consentirebbe il tempo non per estendere sussidi ma per procedere a reindustrializzazioni". 

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