Inflazione, prezzi in salita del 2,7%: ora la crescita è a rischio

Inflazione, prezzi in salita del 2,7%: ora la crescita è a rischio
Foto di archivio

Le pressioni maggiori sui prezzi arrivano dall’energia e dagli alimentari non lavorati

Torna la paura dell’inflazione. E ora anche la crescita è a rischio. Ormai per molti non è più soltanto una percezione ma un dato di fatto. Gli effetti della guerra all’Iran si ripercuotono nell’economia di “tutti i giorni”, quella con cui ognuno di noi si trova ad avere a che fare: dal pieno di benzina o diesel sempre più caro alle bollette di gas e luce costose come mai prima d’ora. L’Istat certifica la salita dei prezzi del 2,7% su base annuale (era all’1,7% a marzo), e nonostante la rivisitazione della stima dal 2,8% la variazione è stata dell’1,1% ad aprile su base mensile.

Inflazione e crescita

La crescita su base annua dei prezzi del carrello della spesa sale a +2,3%. Il bollettino di Confcommercio nella “ripresa dell’inflazione” legge una “minaccia alle prospettive di crescita”. Tanto che le stime dei commercianti fissano al 3,4% la stima per il mese di maggio, con “un’ulteriore accelerazione rispetto ai mesi precedenti, ritornando a valori che non si vedevano dalla fine dell’estate del 2023”.

Le pressioni maggiori sui prezzi arrivano dall’energia sia quella domestica che quella legata alla mobilità (i prezzi di benzina e diesel sono soltanto ammorbiditi dallo sconto sulle accise che terminerà il 22 maggio), dagli alimentari non lavorati (anche motivi precedenti alla crisi in Medioriente), e diventa sempre “più probabile” che il riflesso si allarghi “anche ad altre filiere”.

Maxi stangata da 23 miliardi di euro

Il giudizio dei consumatori ruota intorno al concetto di “ricaduta” degli impatti della guerra in Iran. Per il Codacons la guerra in Medio Oriente, in termini di aumento di prezzi e tariffe, sta generando “una maxi-stangata da 23 miliardi di euro per le famiglie italiane”. In base ai calcoli soltanto per la spesa alimentare, con i prezzi del comparto che salgono del +2,9% su anno, l’aggravio è pari a 185 euro in più per la famiglia tipo, e 269 euro in più per quella con due figli.

Prezzi in aumento

Nella vita di tutti i giorni per esempio gli ortaggi aumentano in media del 21,5%, i traghetti del 14,8%, il gas dell’11,8%, l’elettricità dell’8,2%, i combustibili liquidi rincarano del 38,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. L’Unione nazionale dei consumatori vede in questo ritorno dell’inflazione “l’effetto Iran”; la colpa è “del blocco di Hormuz” che porterà “un aumento di spese di 1024 euro all’anno” per una coppia con due figli”.

Sulla stessa scia anche Assoutenti che ricorda come l’escalation dei prezzi dei carburanti abbia fatto impennare anche i costi di trasporto, poi scaricati sui consumatori finali attraverso i rincari sugli scaffali. Anche Confesercenti la pensa così, facendo presente come il “quadro resti esposto a forti fattori di instabilità esterni, in particolare sul versante energetico e delle materie prime”. 

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